New York celebra la fotografia con Photoville. A Dumbo mostre, eventi, workshop nei container

All’interno di 50 container a Dumbo, Brooklyn, New York celebra la fotografia. Con mostre, eventi, workshop con le scuole e la partecipazione di Leica. Ecco le immagini.

Photoville, ph. Francesca Magnani
Photoville, ph. Francesca Magnani

Il quartiere di Dumbo, a New York, è stato teatro di Photoville, il più importante evento di fotografia della Grande Mela ed uno dei più frequentati negli Stati Uniti. La location, collocata tra Brooklyn Bridge e Manhattan Bridge, è spettacolare e la realizzazione ingegnosa: le sale sono state ricavate all’interno di container delle navi cargo che giungono a New York. Qui sono andati in scena i fotografi e i progetti più attuali, anche quest’anno caratterizzati da attivismo e impegno sociale: c’è stato, come di consueto per la manifestazione, il “giro con gli studenti” guidato da Russel Frederick del collettivo Kaimoinge; il workshop organizzato da Daniella Zalcman che per il 2017 ha formato un database di fotografe donne per rendere più stringente il divario che c’è tra fotogiornalisti maschi e femmine.

MOSTRE NEI CONTAINER E FOTOGRAFI TEENAGER

In mostra le foto di Ruddy Roye sono emerse in una collettiva sui fatti di Charlottesville, con le recenti e controverse manifestazioni dei suprematisti bianchi che hanno sconvolto il mondo. E non sono mancate le installazioni a cielo aperto, come The Fence, l’esposizione che si srotola sulle reti e le pareti che delimitano gli spazi espositivi. E ancora, una mostra realizzata nel container dell’azienda dei trasporti che ha portato i visitatori a Dumbo in ferry: in questa occasione la curatrice Franny Civitano ha lavorato con fotografi teenager provenienti da comunità che vivono in aree prima isolate ora accessibili grazie ai traghetti. Siamo stati, inoltre, all’incontro con Nichole Washington e Ryan Pfluger su come creare il proprio brand, rispettivamente nell’ambito dell’empowerment delle donne nere e della comunità LGBTQ.

L’EDIZIONE 2017

I container dell’edizione 2017, la sesta per questa manifestazione nata grazie all’impegno della associazione no profit United Photo Industries (ha anche una galleria), sono stati più di 50 e la manifestazione ha visto, per l’inaugurazione, l’arrivo di vere e proprie star, da James Estrin a Bob Sacha, dal leggendario Luis Mendes al giovane Robert Pluma, da Ken Schles ad Austin Willis; dalla designer del momento Bonnie Briant al fotografo Igor Posner, impegnati insieme nella realizzazione di un libro sul suo lavoro, per una grande festa di fotografia che ha coinvolto anche le scuole. Lo spazio Leica ha prestato, infatti, gratuitamente le preziose macchine fotografiche. E oltre alla vista Photoville ha soddisfato anche il palato: nel beer garden adiacente si è bevuta la birra di Smorgasburg, ammirandolo skyline, e parlando di fotografia.

Francesca Magnani

New York// Photoville
Brooklyn Bridge Plaza
http://photoville.com/hours-of-operation/

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Francesca Magnani
Francesca Magnani scrive e fotografa a New York dal 1997. Dopo una laurea in Latino a Bologna e un corso di perfezionamento in Antropologia a Padova, è arrivata alla CUNY con una borsa Fulbright in Letteratura Comparata. Nella Big Apple ha passato svariate stagioni a stampare e lavorare nelle darkroom dell’ICP e al Print Space. Tra NYU e The New School, in quasi vent’anni ha insegnato italiano a mezza Downtown. Le sue storie e fotografie sono uscite su D Repubblica, Diario, MarieClaire, F, Natural Style, TimeOut NY, IL, Vogue, Flair, Yoga Journal, Here is New York. A Democracy of Pictures, E.L. Doctorow, All the Time in the World, Taschen - Trespass: A History of Uncommissioned Urban Art.

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