Di stanza a Milano, la fotoreporter e videomaker Carlotta Stracchi Villa racconta il suo progetto “Quarantine Portraits”, una serie di ritratti scattati attraverso lo schermo di un pc, di un tablet o di uno smartphone durante la quarantena. Per combattere la paura.

Posso farvi un ritratto a distanza?”. È con questa domanda che ho dato il via al progetto Quarantine Portraits – Fotografie contro la paura, ritraendo decine di famiglie italiane nel nostro Paese e in giro per il mondo, dallo schermo di un computer e in collegamento webcam. Una risposta all’unisono (e con un filo di ironia) è quella che ho ricevuto: “Quando vuoi, tanto siamo a casa”.

RITRATTI DI FAMIGLIA IN QUARANTENA

A partire dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo #IoRestoaCasa – con le prime misure restrittive per il contenimento dell’epidemia da Covid-19 in Lombardia e altre 14 province, e con l’estendersi, dopo qualche giorno, delle stesse disposizioni all’intero territorio nazionale – è cresciuta la necessità di raccontare la nuova condizione degli italiani.
Quarantine Portraits perché lo scopo è proprio quello di realizzare dei “ritratti di famiglia”, nella loro accezione più classica e solenne, immortalando i componenti del nucleo familiare d’origine o di quello che si è andato a creare negli anni con coinquilini o con amici a quattro zampe o che, ancora, si è scelto di creare o non creare per il periodo di quarantena. Dove? Rigorosamente tra le mura di casa. Chi seduto sul divano, chi su un letto, chi appoggiato a una scrivania… in una posizione (quasi sempre) frontale e con lo sguardo (quasi sempre) dentro l’obiettivo, e io pronta a scattare dall’altra parte del monitor.

Carlotta Stracchi Villa, Quarantine Portraits. Parigi, Khalil 04.05.2020
Carlotta Stracchi Villa, Quarantine Portraits. Parigi, Khalil 04.05.2020

FOTOGRAFIE CONTRO LA PAURA

Il mezzo scelto non poteva che essere lo schermo di un computer, tablet o smartphone, una cornice emblematica dei “ritratti di quarantena” e unica “finestra sul mondo” che ha reso possibile un contatto con l’esterno e soprattutto con l’interno di altre case, per farci sentire meno soli. Ad accompagnare ogni singolo scatto, la relativa didascalia: luogo, nomi dei soggetti ritratti e qualche frase inerente alla situazione pronunciata dagli stessi protagonisti delle foto, durante i convenevoli e il clic.

GLI OBIETTIVI DEL PROGETTO SUL LOCKDOWN

Un format tanto semplice quanto carico di un significato importante: realizzare fotografie contro la paura. L’obiettivo è creare un archivio di immagini e racconti delle famiglie italiane durante la quarantena: un grande e unico ritratto del nostro Paese, un album che rimarrà testimonianza storica di un vissuto.

Carlotta Stracchi Villa

www.carlottastracchivilla.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #55

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Carlotta Stracchi Villa è nata e cresciuta nell’hinterland milanese. Estroversa e loquace, approda agli studi in Scienze Sociali, attratta dall’essere umano e dalle sue relazioni. Tra le abilità scoperte durante gli anni passati in attività commerciali a contatto con il pubblico, il saper mettere a proprio agio le persone. Altra grande passione che non tarda a palesarsi è la fotografia: a partire dal diploma ottenuto a seguito del corso di fotografia biennale C.F.P. Bauer Milano, conseguito nell’anno 2015/2016 e concluso con la realizzazione del progetto fotografico Centonovantasei Stagioni, dedicato ai luoghi di memoria della madre stessa e pubblicato su Lezioni di Fotografia; allo stage nell’agenzia fotografica Luz, che ad oggi la rappresenta, da ormai un anno, come fotografa professionista. Negli anni si è occupata principalmente di fotografia sociale, reportage, foto di backstage ed eventi tra cui il MI AMI Festival nel 2017. Oggi lavora e collabora nelle vesti di content creator con diversi studi, agenzie e produzioni presenti sul territorio della città di Milano.