Ad Atene grande mostra di fotografie del conturbante regista Yorgos Lanthimos
Con oltre 180 pezzi che lo portano oltre la produzione cinematografica, “Yorgos Lanthimos: Photographs” mostra in anteprima internazionale un nuovo corpus di opere meditative sulla nativa Grecia
“Fotografare è diventato un aspetto importante nella mia vita, oltre al cinema, è molto più libero. Mi sembra di avere meno regole legate alla narrazione convenzionale”. Non rinnega, Yorgos Lanthimos (Atene, 1973), il grande successo delle sue pellicole, da Dogtooth a The Lobster, da La Favorita a Povere Creature e Bugonia, che gli hanno portato in neanche vent’anni il Premio della Giuria a Cannes e il Leone d’Oro a Venezia, un BAFTA, un Golden Globe e cinque candidature agli Oscar. Sposta semplicemente su un nuovo medium il suo sguardo cinematografico, che da assurdo e conturbante si fa più meditativo e astratto.
In mostra ad Atene una grande raccolta di scatti di Yorgos Lanthimos
Quella in apertura il 7 marzo nello spazio espositivo e performativo della Fondazione Onassis, Onassis Stegi ad Atene, è la più grande mostra fotografica del regista, produttore e sceneggiatore mai presentata in un contesto istituzionale. Curata da Michael Mack e progettata a forma di tempio greco classico, Yorgos Lanthimos: Photographs si articola in uno spazio centrale simile a un altare che espone 110 nuove opere dell’artista ateniese, mentre il perimetro esterno presenta tre nuclei di opere legate ai suoi film (in questi giorni in mostra anche a Torino per Exposed 2026).

Le foto di Lanthimos dal set dei suoi film
Scattate negli ultimi cinque anni, le foto legate ai film sono nate ai margini delle location cinematografiche di New Orleans, Atlanta e Henley-on-Thames e nelle città ricostruite nei teatri di posa di Budapest. Molti di questi scatti compaiono nei suoi libri più recenti, Dear God, the Parthenon Is Still Broken (2024), i shall sing these songs beautifully (2024) e il recentissimo viscin (2026), che sarà presentato al pubblico in mostra.
Ad Atene anche gli scatti personali di Lanthimos
Il quarto corpus di opere ad essere presentato negli spazi di Syngrou Avenue, invece, è la prima esposizione internazionale di una serie di fotografie personali, realizzate nella nativa Grecia e tuttora in corso: scattate nella capitale o in visita nelle isole greche, le foto hanno un carattere silenzioso e meditativo che trasfigura e sublima il quotidiano. “Yorgos Lanthimos ha un talento unico nell’uso dell’obiettivo fotografico per costruire narrazioni, e questa mostra dimostra la sua straordinaria capacità di suscitare attimi di fede emotivi e intellettuali che vanno oltre l’inquadratura di una fotografia”, sottolinea il curatore Mack. “La serie in corso di opere in bianco e nero realizzate in Grecia, lontano dalla sua pratica cinematografica, segna un nuovo punto di partenza, un’introspezione verso un paesaggio conosciuto. Emergendo all’interno di una lunga tradizione fotografica applicata alla documentazione del paesaggio alterato dall’uomo, riflette anche un’epoca di autoriflessione e dei suoi progressi nello sviluppo di un proprio linguaggio fotografico”.
Giulia Giaume
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