Il murale misterioso di Los Angeles ha finalmente un autore. Sono i Bohemia Incorporated

Da due anni “accompagna” gli automobilisti fra L.A. e Santa Monica, con la sua forma leggiadra che sembra un invito alla resistenza e a scrollarsi di dosso la cupezza quotidiana. Afflato situazionista sulle autostrade californiane.

Bohemia Incorporated , Mermaid, 2015
Bohemia Incorporated , Mermaid, 2015

Era apparsa sotto silenzio, un mattino di circa due anni fa, ma non in molti avevano fatto caso a quell’esile figura in styrofoam affissa al muro di contenimento della carreggiata, che nuota ostinata contro la corrente del traffico proveniente da Los Angeles. Un tocco di poesia in mezzo ai gas di scarico e al rombo dei motori, che con il tempo ha affascinato gli automobilisti, diventando un simbolo cittadino e riportando passanti e turisti alle immagini situazioniste del 1968: “Sotto il selciato, la spiaggia”.  Sino ad oggi, l’autore di questa incursione poetica era rimasto ignoto, fino a quando un’ “investigazione” del Los Angeles Times ha raggiunto la fonte: la Sirena è opera del duo Bohemia Incorporated, dedito alla street art sottoforma di graffiti e sculture, che solitamente scompaiono dopo pochi mesi (a volte dopo poche ore), perché rimossi dalla municipalità che le considera illegali, in quanto occupazioni abusive di superficie pubblica.

Bohemia Incorporated The Peeker
Bohemia Incorporated The Peeker

LE DICHIARAZIONI DEGLI ARTISTI

Ma la Sirena è ancora al suo posto, forse perché il punto in cui si trova è scomodo da raggiungere per la rimozione, con il traffico che sfreccia a pochi metri, o forse perché quell’indomita Sirena è ormai entrata nel cuore della città, considerando le migliaia di fotografie che le sono state scattate. Alla sua origine, nessuna particolare ispirazione, come dichiarato al giornale dai due artisti (in forma anonima per evitare possibili denunce): “Assemblando il materiale, capita che ne esca una forma, o un abbozzo, che ti colpiscono in maniera particolare, seppure casuale”. Sembra di capire che i due abbiano “letto”, nella massa ancora informe, un corpo che “premeva” per nascere”. Voluto o casuale, il risultato è comunque suggestivo, permeato di contemporanea poeticità.

Bohemia Incorporated, Don't worry I pay taxes.
Bohemia Incorporated, Don’t worry I pay taxes…

INCURSIONI IN INCOGNITO

Poco si conosce dei due artisti, che agiscono sempre in forma anonima. Una presenza discreta, ma a loro modo efficace, attraverso la quale disseminare per Los Angeles e il suo circondario interventi artistici che si ispirano in parte ai calchi in gesso di George Segal, per le sculture antropomorfe, e in parte utilizzano le tecniche del graffito, assimilandosi ad artivisti come Blue o Bansky. Anche i graffiti sono però espressi su tre dimensioni, realizzati su styrofoam e poi applicati alle pareti degli edifici. Ma a detta del duo, alle tre dimensioni fisiche se ne aggiunge una quarta, ovvero il tempo, espresso dall’interazione delle opere con l’ambiente, che a sua volta genera la risposta del pubblico; riflessioni che entrano a far parte della vita delle persone, che circolano in città anche dopo che le opere, com’è accaduto in alcuni casi, sono state rimosse. Le loro incursioni toccano la sfera esistenziale dell’uomo contemporaneo, perso a contemplare la città da angoli impensati, scrutando una realtà che sembra spaventarlo. E FEAR (paura), è stata la cifra di tanti loro interventi, scritta a caratteri cubitali in giro per L.A., a ricordare quanto la situazione sia tesa anche negli Stati Uniti. Non mancano però i messaggi di speranza e di ottimismo verso il futuro: la Sirena è uno di questi, così come lo sono le riletture della statuaria classica (universale simbolo di Bellezza), in chiave però americana: Marilyn, Venere del Novecento, compare lungo il raccordo fra la 405 e la 10 Frw. Una produzione a metà fra l’estetico e il socio-politico, che rende la città più luminosa.

– Niccolò Lucarelli

www.instagram.com/bohemiaincorporated

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.