Torna a Lodi il Festival della Fotografia Etica. Programma e immagini

Dal 5 al 27 ottobre, per quattro fine settimana consecutivi, torna a Lodi la manifestazione, che interesserà tutto il centro storico del capoluogo lombardo aprendo ai visitatori le porte di luoghi e di location di grande suggestione

Olivier Papegnies_FFE2019 © ​Olivier Papegnies/Huma Collective for Médecins du Monde
Olivier Papegnies_FFE2019 © ​Olivier Papegnies/Huma Collective for Médecins du Monde

Raccontare il mondo per smuovere le coscienze. Ma anche una raccolta di scatti morali, per stimolare la riflessione di chi si sofferma a guardare un’immagine. Tutto questo è il Festival della Fotografia Etica di Lodi, il festival ideato da Alberto Prina e Aldo Mendichi, insieme al Gruppo Fotografico Progetto Immagine. Dal 5 al 27 ottobre, per quattro fine settimana consecutivi, torna a Lodi la manifestazione, che interesserà tutto il centro storico del capoluogo lombardo aprendo ai visitatori le porte di luoghi e di location di grande suggestione. La rassegna, che quest’anno festeggia la decima edizione, è ormai divenuta un appuntamento sempre più importante nel panorama europeo dei festival di fotografia, grazie alla scelta e alla coerenza di raccontare cosa succede nel mondo attraverso percorsi diversi e originali, con l’obiettivo dichiarato di voler creare un circuito virtuoso in grado di fare della fotografia uno strumento di comunicazione capace di arrivare direttamente al pubblico. Come? Coniugando lo spirito del reportage e la qualità degli scatti con la volontà di raccontare, con il solo filtro dell’occhio dei fotografi, i fatti di attualità che segnano la storia di interi Paesi e di milioni di persone.

Darcy Padilla_FFE2019 © Darcy Padilla : Agence VU’
Darcy Padilla_FFE2019 © Darcy Padilla : Agence VU’

LA FOTOGRAFIA ETICA: I NUMERI

In questi anni abbiamo seguito un percorso fatto di scelte che ne hanno plasmato un’identità precisa, forte, mossa dalla volontà di raccontare attraverso le immagini cosa succede, oggi, nel mondo”, spiegano gli organizzatori Alberto Prina e Aldo Mendichi.  “Con un obiettivo molto semplice: creare un circuito virtuoso in grado di permettere alla fotografia di arrivare al pubblico e porre delle domande alle coscienze“. Il successo e la partecipazione sempre crescenti (oltre 17mila biglietti, 90mila le presenze lo scorso anno, un vero e proprio boom) al Festival affermano e premiano la scelta di raccontare il mondo con immagini che possano parlare ad un vasto pubblico attraverso il filtro dello sguardo di fotografi pluripremiati a livello internazionale. “A volte questo sguardo può essere crudo e privo di filtri, altre invece viene mediato da una poetica visiva che smussa gli angoli della realtà per restituire comunque una idea di speranza e condivisione”, sottolinea Alberto Prina. “In ogni caso, il Festival è la conferma della fotografia come linguaggio principe della nostra epoca. Raggiunge velocemente e con immediatezza la sensibilità di chi la fruisce, accendendo la lampadina della riflessione e della discussione”.

Marco Valle_FFE2019 ©Marco Valle
Marco Valle_FFE2019 ©Marco Valle

LA GIURIA DEL FESTIVAL DELLA FOTOGRAFIA ETICA 2019

Il successo del Festival è confermato dalla sempre crescente partecipazione con il numero e la qualità mai prima raggiunte delle opere concorrenti al World Report Award 2019: ben oltre 600 le candidature arrivate quest’anno da fotografi di 44 nazionalità differenti, in rappresentanza di tutti cinque i continenti. La Giuria composta da Alberto Prina – Festival della Fotografia Etica, Aldo Mendichi – Festival della Fotografia Etica, Rick Shaw – Ex-Direttore del POY, Pierre Fernandez – Multimedia Content Manager per AFP, Jon Jones – Responsabile della Fotografia presso Tortoise Media, ha scelto i vincitori delle 7 categorie che compongono World Report Award.

