Scrivere con la fotografia. Ferdinando Scianna a Venezia

Casa dei Tre Oci, Venezia – fino al 2 febbraio 2020. Cinquant’anni di viaggi e storie. La mostra antologica di Ferdinando Scianna si sviluppa attraverso un intreccio continuo tra narrazione e immagini.

Marpessa. Caltagirone, 1987 © Ferdinando Scianna
Marpessa. Caltagirone, 1987 © Ferdinando Scianna

Ferdinando Scianna (Bagheria, 1943) si è sempre definito un reporter piuttosto che un fotografo, e come tale è sempre stato alla ricerca di immagini che parlassero del mondo, che recuperassero una storia o una memoria. Secondo le parole del fotografo, “la fotografia era la possibilità del racconto di una vicenda umana. Questo il mio maestro mi fece capire, e mi introdusse a una certa maniera di vedere le cose, di leggere, di pensare, di situarsi nei confronti del mondo”. L’audioguida, con la voce narrante di Scianna, aggiunge alla visita della mostra una lettura di tipo diverso, poetico, antropologico o di testimonianza, e produce un ulteriore senso, rivelando anche lo stretto rapporto che intercorre tra la sua scrittura e le fotografie.
Le prime immagini della Sicilia e dei suoi abitanti, con le loro coinvolgenti feste legate al culto, testimoniano una ricerca quasi di tipo etnografico: il fotografo che si cala invisibile tra le persone e riesce così ad afferrare ciò che accade intorno a lui. Immortalare i paesaggi di persone in pochi attimi è la spinta, non solo per consegnare una memoria, ma per dare un significato alle cose: i rituali per i defunti che si mescolano ai rituali della moda, il considerarsi americano o l’essere escluso da quel sogno, molti scatti raccontano una moltitudine di persone, le società e i loro simboli.

New York, 1985 © Ferdinando Scianna
New York, 1985 © Ferdinando Scianna

MODA E BIANCO E NERO

Le fotografie di moda, che hanno portato Scianna a un differente approccio come regista e costruttore di immagini, contengono sempre un punto d’incontro con la realtà consegnato anche dal caso: “negli azzardi dell’incontro con il mondo” diventano anch’esse immagini trovate. Nel fascino del paesaggio veneziano ritrova quell’imprevedibilità, quel senso sfuggevole ed etereo del mondo della moda. Inoltre, dai dettagli che emergono nei ritratti fotografici svela i retroscena degli scatti o racconta qualcosa del personaggio ritratto: nella fotografia di Jorge Luis Borges la sovraimpressione della pellicola rimanda alla passione per gli specchi condivisa da Scianna, ma anche a quel “realismo magico” che si trova nei racconti del suo amico scrittore.
Il bianco e nero con netti contrasti che prevale in questa mostra è il mezzo per raccontare la figura della donna, il lavoro e la sua fatica, i bambini con il loro naturale ottimismo, un sentire e un interrogarsi sulla sofferenza, la solitudine e le ossessioni. Una fotografia che, come uno specchio, ci rimanda immagini di mondi da raccontare e scoprire.

Antonella Potente

Evento correlato
Nome eventoFerdinando Scianna - Viaggio Racconto Memoria
Vernissage30/08/2019 ore 18 su invito
Duratadal 30/08/2019 al 02/02/2020
AutoreFerdinando Scianna
CuratoriDenis Curti, Paola Bergna, Alberto Bianda
Generifotografia, personale
Spazio espositivoCASA DEI TRE OCI
IndirizzoFondamenta delle Zitelle, 43 - 30133 Giudecca - Venezia - Veneto
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Antonella Potente
Se già da piccolo sai quello che vuoi è un guaio: ho passato le ore più belle a fantasticare del niente e a guardare le figure dell'enciclopedia e mi sono ritrovata a scegliere il Liceo Artistico, perché mi piaceva disegnare e soprattutto mi piaceva l'arte: canto, ballo, teatro e pittura. La mia curiosità ha trovato soddisfazione al di fuori dell'ambiente provinciale e dopo aver studiato a Venezia, Pittura all'Accademia di Belle Arti, ho girato per l'Italia lavorando nel settore dell'interior design. Aver poi collaborato con una galleria a Treviso ha costituito un continuo stimolo, un incentivo per capire le strategie e le novità dell'affollato e variegato mondo dell'arte contemporanea. Saper raccontare questo mondo il mio obiettivo, considerandomi anche uno spettatore attivo della “parafrasi” di questa vivace società in continuo movimento che è tutta l'arte.