Archivio Bellosguardo: 5 giovani autori fotografano un intero paese nel Cilento

Al via nel Parco Nazionale del Cilento un progetto fatto con le fotografie: quelle delle famiglie del paese e quelle di 5 autori emergenti in residenza a Bellosguardo. Ecco il loro racconto, in immagini e parole

Giovani autori fotografano gli abitanti di un intero borgo all’interno del Parco Nazionale del Cilento. Succede a Bellosguardo, in provincia di Salerno, dove da 4 anni un gruppo di ragazzi del paese organizza un festival culturale molto legato al territorio e all’ambiente: s’intitola Rural Dimensions e per la sua quarta edizione ospiterà dall’11 al 13 agosto 2019 un ricco programma di musica, teatro, arte e fotografia, con ospiti d’eccezione, tra cui Vinicio Marchioni, Don Pasta, Daniele Sepe e Giorgio Canali

IL FESTIVAL RURAL DIMENSIONS

Quest’anno durante il Festival saranno inaugurate anche delle mostre fotografiche legate al progetto Archivio Bellosguardo – ideato e curato dal fotografo Alessandro Imbriaco (Salerno, 1980) – che poi saranno esposte a Roma in autunno, all’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione. “Archivio Bellosguardo è un progetto fatto con le fotografie: quelle delle famiglie del paese che gli abitanti di Bellosguardo ci hanno portato in questi mesi di raccolta e digitalizzazione, e quelle di 5 autori emergenti che hanno raccontato il paese con il loro sguardo”, spiega ad Artribune Imbriaco. “Stiamo sperimentando un metodo da esportare in altri posti per strutturare archivi di famiglia in parallelo a un sistema di residenze artistiche in grado di curare questi archivi e di arricchirli tramite la produzione di nuove campagne fotografiche”. Le mostre allestite lungo le vie principali e i luoghi simbolo del paese includono, infatti, i primi risultati dell’Archivio Bellosguardo  – che ha già portato alla scansione di oltre 5000 foto di famiglie del borgo e che ha come obiettivo l’estensione a nuovi comuni ogni anno, fino ad andare a includere tutto il Parco Nazionale, compresi Vallo di Diano e Alburni – e 5 campagne fotografiche contemporanee, realizzate da giovani fotografi che raccontano alcuni aspetti della vita del paese,  ad esempio la natura che prende il sopravvento e il lavoro delle donne del borgo rurale. 

L’ARCHIVIO BELLOSGUARDO

Nel mio percorso la fotografia è sempre stata un mezzo con cui esprimere un punto di vista e mai il fine in sé della mia ricerca. In questo caso diventa il mezzo per costruire un ponte che dai musei e le istituzioni arrivi a una piccola comunità rurale del Sud Italia”, conclude Imbriaco. “Io in Cilento ho le mie origini, e negli ultimi anni è cresciuto il desiderio di usare il mio bagaglio di esperienze e relazioni per fare qualcosa lì. ‘Archivio Bellosguardo’ nasce da questo desiderio e si è sviluppato grazie alla passione di un collettivo di persone che vengono dal mondo della fotografia, dagli abitanti del paese e da un’istituzione del MIBAC, l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, che – sovvertendo tutti i luoghi comuni sulla macchina ministeriale – ci ha supportato fin dall’inizio con grande disponibilità e flessibilità”. Ecco nel dettaglio le 5 campagne fotografiche, realizzate dai fotografi ospitati in residenza – Alessandro Coco, Valerio Morreale, Nunzia Pallante, Mattia Panunzio e Sarah Wiedmann – e raccontate dalle loro stesse parole…

– Claudia Giraud

https://www.artribune.com/mostre-evento-arte/archivio-bellosguardo/

 

1. ALESSANDRO COCO – QUALCHE VOLTA DI QUI SI VEDE ANCHE IL MARE

Valerio Morreale

Il movimento dell’occhio e del corpo nello spazio non è stato né lineare né pianificato: ho raccolto i frammenti in interstizi temporali rimandando la messa in forma ad un momento altro dalla ripresa. Gli spazi di prelievo sono stati pochi e circoscritti: villaggio / chiesa / casa / parco. Ciascuno di essi è un contenitore di altri luoghi e di altri spazi privati transitori, e la fotografia mi ha permesso di vederli per ricordarli.

2. VALERIO MORREALE – A NICE VIEW

Valerio Morreale

Ogni soggetto indipendente, una volta isolato in un’immagine, continua a testimoniare una sua appartenenza a questa comunità, piccolo centro urbanizzato immerso in una vasta area naturale. Le fotografie di A nice view cercano di trasmettere l’atmosfera del paese un tassello alla volta, ognuno frammento di una realtà comune.

3. NUNZIA PALLANTE – ORTIPEDIE

Nunzia Pallante

Immagino Ortipedie come una mano aperta, dove le dita sono alberi del bosco, il palmo solcato orti arati e le linee strade e piante: all’interno di Bosco, Orto e Pianta coesistono attenzione, educazione, conoscenza e condivisione. Questa natura così inclusiva e presente nella comunità di Bellosguardo cattura la mia attenzione, tesa a mettere insieme spazi contaminati da visioni diverse, diventando il punto di raccordo tra silvestre ed agreste, tra natura e cultura. È in questa architettura ricombinante che le forme si mescolano, generano matrici e trame inedite.

4. MATTIA PANUNZIO – DAL VERDE

Mattia Panunzio

Un signore mi ha raccontato che nel ʼ43, quand’era ancora bambino, dalla terrazza di fronte la sua casa, guardando verso est con un binocolo che gli era stato prestato da un amico di famiglia, vide lo sbarco degli americani nel golfo di Paestum. “Guardavo tutta la valle sotto Bellosguardo, quella che porta al mare, all’improvviso alzando il binocolo da tutto quel verde ho visto una distesa di navi attraccare sulla spiaggia”. Il verde come elemento di appartenenza e provenienza, dal verde deriva gran parte dell’economia del paese, il verde come speranza che il paese non venga abbandonato. Il verde è il mio colore preferito.

5. SARAH WIEDMANN – DER BESUCH

Sarah Wiedmann

Der Besuch è una raccolta di immagini di alcune donne di Bellosguardo, delle loro case, dei luoghi dove lavorano e dei loro affetti. Durante la mia prima residenza a Bellosguardo sono rimasta colpita da quante poche donne si incontrassero negli spazi pubblici del paese. Da quel momento ho iniziato a cercarle, a stabilire un primo contatto, a trascorrere intere giornate ad ascoltare le storie delle loro vite mentre scattavo i primi ritratti. Dopo pochi giorni, la mia agenda era fitta di appuntamenti; un chiacchiericcio che raccontava di una giovane fotografa tedesca arrivata a Bellosguardo per fotografare le donne del paese, ha animato in quei giorni di marzo il salone della parrucchiera, la farmacia, il bar e le strade. Nonostante i legami stretti siano stati tanti, non sono ancora riuscita a capire perché escano così poco.

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).