Fotografia e informazione digitale. La mostra al MAST di Bologna

L'immagine ha un valore fondamentale nel mondo dell'informazione. La mostra analizza la fotografia come sistema di creazione, elaborazione, archiviazione, protezione e scambio di informazioni visive. A partire dal lavoro di Armin Linke ed Estelle Blaschke

La mostra alla Fondazione MAST di Bologna indaga i possibili utilizzi pratici della fotografia ‒in ambito scientifico, culturale, industriale ‒ e unisce il lavoro della storica della fotografia e ricercatrice dell’Università di Basilea Estelle Blaschke a quello di un professionista dell’obiettivo, Armin Linke. Il percorso di ricerca è iniziato cinque anni fa mentre da due anni e mezzo si è strutturata la collaborazione con il MAST e la curatela di Francesco Zanot.
Si tratta di una mostra di fotografia e sulla fotografia. Gli scatti e i video di Linke sono associati ai testi di Blaschke. Vere e proprie installazioni scultoree affiancano interviste-video a esperti e materiali d’archivio. Intesa come tecnologia dell’informazione la “useful photography” segue precise dinamiche e ha ricadute economiche, politiche, sociali.
“Le fotografie operative hanno un valore, sono una sorta di valuta nel mondo che ci circonda, chi ne detiene il dominio possiede un vantaggio strategico”, sostiene il curatore Francesco Zanot.
Si indaga il ruolo della fotografia nei processi di apprendimento automatico; la funzione di controllo delle telecamere aeroportuali che, sfruttando algoritmi basati su data-set, permettono di procedere al riconoscimento facciale. Si osserva poi come sia essenziale lo strumento fotografico in campo industriale: si riescono a guidare i processi produttivi, coordinando le fasi di controllo della qualità. Nell’azienda olandese Ter Laak, ad esempio, ogni singola pianta di orchidea viene fotografata 24 volte e, a seconda della quantità di boccioli, si decide a quale mercato destinarla.

Fotografo sconosciuto, deposito sotterraneo della Recordak a Iron Mountain, Boyers(PA), 1964. Università di Rochester, Libri Rari, Collezioni Speciali e Conservazione (RBSCP), Kodak Historica

Fotografo sconosciuto, deposito sotterraneo della Recordak a Iron Mountain, Boyers(PA), 1964. Università di Rochester, Libri Rari, Collezioni Speciali e Conservazione (RBSCP), Kodak Historica

LA MOSTRA AL MAST DI BOLOGNA

L’allestimento è ideato come se ci si muovesse tra le aiuole di un giardino: gli scatti di Armin Linke sono racchiusi in cornici di legno e differenziati dalle immagini d’archivio, stampate invece su lastre di vetro. Ogni immagine è accompagnata da un breve testo elaborato da Blaschke. L’esposizione è divisa in sei sezioni. La prima, Memory, parte dall’idea che, soprattutto nel Ventesimo secolo, la fotografia sia stata concepita come veicolo di informazioni, estensione del bacino mnemonico umano.
La seconda sezione è dedicata al concetto di Accesso, comprendendo anche reperimento e indicizzazione delle immagini. Ci si chiede come i dati vengano associati all’immagine: come funzioni l’uso della scheda perforata con lettura ottica o quali infrastrutture (cavi, server) servano per conservare i dati.
Il terzo capitolo è dedicato alla Protezione. Ingenti risorse vengono investite per salvare le pellicole. Aziende di levatura e clientela internazionale hanno compreso quanto sia nevralgico tutelare i materiali. Nel 1950 in Pennsylvania fu creata l’Iron Mountain, luogo dove sono stipate moli di informazioni preziose sia di privati che di aziende statali, ma anche scatti cinematografici. Non si esclude dal dibattito la tutela del copyright.

FOTOGRAFIA E TECNOLOGIA

Mining si sofferma sull’analisi delle immagini, sul loro utilizzo nelle tecnologie per il riconoscimento automatico. Un agronomo e chimico, direttore della Società di Fotografia francese, fece uso dell’héliogravure per accumulare informazioni sulle colture: in un ciclo di 6 immagini viene infatti registrata la crescita di una pianta di patate. Riuscendo a confrontare grandi quantità (cluster) di immagini, simili ma non identiche, si riescono a estrapolare nozioni visive fondamentali. Si possono così educare le tecnologie al riconoscimento automatico, importante nel campo della sicurezza, e ottimizzare le performance delle IA grazie al machine-learning.
Il quinto capitolo si intitola Imaging: la fotografia si afferma come sistema di visualizzazione della realtà o strumento per elaborare progetti. È fondamentale osservare come, oltrepassato il ruolo di emulatore della realtà, la fotografia abbia la “capacità di andare oltre i limiti dell’occhio umano fino al suo utilizzo per lo sviluppo di tecniche di rendering e modellazione digitale”. Nelle ricerche del CERN di Ginevra sofisticati sensori hanno registrato il movimento di minuscole particelle, tracciando su un foglio delle scie che ricordano forme della pittura astratta; l’emulsione fotografica riesce a catturare l’evanescenza, il mistero e la bellezza delle scienze naturali.
In ultimo, Currency. Più che soffermarsi sul valore commerciale di ogni immagine, questa sezione si occupa di analizzare i metadati, chiave d’accesso a una marea di informazioni dal valore storico, politico, economico, culturale inimmaginabile.

Giorgia Basili

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Giorgia Basili

Giorgia Basili

Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza…

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