Alla Casa dei Tre Oci di Venezia una grande retrospettiva del fotografo Mario De Biasi

Per oltre 30 anni il fotoreporter ha raccontato, con i suoi reportage, cosa accadeva nel mondo, dalla rivolta d’Ungheria del 1956 allo star system internazionale. La mostra a Venezia ripercorre vita e carriera di Mario De Biasi

MARIO DE BIASI, Gli italiani si voltano, Milano, 1954 © Archivio Mario De Biasi / courtesy Admira, Milano
MARIO DE BIASI, Gli italiani si voltano, Milano, 1954 © Archivio Mario De Biasi / courtesy Admira, Milano

Un corpus di oltre 200 fotografie, molte delle quali inedite, racconteranno vita e carriera di Mario De Biasi (Belluno 1923 – Milano 2013), tra i più importanti fotoreporter italiani a cui la Casa dei Tre Oci di Venezia dedicherà un’ampia retrospettiva, in programma dal 12 marzo al 31 luglio 2021. Mario De Biasi. Fotografie 1947-2003 è il titolo della mostra curata da Enrica Viganò in collaborazione con l’Archivio Mario De Biasi, organizzata da Civita Tre Venezie con Admira e promossa dalla Fondazione di Venezia; una mostra che svela le diverse sfaccettature del carattere e della fotografia di Mario De Biasi, fotoreporter dalla vita intensa, trascorsa a immortalare immagini di guerra, calamità naturali, celebrità dello star system italiano e internazionale. 

MARIO DE BIASI, IL FOTOREPORTER POLIEDRICO 

Mario De Biasi inizia a fotografare nel 1945, grazie a un manuale di tecnica fotografica ritrovato tra le macerie di Norimberga, dove era stato deportato al lavoro coatto come radiotecnico. Rientrato in Italia, nel 1948 presenta la sua prima mostra personale, mentre nel 1953 diventa professionista entrando nella redazione di Epoca: qui lavorerà per oltre 30 anni, raccontando con intensi reportage cosa accadeva nel mondo, dalla rivolta d’Ungheria del 1956 alle immagini della New York degli anni Cinquanta fino ai ritratti di Marlene Dietrich, Brigitte Bardot e Sophia Loren. Tra i suoi scatti più celebri è Gli italiani si voltano, utilizzato nel 1994 come poster della mostra tenutasi al Guggenheim Museum di New York The Italian Metamorphosis, 1943-1968, a cura di Germano Celant: protagonista della fotografia è Moira Orfei che, vestita di bianco, passeggia per il centro di Milano, attirando lo sguardo di un gruppo di uomini. Nel 1982 De Biasi ha ricevuto il premio Saint Vincent di giornalismo e nel 2003 è stato insignito dalla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) del titolo di “Maestro della fotografia italiana”. Le sue foto sono esposte in numerosi musei. Il suo nome è iscritto nel Famedio del Cimitero Monumentale di Milano. 

MARIO DI BIASI IN MOSTRA ALLA CASA DEI TRE OCI A VENEZIA 

La mostra raccoglie 216 fotografie, ed è scandita in dieci sezioni tematiche: il racconto dei grandi eventi storici, i viaggi esotici, i ritratti di personaggi potenti e famosi, le scene di vita quotidiana, i volti anonimi, per passare poi al concettuale e all’astratto. “Si sentiva la necessità di una mostra antologica che celebrasse il talento di Mario De Biasi in tutte le sue sfaccettature”, commenta la curatrice Enrica Viganò. “Il fotoamatore neorealista, il fotoreporter di Epoca, il testimone della storia, il ritrattista di celebrità, l’esploratore di mondi vicini e lontani, l’artista visuale, l’interprete di madre natura, il disegnatore compulsivo e creativo. Tutto il suo lavoro è un inno alla vita”. Le fotografie di Mario Di Biasi sono brani visivi “di un ‘900 che oggi appare lontano”, sottolinea Denis Curti, direttore artistico della Casa dei Tre Oci, “ma che non smette di muovere curiosità”.

–  Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.