L’invenzione della fotografia viene normalmente associata al nome di Louis Daguerre autore di uno dei primi metodi per fissare le immagini su una superficie: il dagherrotipo. Questo sistema, che si basava sull’utilizzo di lastre di argento o rame argentato sensibilizzate mediante l’esposizione a vapori di sodio, fu presentato dal fisico François Arago all’Académie des Sciences di Parigi nel 1839. Daguerre, tuttavia, non era l’unico ad aver sperimentato con successo nuove tecniche di stampa fotografica e la storia di questa tecnologia può vantare tanti padri. Uno di loro, meno conosciuto al grande pubblico, è Hippolyte Bayard. In questo video, della serie didattica Vox Darkroom si racconta la sua storia e in particolare la sua risposta eccezionalmente creativa al rifiuto dell’Accademia di considerare la sua invenzione al pari di quella di Daguerre. Il suo Autoritratto in posa da annegato (1840), rappresenta infatti il primo esempio di fotografia “messa in scena”, dando il via a una visione del mezzo svincolata dalla semplice riproduzione della realtà e a un uso della fotografia come mezzo di espressione di idee, sentimenti e visioni.

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.