Street art sul Grande Raccordo Anulare. Anas e Ministero provano a riqualificare la periferia

Complici l’Anas e il Mibact che hanno individuato ben 80 aree per lo sviluppo di un percorso strategico che attraverso l’arte mira a riqualificare le periferie.

Maupal, dettaglio foto di Eleonora Grieco
Maupal, dettaglio foto di Eleonora Grieco

Nasce nella Capitale un nuovo progetto di arte contemporanea urbana ideato da David Diavù Vecchiato fondatore di MURo (Museo di Urban Art di Roma) e realizzato grazie ad una collaborazione tra Anas e Ministero dei Beni Culturali. Sono 10 gli artisti che armati di pennelli, bombolette e vernici colorate hanno donato nuova dignità al tanto discusso GRA di Roma, il famigerato raccordo anulare, tristemente rinomato per la mole di traffico che quotidianamente lo attraversa.
Come sottolineato da Gianni Vittorio Armani, Presidente dell’ Anas, il recupero delle infrastrutture rientra nell’ambito di un percorso strategico che vuole investire nel recupero, nel decoro e nella valorizzazione degli itinerari stradali per mezzo di interventi artistici che permettano ai cittadini di riappropriarsi delle zone spesso meno apprezzate del territorio.

RIQUALIFICARE LE PERIFERIE

Una missione e un investimento nella qualità e nell’ambiente dunque, oltre che nella sicurezza ed efficienza delle infrastrutture. Il progetto denominato con l’acronimo GRAArt è nato dal tentativo iniziale di riqualificare due sottopassi di attraversamento del GRA. “L’idea era quella di utilizzare un’area periferica come il GRA rivalorizzandola attraverso 10 murales realizzati da 10 artisti locali e non” ha spiegato Claudio Arcovito, responsabile brand Anas. “10 murales che raccontano storie e miti talvolta poco conosciuti per sottolineare il legame del GRA con il territorio” al fine di far riappropriare i territori della storia. Sono ben 80 le aree individuate e che potrebbero essere dipinte e valorizzate.  “Penso che le periferie siano i luoghi per condurre le sfide di questo tempo e siano anche luoghi in cui, in Italia, si possa fare una grande valorizzazione di arte e architettura contemporanea. Se tu riqualifichi sei anche portato a rispettare di più; se sei in una zona degradata anche i tuoi comportamenti individuali rischiano di non essere rispettosi. Quindi la riqualificazione è anche un fatto educativo”. Ha commentato così Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. Le periferie divengono, quindi, luoghi in cui far esplodere la realtà contemporanea dell’arte; innesti di riqualificazione che donano spazio alla fantasia e all’espressività. Speriamo che di pari passo vada la manutenzione visto che a Roma è assolutamente consueto che i lavori di street art e di riqualificazione vengano prontamente danneggiati, l’ultimo caso (una stazione della Metro C riqualificata dal gruppo RetakeRoma) risale a meno di una settimana fa.

-Ilenia Maria Melis

www.graart.it

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Ilenia Maria Melis
Ilenia Maria Melis è giornalista e blogger. Laureata con il massimo dei voti in Storia e Conservazione del Patrimonio Artistico, indirizzo Archeologico, presso l’Università degli Studi Roma Tre, da sempre ama l’arte e l’archeologia, probabilmente affascinata dagli splendori della Capitale in cui vive. Sostenitrice della cultura, fonda nel 2016 “Orizzonte Cultura, miscellanea culturale in viaggio da Roma”, un contenitore di arte, archeologia, viaggi, enogastronomia e curiosità in continua evoluzione. Da anni collabora con riviste e blog di settore cercando di descrivere la cultura con trasporto e sentimento così da affascinare il lettore.

1 COMMENT

  1. Le “periferiedegradate” (una parola) si “riqualificano” con interventi decorativi? Le persone che vivono in tali luoghi si aspettano dei murales o dei servizi? Un linguaggio reazionario e superficiale come la “street art” è la scelta migliore per creare inclusione sociale?
    “Speriamo che di pari passo vada la manutenzione visto che a Roma è assolutamente consueto che i lavori di street art e di riqualificazione vengano prontamente danneggiati” – forse ciò non è il segnale di quanto tali interventi vengano percepiti come una imposizione da parte di coloro che sono costretti a viverli quotidianamente?

    https://www.facebook.com/SpaziDocili/posts/1232155073500598

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