A puro caso. Il progetto fotografico di Marcello Ruvidotti

1941: una madrina di guerra e un soldato inviato in Albania iniziano quella che sarà una lunga corrispondenza. 2017: il nipote parte per un viaggio fotografico alla scoperta dei luoghi attraversati dal nonno. Nasce così il progetto “A puro caso”.

A puro caso ebbi il vostro indirizzo”. Inizia così, nel 1941, un lungo scambio epistolare tra una giovane madrina di guerra e un soldato, inviato al fronte in Albania, durante la campagna d’Epiro. Questo profondo dialogo a distanza diventa in poco tempo una storia d’amore che segue l’intero arco della loro vita.
Una vicenda privata che Marcello Ruvidotti (Casorate Primo, 1991), fotografo e videomaker nipote della coppia, svela e ripercorre, a partire dal ritrovamento, dopo la morte della nonna, di una scatola che conservava l’intera corrispondenza. Attraverso lo studio della relazione tra ciascuna lettera, Marcello costruisce una mappatura, un itinerario tra i paesaggi fisici e immateriali percorsi dal nonno, tra i Balcani e la Grecia, fino alla prigionia in un campo di concentramento nazista, e la successiva fuga verso l’Italia. Nel 2017, lettere alla mano, parte in automobile con un gruppo di amici e avvia la prima parte del progetto A puro caso per “tracciare un percorso di scoperta dei luoghi da cui mio nonno scriveva. Alcuni li ho trovati, ad altri ci sono andato vicino, altri ancora li ho solo immaginati e sono diventati suggestioni”.

PAESI E LEGAMI

L’indagine fotografica diviene un’occasione preziosa per restituire una narrazione insolita dei territori urbani, rurali e montani attraversati, passando per Slovenia, Croazia e Bosnia, fino all’approfondita esplorazione di Albania e Montenegro. Al contempo, il viaggio gli offre l’opportunità di lasciar affiorare e interpretare una sottile e ideale relazione con il nonno, mai conosciuto. Questo doppio livello, che scorre lungo l’intero progetto, ancora in fieri, ha il pregio di restituire una storia minuta, privata ed emozionale, congiunta all’analisi di territori complessi, morfologicamente eterogenei e ricchi di contraddizioni. Dallo sfruttamento delle coste per ragioni turistiche alla riqualificazione dei centri urbani, spesso sporadica e priva di un programma composito e coerente. Un fragile equilibrio che emerge in luoghi dove la presenza di architettura contemporanea di pregio incide in un tessuto fortemente popolare e spesso decadente.

Frammenti di lettere e cartolina, maggio 1941

Frammenti di lettere e cartolina, maggio 1941

SCOPERTE E ATTESE

I due piani narrativi scorrono l’uno accanto all’altro e disegnano una geografia del presente in costante dialogo con il passato. Una mappatura cucita attraverso l’attenta composizione di immagini dei luoghi percorsi, accompagnate dalle riproduzioni delle lettere. L’itinerario – il viaggio così come il progetto fotografico – è qui presentato nella sua prima fase. In attesa di rimettersi in movimento verso il nord della Grecia, nella zona di Salonicco. Proprio come suggerisce l’ultimo tratto di corrispondenza, quella relativa al 1942-43, fino all’armistizio. E alla deportazione del nonno. “Un racconto di scoperte e di attese”, come racconta Ruvidotti.

IL FOTOGRAFO

Nato nel 1991 a Casorate Primo, in provincia di Pavia, vive nei pressi di Milano. Nel 2013 consegue il diploma in Tecnica e Linguaggio della Fotografia presso il C. F. P. Bauer di Milano. Fra il 2011 e il 2014 realizza Correndo nei boschi, un’indagine fotografica sulla Valle di Susa e il movimento No Tav, che riceve due menzioni d’onore all’International Photography Awards del 2013 e viene esposto al SI Fest 2014 di Savignano. Nel 2013 partecipa con Antonio Ottomanelli al progetto Confotografia. L’Aquila. Nel 2015, prende parte alla campagna fotografica OIGO – The Third Island, curata da Ottomanelli, esposta poi alla Triennale di Milano e all’Istituto Centrale per la Grafica di Roma (catalogo Planar Books). In questi anni lavora a numerosi progetti indipendenti legati all’indagine sui cambiamenti del paesaggio urbano e naturale in relazione alla presenza umana. Nel 2017 avvia A puro caso, tuttora in corso.

Emilia Giorgi

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #52

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Emilia Giorgi

Emilia Giorgi (Roma, 1977) è critica e curatrice di arti visive e architettura contemporanee. Dal 2002 al 2009 collabora con il MiBACT, tra le altre attività alla definizione del programma culturale del museo MAXXI di Roma, dove poi lavora dal…

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