Emile Ducke_FFE2019 © Emile Ducke
Emile Ducke_FFE2019 © Emile Ducke

CATEGORIE E VINCITORI

Sono per la sezione MASTER, Darcy Padilla con il reportage Dreamers, potentissimo portfolio sulla riserva indiana di Pine Ridge, considerato il posto più povero in America, dove la comunità sta lottando con il flagello dell’abuso di alcol e delle metanfetamine; per la sezione SPOTLIGHT, Senthil Kumaran Rajendran con il reportage Boundaries: Human and Tiger Conflict, che documenta il rapporto tutt’altro che semplice tra le tigri e la popolazione in India, nelle ampie zone selvatiche in prossimità dei santuari; per la terza sezione SHORT STORY, il tedesco Emile Ducke con il reportage Diagnosis, che racconta di un treno medico che viaggia in città remote e sottoservite in Siberia, garantendo così uno screening sanitario gratuito per la popolazione; per la sezione STUDENT, il giovane tedesco Arne Piepke con il reportage Faith, Custom and Homeland, che indaga la tradizione secolare, e unica al mondo, dei club dei tiratori in Germania e dei Festival che rafforzano il senso di comunità; per la nuova sezione WORLD ITALY, creata proprio per celebrare la decima edizione del Festival, vince Mariano Silletti con Serra Maggiore; per la categoria SINGLE SHOT la vincitrice è Giulia Frigieri con la foto intitolata Surfing Iran; una menzione speciale nella stessa categoria va a Jo-Anne McArthur con la fotografia Raabia&Puppy; e infine la sezione NO PROFIT che premierà gli enti no profit EMERGENCY con il reportage Zakhem-Ferite, La guerra a casa, Médecins du Monde Foundation con il reportage Unwanted Pregnancies among Adolescent Girls in Ivory Coast e Positive Change Can Happen con il reportage Living on a Dollar a Day: The Lives and Faces of the World’s Poor. Confermata anche la sezione Uno sguardo sul mondo con quattro mostre di altissima qualità: due di esse sono realizzate in collaborazione con Agence France Press (AFP) , e tratteranno due temi sensibilissimi come quello dei gilet gialli in Francia e quello della carovana dei migranti in sud America, dall’Honduras al confine con gli USA a Tijuana; la terza mostra invece è del fotografo Nick Hannes e riguarda il reportage che ha realizzato a Dubai per documentare follie e paradossi di questa lussuosa oasi artificiale nel deserto; Marco Zorzanello ci porterà invece in alcuni luoghi diversi come la Groenlandia, il Mar Morto e le Dolomiti, aree che stanno subendo repentinamente il cambiamento climatico e dove si sta sviluppando una forma di turismo particolare.

20 ANNI DI BANCA ETICA

L’area Corporate for Festival, realizzata anche quest’anno grazie al prezioso supporto di FUJIFILM ITALIA avrà come protagonista Monika Bulaj con il suo lavoro Broken Songlines, un viaggio all’interno delle minoranze religiose e di come esse continuino a sopravvivere in alcune zone della terra. Sempre nello spazio Corporate per festeggiare i suoi 20 anni Banca Etica propone un’esposizione di immagini liberamente tratte dal proprio archivio storico. Lo Spazio Tematico sarà quest’anno dedicato all’Italia, in quanto ospiterà reportage e lavori realizzati da grandi fotografi italiani nel nostro paese: Marco Valle porterà il suo lavoro Mare Mostrum, una riflessione sul futuro della costa italiana e più in generale sulla relazione che intercorre oggi giorno tra l’ambiente naturale e l’uomo; Diana Bagnoli porterà la tradizione della Prima Comunione a Napoli, vissuto come un rito di passaggio nella vita di un giovane da celebrare con una festa importante che può durare più giorni; Letizia Battaglia sarà presente con una selezione dei suoi scatti di cronaca diventati documenti storici; Massimo Berruti, con Epidemic, racconterà il fenomeno della Terra dei Fuochi e delle sue conseguenze sanitarie ed ambientali; infine Michele Borzoni e Rocco Rorandelli del collettivo Terra Project, esporranno Forza lavoro e scuola oggi un’indagine sui cambiamenti nel mondo del lavoro e un’analisi della galassia della scuola Italiana oggi. Immancabile l’appuntamento tradizionale con il Premio Voglino che quest’anno ha assegnato la sezione etica a Gabriele Cecconi e al suo I miserabili e la Terra, che racconta dell’esodo dei Rohingya, in fuga dalle persecuzioni nel loro paese di origine, il Myanmar.

Carlo D’Elia

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Carlo d'Elia
Giornalista freelance, pugliese di nascita e di carattere, ho trasformato la mia passione nel lavoro dei sogni. Vivo a Lodi e lavoro a Milano. Da tempo collaboro con il quotidiano Il Giorno e la rivista online Lettera43. Ho partecipato a diversi concorsi con due documentari che ho realizzato. Uno dal titolo "Filocontinuo" che parla di integrazione e l'altro sul sociale, "Teste d'amianto", che descrive una realtà difficile delle periferia Est di Napoli.