Raccontare la guerra. L’Afghanistan nelle fotografie di Giovanna Silva

Laureata in architettura, Giovanna Silva ha fatto della fotografia il suo mestiere. La serie di scatti realizzati in Afghanistan è confluita nel volume edito da Mousse Publishing e parla della guerra attraverso la sua assenza.

Giovanna Silva ‒ Afghanistan 0Rh- (Mousse Publishing, 2017)
Giovanna Silva ‒ Afghanistan 0Rh- (Mousse Publishing, 2017)

Giovanna Silva (Milano, 1982) non è una fotoreporter e non è semplicemente una fotoreporter. Non lo è nonostante ormai nella sua carriera i lavori da fotoreporter si accumulino sotto forma di pubblicazioni mai banali, spesso sorprendenti, e di sicura ed efficace qualità sia tecnica che artistica. Due elementi però sembrano contrastare nei suoi lavori, ingranandosi faticosamente l’uno nell’altro, distribuendo forza e perdendo energia allo stesso tempo.
Da un lato il lavoro di Giovanna Silva rivela un desiderio di chiarezza totale nella costruzione dello sguardo che permette alla fotografa di dialogare direttamente con il lettore proponendogli, più che un percorso, un vero e proprio testo visuale. Le immagini di Silva vanno infatti contemporaneamente lette e viste, esattamente come in una tavola cromatica fatta da elementi leggibili singolarmente e poi nell’insieme, sia all’interno della singola fotografia che nello sfoglio dettato dall’andamento delle pagine.
Tuttavia i suoi libri assumono spesso il tono elitario, quasi consolatorio, di pubblicazioni rarefatte per eleganza e non per esigenza. Una forma di ingenuo e per certi versi tenero snobismo che attraversa le sue pagine, riducendone di parecchio la possibile portata, il possibile pubblico. E questo si rivela fortemente, ancora più che in passato, in Afghanistan 0Rh-, un lavoro potente e lucidissimo che riassume un percorso, facendo di Giovanna Silva una voce sicura e netta della fotografia contemporanea italiana. Una capacità di sguardo che potrebbe ambire a pubblici decisamente più esigenti e ampi, rivelando un’intimità popolare che la contraddistingue proprio in una sorta di asciuttezza sentimentale da cui traspare un coinvolgimento mai neutro. Afghanistan 0Rh- rivela uno spazio possibile, capace di andare oltre il ludico divertimento di una citazione che spesso rischia invece di assumere la forma della parodia.

Giovanna Silva ‒ Afghanistan 0Rh- (Mousse Publishing, 2017)
Giovanna Silva ‒ Afghanistan 0Rh- (Mousse Publishing, 2017)

GUERRA E ASSENZA

Con queste immagini la fotografa milanese individua la dichiarazione di una guerra e contemporaneamente la sua assenza. Non esiste la guerra, ma ne esistono gli strumenti: le armi divengono gli oggetti inanimati che appaiono quasi come per caso tra gli spazi stretti e angusti dei mezzi militari. Mostrare il senso di una guerra attraverso lo smarrimento, la sua perdita sia di significato che di atto: missioni di pace che indossano i vestiti di una guerra passata, in fondo mai vista e qui rappresentata nei suoi codici precisi e attentamente studiati. Non una messa in scena, è evidente, ma la rappresentazione di un contemporaneo che è qui e adesso vivo solo nella sua perenne scomparsa: l’assenza di alcuna possibile sterilizzazione annulla ogni possibile drammatizzazione, non restano che i dettagli o gli ampi e accecanti paesaggi del nulla.

Giovanna Silva ‒ Afghanistan 0Rh- (Mousse Publishing, 2017)
Giovanna Silva ‒ Afghanistan 0Rh- (Mousse Publishing, 2017)

TRA CASO E OSSESSIONE

Impossibile dunque testimoniare, ma al tempo stesso è impossibile rappresentare, illudere il gesto all’interno di un’icona. Resta così il portfolio che non racconta, non descrive, ma analiticamente riporta i passaggi di stato che stanno per l’appunto tra il dettaglio e l’infinito nulla. Un lavoro che sta tra il caso e l’ossessiva attenzione: una via possibile, capace per certi versi di unire un raffinato giornalismo a un’autobiografia sentimentale. Silva documenta analiticamente e al tempo stesso sentimentalmente la contemporaneità e lo fa rientrando nella parabola di una storia maggiore, spesso incomprensibile, molte volte violenta, e lo fa restituendo non la tragedia della guerra, ma quella della sua origine. La tragedia di una dichiarazione che si ammanta di luce e di pace, di razionalità e di pulizia: le figure in controluce, gli oggetti a fuoco, il bianco freddo e il nero caldo delle armi. La tragedia di un tempo appiattito su un presente reso inesistente quanto capace di inglobare ogni luogo e da cui Giovanna Silva estrae un’assenza intima, un luogo privato quanto popolare, audace quanto rarefatto. Una vera e propria questione privata.

Giacomo Giossi

Giovanna Silva ‒ Afghanistan 0Rh-
Mousse Publishing, Milano 2017
Pagg. 80, € 20
ISBN 9788867492954
www.moussepublishing.com

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AutoreGiovanna Silva
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Giacomo Giossi
Giacomo Giossi è caporedattore di cheFare. Ha frequentato licei e scuole serali, ha vissuto a Milano e a Parigi. Scrive per Blow Up, IL, L’indice dei libri, Pagina99, Minima&Moralia, Lavoro culturale. Ha pubblicato due racconti in due libri: uno è “Si sente la voce” (2012) e l’altro è “Milano d’autore” (2014).