Rivoluzionare il pensiero visivo. Alexander Rodchenko a Mantova

Palazzo Te, Mantova ‒ fino al 27 maggio 2018. Circa 150 scatti del fotografo russo Alexander Rodchenko testimoniano oltre dieci anni di storia, dagli anni post-rivoluzione a quelli del regime. Affermando un percorso stilistico radicalmente innovativo e contemporaneamente il cambiamento di una nazione.

Alexander Rodchenko. Revolution in photography. Exhibition view at Palazzo Te, Mantova 2018
Alexander Rodchenko. Revolution in photography. Exhibition view at Palazzo Te, Mantova 2018

La rivoluzione si può raccontare con la fotografia. Anzi, ancora questo medium a portata di tutti, può con un centesimo di secondo fermare il tempo e proiettare verso il futuro. Vedere un nuovo mondo attraverso uno scatto, catturare la realtà proponendo insoliti scorci; è così che Alexander Rodchenko (San Pietroburgo, 1891‒ Mosca, 1956) vide nella fotografia la possibilità di una espressione visiva attuale e inedita, e quando acquistò la sua prima compatta Leica non se ne separò più. Una fiducia verso questo mezzo perfetto per raccontare il concreto, contro l’allusivo, rimanendo poi affascinati dal prodotto, l’immagine, come una possibile riscrittura della realtà.

Alexander Rodchenko. Revolution in photography. Exhibition view at Palazzo Te, Mantova 2018
Alexander Rodchenko. Revolution in photography. Exhibition view at Palazzo Te, Mantova 2018

IL METODO RODCHENKO

Il suo entusiasmo per la fotografia nasce durante la creazione della serie di fotomontaggi per il libro dell’amico e poeta Majakovskij. La mostra infatti apre con una composizione che ci ricorda l’artista poliedrico, il pittore e grafico, e poi prosegue con una serie di fotografie che raccontano il “metodo” Rodchenko: verticalità, prospettive dall’alto al basso, inclinazioni dinamiche e primissimi piani, tali da far riconsiderare, in chi vede lo scatto, la realtà da tutte le angolazioni. Il suo apporto al pensiero artistico costruttivista diventa fondamentale proprio con la fotografia, intesa come una registrazione dinamica di contenuti, l’istantanea. “Ogni fatto fotografato è un contributo ai valori del nostro paese” e quindi anche perfetta per la propaganda. Come fotoreporter per varie riviste di regime, documenta la fabbrica di lampadine di Mosca e di automobili Amo, le mense meccanizzate e il lavoro al quotidiano Gudov, oltre all’innovativo sistema di trasmissione radio e la torre Shukhov, il monumento a testimonianza delle avanzate risoluzioni ingegneristiche dell’Urss moderna; racconta pure le fatiche degli operai, come la vera forza del cambiamento, ma anche dei prigionieri dei campi di riabilitazione impegnati nell’immane costruzione del canale artificiale che collega il Mar Bianco al Baltico.

Alexander Rodchenko. Revolution in photography. Exhibition view at Palazzo Te, Mantova 2018
Alexander Rodchenko. Revolution in photography. Exhibition view at Palazzo Te, Mantova 2018

SFUMATURE ROMANTICHE

Scrittore della luce imparziale? Rodchenko, come tutti i fotografi, fa una precisa scelta e valutazione della realtà: proprio enfatizzando i meccanismi prospettici, cercando forti contrasti e direttrici nette, è consapevole che il vedere attraverso la macchina fotografica è quindi restituire una realtà artificiale. Ma a questo è stato capace di aggiungere una vena positivista e un poco utopica, e negli anni del realismo socialista, fatti di cruda realtà, ideologia del collettivo e arte usata per la politica, ha mantenuto coerentemente il suo status di artista dalla sfumatura romantica.

Antonella Potente

Evento correlato
Nome eventoAlexander Rodchenko - Revolution in photography
Vernissage29/03/2018 no
Duratadal 29/03/2018 al 27/05/2018
AutoreAleksandr Rodčenko
CuratoreOlga Sviblova
Generifotografia, arte moderna
Spazio espositivoMUSEO CIVICO DI PALAZZO TE
IndirizzoViale Te 13 - Mantova - Lombardia
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Antonella Potente
Se già da piccolo sai quello che vuoi è un guaio: ho passato le ore più belle a fantasticare del niente e a guardare le figure dell'enciclopedia e mi sono ritrovata a scegliere il Liceo Artistico, perché mi piaceva disegnare e soprattutto mi piaceva l'arte: canto, ballo, teatro e pittura. La mia curiosità ha trovato soddisfazione al di fuori dell'ambiente provinciale e dopo aver studiato a Venezia, Pittura all'Accademia di Belle Arti, ho girato per l'Italia lavorando nel settore dell'interior design. Aver poi collaborato con una galleria a Treviso ha costituito un continuo stimolo, un incentivo per capire le strategie e le novità dell'affollato e variegato mondo dell'arte contemporanea. Saper raccontare questo mondo il mio obiettivo, considerandomi anche uno spettatore attivo della “parafrasi” di questa vivace società in continuo movimento che è tutta l'arte.