Antonio Gramsci icona politica e pop. Ecco il murale realizzato a Bologna da uno street artist

È stato realizzato, sulla facciata di una scuola bolognese, un murales con il volto di Antonio Gramsci, intellettuale e politico antifascista tra le figure più rappresentative del Novecento italiano. Il progetto, realizzato dallo street artist Chekos, è stato promosso dalla Fondazione Gramsci Emilia Romagna e Cheap – Street Poster Art Festival.

Chekos, il murale dedicato ad Antonio Gramsci
Chekos, il murale dedicato ad Antonio Gramsci

Politico, filosofo, critico letterario, antifascista. Antonio Gramsci è senza dubbio una delle figure cardine della storia e la cultura italiana del Novecento, e il pensiero e le vicende biografiche hanno contribuito a farne un’icona pop, un po’ come è accaduto con personaggi del calibro di Martin Luther King e Che Guevara. Da questa apparentemente insolita rilettura dell’immagine di Gramsci nasce Agitatevi project, un progetto di street art promosso dalla Fondazione Gramsci Emilia Romagna e da Cheap – Street Poster Art Festival e pensato per la facciata di una scuola pubblica di Bologna.

STREET ART E COSCIENZA POLITICA

Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza”. È una delle frasi più celebri di Antonio Gramsci, una citazione che oggi campeggia nella facciata dell’Istituto Aldini Valeriani Sirani di Bologna insieme al volto del filosofo, un murale realizzato dallo street artist Chekos (Lecce, 1977) nell’ambito del progetto Agitatevi project. L’iniziativa prende ispirazione dalla rilettura che la scrittrice Michela Murgia propone della figura di Gramsci nella prefazione alla nuova edizione delle Lettere dal Carcere, scritte dal filosofo e pubblicate per la prima volta nel 1947. Murgia infatti vede in Gramsci l’immagine di un intellettuale che ha subito un processo di monumentalizzazione in grado di mettere a rischio la possibilità che il suo pensiero venga approcciato alle nuove generazioni. Da questo timore nasce l’iniziativa promossa dalla Fondazione Gramsci Emilia Romagna e il progetto di public art Cheap: si tratta di un intervento di street art che ha portato alla realizzazione di un wall con il ritratto di Gramsci seguendo stili ed estetiche propri dei linguaggi artistici contemporanei, e per questa ragione di più facile approccio e fruizione da parte dei giovani.

IL PROGETTO

Impegno politico e linguaggi artistici contemporanei sono dunque i due elementi che caratterizzano il murale realizzato da Chekos, artista leccese da anni impegnato nella creazione di una personalissima galleria di personaggi che incarnano la doppia natura di icone pop ed engagée come Angela Davis, per fare un esempio. Con alle spalle 20 anni di onorato servizio in strada tra stencil collage e stickers, lo street artist leccese oggi aggiunge alla sua galleria di ritratti anche Antonio Gramsci, il cui murale è stato realizzato con uno stile in grado di unire astratto e figurativo, attraverso l’implementazione della tecnica stencil e l’impiego della componente optical.“Quello che vede protagonista Antonio Gramsci è un progetto che ci è stato commissionato dalla Fondazione Gramsci Emilia Romagna, di solito ci muoviamo attraverso iniziative sviluppate in maniera indipendente”, spiega ad Artribune Sara Manfredi, componente dello staff di Cheap e coordinatrice del progetto Agitatevi. “Noi di Cheap nasciamo nel 2013 come festival di street poster art, di solito lavoriamo con il paste up, per il murale di Gramsci però abbiamo cambiato un po’ le nostre abitudini, come già avvenuto lo scorso 25 aprile con il murale realizzato dagli Orticanoodles dedicato alla partigiana bolognese Irma Bandiera”.

– Desirée Maida

www.cheapfestival.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.