Cinque fotografe per un “Soggetto nomade”. Sguardi al femminile a Palermo

Centro Internazionale di Fotografia, Palermo – fino al 22 settembre 2019. Dopo il debutto al Museo Pecci di Prato, un’intensa mostra racconta a Palermo trent’anni di mutamenti sociali e culturali, in un’Italia immortalata da cinque grandi fotografe. Tra femministe e icone del cinema, una carrellata di facce note o comuni, indagando l’identità femminile contemporanea.

Paola Agosti, Roma, 8 marzo 1977 © Paola Agosti
Paola Agosti, Roma, 8 marzo 1977 © Paola Agosti

Inquieto, proteiforme, aperto alle differenze: nella sfida del nomadismo c’è l’antidoto a un’idea di potere come vincolo e stereotipo, esercizio coercitivo tra il corpo e l’immaginazione. Il principio di libertà si declina qui sul piano del diritto e lungo le geografie del desiderio. Ed è intorno a questo Soggetto nomade – femminile ma non solo, singolare e plurale, identitario e ribelle – che Cristiana Perrella ha costruito una bella mostra, presentata al Pecci di Prato e poi al Centro Internazionale di Fotografia di Palermo.
Identità femminile e ricerca artistica, tra il 1965 e il 1985, per cinque autrici e un centinaio di fotografie in bianco e nero. Tra la folla di ritratti emerge il volto di un’Italia che cambia a suon di lotte per l’emancipazione sociale, culturale, sessuale, per la consapevolezza dei corpi, tra volontà, rispetto e piacere, per la partecipazione civile, l’accesso al lavoro e all’istruzione, e contro il sistema mafioso o il dominio patriarcale. E la fotografia, in questa storia collettiva di turbamenti e di conquiste, è testimonianza bruciante, erranza del margine, strategia del proibito e del candore.

STORIE DI RISCATTI E DI RIVENDICAZIONI

Dai travestiti su cui Lisetta Carmi posò il suo sguardo umano ma non compassionevole, curioso e privo di forzature, dissolvendo il giudizio morale nella gioiosa simmetria fra erotismo e quotidiano, fino alle donne e le bambine di una Sicilia che Letizia Battaglia immortalò, con la sua miscela di ferocia e tenerezza, negli anni della mafia al potere, dei manicomi appena chiusi, delle scintille e delle miserie urbane. Ci sono gli scatti di Paola Agosti, che documentò dibattiti, sit-in e cortei dei movimenti femministi, raccogliendo voci e visi di donne che avevano fatto la Resistenza, operaie, contadine, le figlie e le madri, generazioni dialetticamente coese nella volontà crescente di rivendicazione; e poi i volti di attrici, artiste, scrittrici, che Elisabetta Catalano contribuì a consacrare nel firmamento delle moderne icone, unendo la forza del glam al magnetismo intellettuale. Infine, con Marialba Russo, i maschi truccati e abbigliati da femmine durante il carnevale campano, nel gioco di una virilità sospesa per un giorno solo, scivolando impercettibilmente verso un doppio così vicino, così lontano.

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Lisetta Carmi, I Travestiti, 1965 © Lisetta Carmi. Courtesy Galleria Martini & Ronchetti
Lisetta Carmi, I Travestiti, 1965 © Lisetta Carmi. Courtesy Galleria Martini & Ronchetti

La fotografia”, scriveva Carmi, “mi è servita per capire chi ero io e chi sono gli altri. Non esistono comportamenti obbligati se non in una tradizione autoritaria che ci viene imposta”. Ancora il potere al centro del discorso antropologico ed esistenziale. Ancora la fotografia come dispositivo plurale, con cui rubare storie da indossare e da collezionare, liberamente. Le rotte sono quelle nomadi della contestazione e della riscrittura di sé, fra il tempo che si fa istantanea implacabile e il mondo intorno che continua a cambiare.

Helga Marsala

Evento correlato
Nome eventoSoggetto nomade
Vernissage22/06/2019 ore 18,30
Duratadal 22/06/2019 al 22/09/2019
AutoriElisabetta Catalano, Letizia Battaglia , Lisetta Carmi , Marialba Russo, Paola Agosti
CuratoriCristiana Perrella, Elena Magini
Generefotografia
Spazio espositivoCENTRO INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA
IndirizzoVia Paolo Gili, 4, 90138 - Palermo - Sicilia
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Helga Marsala
Helga Marsala è critica d’arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all’Accademia di Belle Arti di Palermo e di Roma (dove è stata anche responsabile dell’ufficio comunicazione). Collaboratrice da vent’anni anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo, fino al 2010, come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la testata culturale Artribune, dove ancora oggi lavora come editorialista, collaborando col team di direzione e operando come curatrice e project manager nel nuovo comparto aziendale Artribune Produzioni. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica, politica, costume, comunicazione, attualità e linguaggi creativi contemporanei. Presso Riso Museo d’Arte contemporanea della Sicilia è stata curatrice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti, prevalentemente presso spazi pubblici italiani, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. È stata membro di commissioni e giurie per premi/residenze d’ambito nazionale, riservati ad artisti. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.