Una serie di cinemagraph raccontano la magia delle onde. Sembrano video, ma le sequenze sono in realtà realizzate usando immagini fisse, scattate da Ray Collins e lavorate con dei software da Armand Dijcks. The Infinite Now, progetto che punta tutto sulla suggestione di una temporalità dilatata, trasforma i movimenti dell’acqua in un evento sovrannaturale, dando vita a una sequenza ipnotica: una danza delle forme che tiene gli occhi attaccati allo schermo. Un attimo transitorio, velocissimo, normalmente non percepibile dalla visione umana, viene bloccato e fatto durare per sempre: “la cosa bella di questa tecnica è che ti permette di prendere una frazione di tempo infinitesimale e metterla in movimento per sempre”, ha commentato Dijcks.

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.