“Solo perché sono una donna”: i manifesti choc di aleXsandro Palombo contro la violenza di genere

Denunciare gli abusi e le disuguaglianze di genere attraverso immagini choc che mostrano i volti delle donne della politica più noti. È l’ultima iniziativa dell’artista salentino, approdata per le strade di Milano

I manifesti choc di aleXsandro Palombo a Milano
I manifesti choc di aleXsandro Palombo a Milano

Sui muri, sulle pensiline degli autobus, sulle recinzioni dei cantieri: a Milano sono spuntati in diverse aree della città manifesti grotteschi a firma di aleXsandro Palombo, che incitano alla ribellione contro la violenza di genere. Ad essere raffigurate non sono donne qualsiasi, bensì le più note figure femminili della politica internazionale attuale: dalla cancelliera Angela Merkel alla giovane deputata Alexandria Ocasio-Cortez, passando per Hillary Clinton, Michelle Obama, Brigitte Macron, Aung San Suu Kyi e Sonia Gandhi, i loro volti presentano una ricostruzione (fatta con Photoshop, ma comunque impressionante) dei lividi e delle botte causate dalla violenza domestica. Occhi pesti, zigomi contusi e labbra lacerate: sotto ad ognuna di esse, una frase uguale per tutte, che ricorda gli abusi e le disparità a cui donne di tutto il mondo, su diversi livelli, vengono sottoposte quotidianamente. “Solo perché sono una donna. Sono vittima di violenza domestica – Vengo pagata poco – Ho subito mutilazione genitale – Non ho il diritto di vestire come voglio – Non posso decidere chi sposare – Sono stata violentata… La violenza contro le donne è un problema globale che tocca chiunque, senza distinzione di razza, classe o religione”. 

CHI È ALEXSANDRO PALOMBO

 La lotta contro la violenza sulle donne è un tema non nuovo a aleXsandro Palombo (Salento, 1973), che in precedenza aveva già usato delle “testimonial” analoghe (le immagini si trovano sulla sua pagina Instagram, @alexsandropalombo) come Miley Cyrus, Angelina Jolie, Kim Kardashian, Kristen Stewart e Emma Stone per lanciare lo slogan “La vita può essere una favola se rompi il silenzio”; altrettanto aveva fatto con le principesse Disney, immagini choc per riflettere sull’insidia delle forme di violenza nascoste sotto false famiglie felici. L’artista, 46 anni e milanese di adozione, dopo una formazione nell’ambito del fashion design ha deciso di dedicarsi a temi socialmente impegnati utilizzando le icone più pop di sempre. Tra le sue serie ricordiamo Disabeld Disney Princess, What kind of man are you? e Breast cancer survivors. Alcune immagini dei manifesti recentemente apparsi nelle strade di Milano.

Giulia Ronchi

@alexsandropalombo

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.