Morto Andrea Albertini, il visionario delle edizioni Damiani. Un ricordo

Anima delle edizioni Damiani, Andrea Albertini era una figura di spicco del panorama culturale contemporaneo. Claudia Zanfi lo ricorda con questo articolo

Andrea Albertini - fonte: pagina Facebook Damiani
Andrea Albertini - fonte: pagina Facebook Damiani

Eccellenza italiana nell’editoria di fotografia, Andrea Albertini è stato spesso confuso con il ‘Sig. Damiani’, nome storico della tipografia bolognese del nonno. Le Grafiche Damiani sono state per anni il riferimento di aziende e professionisti che desideravano stampare pubblicazioni, cataloghi, opuscoli, di qualità impeccabile. Per anni riviste come Flash Art sono uscite fresche di stampa dai capannoni di via Zanardi a Bologna. Un’eccellenza che è continuata pubblicando progetti editoriali come Toilet Paper, insieme a Maurizio Cattelan.

LA PASSIONE PER LA FOTOGRAFIA

Poi la grande passione per l’arte, e soprattutto per la fotografia, ha portato Andrea Albertini a scegliere di dedicarsi esclusivamente ai libri d’artista. Avventura che ha perseguito con estrema originalità e visionarietà, fino alla scorsa settimana. Dopo una lunga malattia, affrontata con coraggio e senza mai un lamento, Andrea si è fatto leggero e ha intrapreso un altro cammino. Spirito appassionato, piacevole conversatore, sempre gentile, è stato il primo (e unico) editore italiano ad accettare di produrre i libri di Bill Owens, autore con cui lavoro da quasi venti anni.
Nel 2008 esce la prima monografia completa, dal semplice titolo BILL OWENS. Cinquant’anni raccolti in 150 immagini iconiche, che hanno fatto la storia della fotografia contemporanea, documentando le abitudini e lo stile di vita degli americani attraverso i grandi cambiamenti, dagli anni ’60 ad oggi, dall’inurbamento della ‘fabulous west coast’ alla crescita ipertrofica della ‘suburbia’.
La scelta iconografica è spasmodica, l’attenzione al dettaglio altissima, la grafica è studiata nei minimi particolari. Il risultato per la copertina del libro lascia tutti senza fiato: una donna con un tagliaerba rosso cammina a testa bassa su un prato verde acerbo. Sembra una sequenza di David Lynch. E a introdurre il libro non un critico d’arte o di fotografia, bensì il racconto inedito – scritto appositamente per Damiani – dalla novellista di punta A.M. Homes, autrice di best-sellers quali ‘La sicurezza degli oggetti’. Il lancio della monografia, ovviamente, si deve fare alla grande: in anteprima allo Strand Bookstore di NYC; poi ad invito presso la James Cohan Gallery, con reading della stessa Homes. Questo è il ‘metodo Albertini’.

IL METODO ALBERTINI

Sempre nello stesso anno, in occasione della Biennale di Architettura di Venezia, con Andrea decidiamo di organizzare un evento speciale. Per la prima volta in Italia, il fotografo americano Bill Owens e il fotografo italiano Gabriele Basilico, presentano insieme materiali tratti dai propri lavori di ‘antropologia visiva’ degli anni ’70. Durante l’incontro aperto al pubblico (accorsi in parecchi per l’evento), i due autori dialogano sul concetto di CITTA’ e sul contesto culturale in cui i loro maggiori cicli fotografici si sono sviluppati. Gabriele Basilico, così come altri grandi autori della fotografia quali Martin Parr, hanno sempre dichiarato di essere stati ispirati dalle opere di Bill Owens. E Andrea questo filo conduttore lo ha saputo leggere molto bene. Dopo il ‘sold out’ del primo libro, con lungimiranza lo scorso autunno abbiamo iniziato a lavorare alla pubblicazione di ALTAMONT 1969. A cinquant’anni dalla rivoluzione culturale del ’68, presentiamo per la prima volta la pubblicazione dell’album fotografico ALTAMONT di Bill Owens. Una nuova e inedita serie di lavori, fotografie in bianco e nero che documentano il momento unico del primo concerto dei Rolling Stones in California. Questo è il periodo dei movimenti di protesta a San Francisco.  Bill Owens ha colto il desiderio della giovane generazione di alzarsi e far sentire la propria voce contro la guerra in Vietnam, contro la segregazione e la discriminazione razziale, contro l’autorità in generale. Insieme agli Stones, sul palco importanti gruppi rock come Grace Slick e Jefferson Airplane, Carlos Santana, Crosby, Stills, Nash & Young.

ALTAMONT 1969

Il libro descrive un vero e proprio ‘affresco’ della rivoluzione culturale che ha segnato il mondo intero e la fine della ‘beat generation’. Con la distribuzione a cura delle due più importanti agenzie internazionali – D.A.P. NY e Thames&Hudson London- ALTAMONT è già un ‘must have’ per gli appassionati di fotografia, per gli amanti della cultura musicale e per coloro che desiderano approfondire la storia della società contemporanea. Libri sempre ad alto livello, grafica innovativa, ricerca di storie inedite: questa è la visione di Andrea Albertini, eredità che proseguirà all’interno della casa editrice Damiani.
In ricordo di Andrea, che come tutti i grandi uomini di cultura ha saputo diffondere l’arte e il sapere con passione, con generosità, senza barcollare, saldo nella grande missione a lui consegnata.

Claudia Zanfi

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Claudia Zanfi
Claudia Zanfi, storica dell’arte e promotrice culturale, si interessa di micro-geografie e culture emergenti. Dirige l’associazione culturale aMAZElab, che ha fondato nel 2000, e MAST – Museo d’Arte Sociale e Territoriale. Collabora con istituzioni nazionali e internazionali e con riviste d’arte su progetti dedicati ad arte, società, paesaggi. Ha firmato testi all’interno di pubblicazioni collettive e monografiche. Dirige il programma internazionale Green Island per la valorizzazione dello spazio pubblico e delle nuove ecologie urbane. Promuove inoltre progetti culturali ed editoriali, prestando particolare attenzione a temi di interesse sociale e geopolitico. Tra gli altri: A Ticket to Bagdad; Transcrossing Memories (Nicosia); Re-Thinking Beirut; Atlante Mediterraneo; Arcipelago Balkani e Going Public, progetto su società e territorio. Tiene conferenze a livello internazionale e lezioni alla Middlesex University di Londra.