Marco Delogu torna a Siena. Le nuove foto dei fantini del Palio dopo vent’anni

Il progetto fotografico, dedicato ai fantini protagonisti del Palio di Siena e iniziato nel 1998, si arricchisce di nuovi ritratti e viene presentato in una mostra che inaugura il prossimo 2 luglio, una data emblematica per la città: si parla di fantini anche se non c’è il palio

Antonio Siri detto Amsicora
Antonio Siri detto Amsicora

Dopo oltre vent’anni, il curatore, editore e fotografo internazionale Marco Delogu (Roma, 1960) torna a Siena col prosieguo della saga fotografica de I trenta assassini. Un progetto cominciato negli anni Novanta che costituisce una delle più intense opere dedicate al Palio e ai suoi protagonisti più controversi: i fantini. Nel progetto gli “assassini” – come vengono talvolta chiamati a Siena – sono ritratti attraverso dei profondi primi piani dall’obiettivo di Delogu. Dopo 23 anni, la serie si arricchisce di sedici nuovi scatti, raffiguranti le “nuove leve” del Palio di Siena che immortalano il naturale ricambio generazionale. Un omaggio alla plurisecolare tradizione senese e ai suoi protagonisti che culminerà in una mostra prodotta dall’Assessorato alla cultura del Comune di Siena, la cui apertura è fissata per il 2 luglio 2021 nell’Entrone, ovvero il Cortile Potestà all’interno del Palazzo Comunale di Siena, in cui ogni anno i partecipanti si preparano prima di iniziare la corsa. Un luogo emblematico, così come emblematica è la data di inaugurazione della mostra, che avviene nel giorno in cui tradizionalmente si svolge la Carriera di Provenzano, prima data del Palio, che per il secondo anno consecutivo è stata annullata a causa della pandemia.

I TRENTA ASSASSINI NELLE PAROLE DI MARCO DELOGU

Torno a ritrarre fantini del Palio dopo oltre vent’anni”, scrive Marco Delogu, oggi di base a Londra. “Dal 1998 in poi ho sempre guardato il Palio, molte volte dal vivo e altre in tv. Più passavano gli anni e più i fantini ritratti nelle prime edizioni del libro non entravano più nei canapi. Rimaneva Trecciolino, nella sua battaglia di raggiungere Aceto a 14 vittorie, e Bighino con un altro ruolo. Mi dispiaceva che i miei ‘ritratti’ non corressero più in Piazza. Mi sembrava che il Palio fosse più lontano da me. Dovevo ricominciare, l’occasione era questa attesa di anni, unica nella storia del Palio. L’Entrone, destinato ancora a restare vuoto, incredibilmente era mio e lo dovevo riempire con cinquanta facce. Tutti i fantini mi guardano in macchina, tutti e cinquanta inchioderanno il pubblico con il racconto di una storia lunghissima: Tripolino ha esordito nel 1930, Scangeo nel 2019. Torno e molto è cambiato. Tranne poche eccezioni ora son tutti sardi, dodici su sedici dei nuovi. Si potrebbe dire che ho appena ritratto una generazione in trincea, quella dei nati dopo il 1980, che aspetta di ritornare in ‘Campo’. Poi con il passare degli anni anche questi ‘ritratti’ non correranno più”, conclude. “A Siena son sempre stato bene, forse non devo aspettare così tanto per tornare”.

– Giulia Ronchi

I trenta assassini
dal 2 luglio 2021
Entrone, Palazzo Comunale di Siena
www.marcodelogu.com
www.ilpalio.org

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.