Artico. L’ultima frontiera alla Triennale di Milano

Triennale, Milano ‒ fino al 25 marzo 2018. Definire l’allestimento di questa esposizione essenziale è un eufemismo: diciamo pure che è al limite, almeno per una rassegna presentata nel Palazzo della Triennale a Milano. L’allestimento, ma non la mostra – che è certamente bellissima.

Paolo Solari Bozzi © Tiniteqilaaq, Groenlandia 2016
Paolo Solari Bozzi © Tiniteqilaaq, Groenlandia 2016

Raggiunto il monumentale scalone che dal corridoio centrale del Palazzo accompagna al piano superiore, anziché salirlo ci si infila in un uno scaloncino attiguo che conduce a tre salette situate nel sottosuolo. Qui, su pareti verde azzurro (il colore del mare quando è davvero freddo) stanno appese 64 fotografie rigorosamente in bianco e nero. Un pannello introduttivo, il nome dei tre fotografi autori delle immagini e quattro didascalie di un rigo completano il tutto. La prima è di Denis Curti curatore (insieme a Marina Aliverti) della mostra e andrebbe forse letta all’uscita, perché davvero stringe il cuore: “Queste immagini potrebbero essere l’unica cosa che rimane dell’Artico”. La Triennale accompagna la mostra a un summit sul cambiamento climatico che si terrà il prossimo 27 febbraio. Come giustamente sostenuto dagli organizzatori, “una delle rare occasioni di dibattito su questo tema” a Milano, e nell’intero nostro Paese, aggiungiamo noi.

Ragnar Axelsson © Thule, Mikide sull'Inglefield Fjord, Groenlandia, 1999
Ragnar Axelsson © Thule, Mikide sull’Inglefield Fjord, Groenlandia, 1999

GLI SCATTI

Un dibattito su un tema terribilmente attuale e una mostra, dunque, che accoglie gli scatti dell’islandese Ragnar Axelsson, del romano Paolo Solari Bozzi e del danese Carsten Egevang. Proprio quest’ultimo ha realizzato quelli forse più coinvolgenti e ne ha riassunto il significato nel rigo nero sulla parete dello spazio a lui riservato: “Dobbiamo seriamente ammirare gli abitanti della Groenlandia, che siano umani o animali, vivono ogni giorno al limite del possibile”. Orsi, lupi, cani e pesci, uomini e donne si muovono all’ interno di paesaggi sovrumani. Ma niente romanticherie: qui gli esseri umani sono spesso armati e gli animali, sono sempre superbamente belli, ma niente affatto rassicuranti. È un mondo vuoto e perfettamente silenzioso che Ragnar Axelsson descrive a sua volta così: “Quando sei fuori in mezzo al ghiaccio e lontano da tutto, provi soltanto solitudine, e ogni suono non è altro che un tipo diverso di silenzio”.

Carsten Egevang © Scoresbysund, Groenlandia, 2012
Carsten Egevang © Scoresbysund, Groenlandia, 2012

I DOCUMENTARI

In ognuna delle 64 immagini esposte ‒ come ovvio ‒ è il colore bianco a dominare, ma è un bianco composto da infinite tonalità, quelle che noi individui civilizzati non riusciamo a vedere, ma che vedono benissimo gli ultimi 150mila inuit che abitano il nostro pianeta.
L’esposizione in uno spazio attiguo ricavato da un disimpegno appena fuori dalle tre stanze è arricchita anche da tre documentari: SILA and the Gatekeepers of the Arctic, realizzato dalla regista e fotografa svizzera Corina Gamma; Chasing Ice, diretto dall’americano Jeff Orlowski; e The Last Ice Hunters, dei registi sloveni Jure Breceljnik e Rožle Bregar.

Aldo Premoli

Evento correlato
Nome eventoArtico. Ultima frontiera
Vernissage08/02/2018
Duratadal 08/02/2018 al 25/03/2018
AutoriRagnar Axelsson, Paolo Solari Bozzi, Carsten Egevang
CuratoriDenis Curti, Marina Aliverti
Generifotografia, collettiva
Spazio espositivoTRIENNALE - PALAZZO DELL'ARTE
IndirizzoViale Emilio Alemagna 6 - Milano - Lombardia
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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive a Noto e Cernobbio. E poi New York e Washington, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio e fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. In questo periodo ha tenuto conferenze in tre continenti per Ice, Anci e Aimpes e curato esposizioni che fanno da ponte tra arte e moda. Tra il 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Attualemnte è blogger di “Huffington Post”, columnist de “Linkiuesta”, direttore della piattaforma super local SudStyle.it. Senior curator di San Sebastiano Contemporary a Palazzolo Acreide. A Catania ha fondato l’onlus Mediterraneo Sicilia Europa, che si occupa di integrazione scolastica di minori in difficoltà. Nel 2021 ha fondato La Cernobbina Artstudio. Svolge la sua attività di visiting professor per Accademie del nord come del Sud della penisola.