Morto Frank Horvat. Il mondo della fotografia piange un grande della moda e del fotogiornalismo

Artista, fotografo di moda, sperimentatore è stato l’ideatore di una app per iPad che porta il suo nome

Frank Horvat, 1959, London, UK, dancing couple in Soho - 1956, Paris, France, flic (french policeman) (b), 2017, 90 x 120 cm
Frank Horvat, 1959, London, UK, dancing couple in Soho - 1956, Paris, France, flic (french policeman) (b), 2017, 90 x 120 cm

Nato ad Opatija, in Croazia, nel 1928 e morto a 92 anni il 21 ottobre 2020, Frank Horvat è stato un fotografo italo croato. Di origine ungherese e austriaca, genitori entrambi ebrei, Horvat ha vissuto in tutto il mondo, tra Svizzera, India, Pakistan, Stati Uniti, Francia e naturalmente Italia. La sua è stata una vita divisa tra moda e fotogiornalismo: l’amore per questa pratica nasce dall’incontro con Henri Cartier-Bresson che ebbe una grandissima influenza su di lui. L’esordio avviene negli anni ’50: nello stesso decennio comincia a pubblicare sulle maggiori riviste, da Elle a Vogue. Tra gli anni ’60 e ’70 invece ritorna prepotente il suo amore per il fotogiornalismo.

FRANK HORVAT. ARTISTA E SPERIMENTATORE

Qui comincia la fase sperimentale del fotografo che si allontana progressivamente dal mondo delle riviste e lavora su temi specifici e su progetti monografici; negli anni ’80 ha dei problemi di vista e comincia un progetto di interviste che confluisce in una pubblicazione che comprende testi e immagini di Giacomelli, Newton, Witkin e Koudelka tra gli altri. Vagabondo e apolide, Horvat è uno sperimentatore nato: negli anni ’90 infatti si dà alla combinazione di immagini e fotomontaggi utilizzando i nuovi ritrovati del digitale, mixando il tutto con le tecniche analogiche.

GLI ANNI 2000

Negli anni 2000 invece Horvat si dà ad un progetto monumentale: il racconto del 1999, l’anno che precede la fine di un secolo e di un millennio. Occhio e animo intimo Horvat è un artista in grado di raccontare la grande storia del mondo come le piccole cose della propria biografia e le piccole scoperte del quotidiano, anticipando e non di poco lo sguardo che ha caratterizzato molti fotografi negli anni del lockdow. Fa delle proprie debolezze, malanni, sofferenze cardiache, punti di forza, costruendo progetti fotografici di prossimità ma di bellezza universale. Avanguardista, tra le sue grandi imprese c’è Horvatland, la applicazione per iPad che mette insieme 2000 scatti realizzati in 65 anni, accompagnate da un lungo commentario e da testi in apparato.

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