Uno dei maestri della fotografia contemporanea, il canadese Jeff Wall (Vancouver, 1946), racconta il suo rapporto con le immagini in questa lunga e approfondita intervista. I suoi scatti sono semplici e diretti (anche se la composizione è sempre studiata meticolosamente) ma anche quando ritraggono situazioni di ogni giorno, appaiono sempre carichi di una forza inspiegabile, una potenza visiva che nasce dalla sua particolare capacità di “vedere” e “mostrare” il mondo. Per descrivere questo atteggiamento, Wall usa spesso la parola observant: “Amo l’aspetto delle cose: di un albero, di un viso o di un marciapiedi… provo soddisfazione anche solo osservandoli”. E prosegue: “la macchina fotografica è in grado di creare una meravigliosa illusione, un’illusione così simile alla nostra visione naturale, da darci l’impressione di guardare attraverso la superficie”.

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.