Il fascino discreto della terza età. Louis De Belle a Milano

Galera San Soda, Milano – fino al 31 ottobre 2019. Il fotografo Louis De Belle porta l’estetica della terza età in mostra alla Galera San Soda di Milano, la nuova galleria al piano terra di Palazzo INA di Piero Bottoni.

Louis De Belle. Contemporary Elderly. Exhibition view at Galera San Soda, Milano 2019
Louis De Belle. Contemporary Elderly. Exhibition view at Galera San Soda, Milano 2019

Contemporary Elderly è il titolo della personale del fotografo Louis De Belle (Milano, 1988), in mostra presso Galera San Soda. Ci troviamo al piano terra di Palazzo INA, in corso Sempione 33, uno dei celebri edifici realizzati da Piero Bottoni e pensato dall’architetto come “micro città”, una proposta per un nuovo modello di vita residenziale, dove gli spazi privati sono uniti a spazi condivisi come il terrazzo, il verde condominiale. È un condominio che si riflette nella città, grazie al piano terra commerciale con negozi, uffici, spazi per il terziario. Un progetto assai innovativo negli Anni Cinquanta (siamo tra il 1953 e il 1956), forse poco compreso al tempo, oggi di facile lettura per i milanesi. Proprio qui, nel caratteristico groundfloor con le colonne mosaico in piastrine rosa, ad aprile 2019 Stefano Branca di Romanico ha aperto la sua galleria Galera San Soda, che, dopo il primo appuntamento con Take Me To Your Leader di Goswin Schwendinger, propone l’ultimo lavoro del fotografo Louis De Belle dedicato alla terza età milanese.

LA MOSTRA

Contemporary Elderly è una serie di fotografie “colorizzate” che ritrae dettagli quotidiani di anziani cittadini milanesi. Le immagini, per la maggior parte ravvicinate, ritraggono dettagli di abbigliamento, posture e gesti tipici della terza età. Le foto sono state scattate in bianco e nero e successivamente colorizzate, come si usava fare quando ancora non esistevano le pellicole a colori. Ereditata dalla tradizione ottocentesca e riportata in auge dalle correnti pop di era postmoderna, la colorazione di Louis De Belle approda alla stessa idea di artificialità chiamata a congelare l’azione: un dialogo speculare fra un’estetica sorpassata e l’anacronismo dei gesti e degli accessori immortalati dall’apparecchio fotografico, sintomi di un’epoca e di un’età condannate a muoversi in controtempo. Louis De Belle realizza lavori che coincidono con la realtà, con la vita. Tratta argomenti del quotidiano, scegliendo il punto di vista del fotografo che cerca un’estetica insolita. Contemporary Elderly nasce dal bizzarro interesse in comune del gallerista e dell’artista per gli anziani, per i modi di dire e per la loro gestualità.

Louis De Belle. Contemporary Elderly. Exhibition view at Galera San Soda, Milano 2019
Louis De Belle. Contemporary Elderly. Exhibition view at Galera San Soda, Milano 2019

PAROLA ALL’ARTISTA

“Il lavoro nasce dall’intenzione di voler dare risalto a quelle persone che, solitamente, sono quasi delle comparse nelle nostre vite”, racconta Louis De Belle, “l’età media si alza e le città sono sempre più popolate da persone anziane. La mia non è una ricerca sociale, bensì un tentativo di rendere queste persone e le loro abitudini protagoniste di un racconto per immagini. Attraverso la colorazione è possibile enfatizzare gesti banali, come le mani dietro la schiena, che ci raccontano di una generazione non abituata a tenere uno smartphone in mano mentre cammina. E così via. Il titolo, traducibile come “anziani contemporanei”, rasenta l’ossimoro ma descrive oggettivamente il lavoro. Sono persone anziane di oggi. E un giorno lo saremo anche noi, auspicabilmente… La colorazione rimanda a una tecnica del passato, presumibilmente coeva all’età dei soggetti ritratti. In questo modo, per quanto le foto siano state scattate ai giorni nostri, vi è un’estetica quasi nostalgica, interpretata tuttavia in chiave contemporanea sia per il metodo (digitale) che per la stampa su supporto plastico. Ho scelto un plexiglass opalino da 5 mm, proprio per mantenere una matericità che sottolineasse il processo di colorazione. Evitando il vetro protettivo, si può apprezzare la stampa UV direttamente sulla superficie, che nelle aree colorizzate risulta opaca mentre nelle aree in bianco e nero rimane lucida. Le cornici in alluminio specchiato donano all’immagine un contorno brillante ma neutro”. Il catalogo della mostra è stato stampato su carta di giornale, per ricordare l’idea del quotidiano, la lettura al bar, i ritrovi intorno a un caffè. “L’idea è nata con Matteo Gualandris. Anche la scelta del carattere tipografico, sviluppato dallo studio di Berlino ABC Dinamo, rimanda alle tecniche di stampa dei giornali”, afferma l’artista.
Intanto il libro Disappearing Objects di Louis De Belle è finito in nomination fra i tre migliori libri del 2018 selezionati da ICA nella prima edizione di Books and Others, vinta poi da Global Tools 1973-1975. Quando l’Educazione coinciderà con la Vita, curato da Silvia Franceschini e Valerio Borgonuovo per NERO Editions. “Tuttavia penso che presto tornerò a Berlino, dove ho vissuto fino a due anni fa. Lì – per quanto più saturo – il mondo dell’arte è più snello e navigabile. Esattamente un anno fa inauguravo una collettiva al KINDL Center for Contemporary Art di Berlino e due anni prima una personale al Teatro di Anatomia dell’università Humboldt. Sono esperienze fondamentali nel percorso di un artista. Peccherò di impazienza, ma non vorrei aspettare di diventare un coetaneo dei soggetti ritratti in ‘Contemporary Elderly’ per fare lo stesso in Italia”, conclude il fotografo.

‒ Bianca Felicori

Evento correlato
Nome eventoLouis De Belle - Contemporary elderly
Vernissage03/10/2019 ore 18
Duratadal 03/10/2019 al 31/10/2019
AutoreLouis De Belle
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoGALERA SAN SODA
IndirizzoCorso Sempione 33 20145 - Milano - Lombardia
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Bianca Felicori
Bianca Felicori è architetto junior e studentessa del corso di Laurea Magistrale in Architettura e Disegno Urbano presso il Politecnico di Milano. Inizia il suo percorso nella redazione di Domus insieme all’ex direttore Nicola Di Battista, correlatore della sua tesi di laurea triennale “L’occhio dell’arte in Domus” dedicata al rapporto tra la disciplina artistica e quella architettonica, con il contributo di Mimmo Paladino. Dopo l’esperienza all’interno della redazione, partecipa attivamente agli eventi dedicati all’architettura in Italia - Salone Internazionale del Mobile e Biennale di Venezia. Nata a Bologna e residente a Milano, è oggi redattrice di Artribune e si occupa di architettura e arti visive.