Gli strani incontri di Diane Arbus a Central Park. Una mostra a New York tra foto rare e inedite

Alla Galleria Lévy Gorvy di New York l’evoluzione dello stile della fotografa statunitense che amava ritrarre persone emarginate, soprattutto nei parchi della Grande Mela. Tra le foto anche l’ultima prima della morte.

Diane Arbus Girl and Boy in Washington Square Park, 1965 NY copyright The Estate of Diane Arbus
Diane Arbus Girl and Boy in Washington Square Park, 1965 NY copyright The Estate of Diane Arbus

Per Diane Arbus, la celebre fotografa statunitense, nata col cognome Nemerov in una famiglia di ebrei russi emigrati a New York, che amava ritrarre persone stravaganti ed emarginate incontrate casualmente per strada, i parchi della Grande Mela sono sempre stati i luoghi ideali per fare incontri imprevedibili. Iniziata alla fotografia dal marito – l’attore Allan Arbus – che aveva lavorato come fotografo dell’esercito durante la Seconda Guerra Mondiale, Arbus apre con lui uno studio per dedicarsi soprattutto alla fotografia commerciale e di moda, lavorando per riviste importanti come Vogue e Glamour.

I FREAK DI DIANE

Nel 1956 abbandona tutto per progetti personali, cominciando a ritrarre i cosiddetti “freak” o, semplicemente, persone fuori dal comune, nei parchi di Central Park e Washington Square, dove torna più volte nel corso della sua breve carriera, come racconta lei stessa in uno suo scritto: “mi ricordo di un’estate in cui ho lavorato molto in Washington Square Park. Doveva essere circa il 1966. Il parco era diviso, come in una sorta di raggiera. Da una parte c’erano giovani hippie drogati, in un altro lato c’erano delle lesbiche. E nel mezzo c’erano degli ubriaconi. Ero molto ansiosa di avvicinarmi a loro, così ho dovuto chiedergli di poterli fotografare”. Ora una mostra nella sede newyorchese della Galleria Lévy Gorvy si concentra proprio sulle fotografie di Diane Arbus scattate esclusivamente a Central Park e a Washington Square, terreno fertile per la creazione di molte delle sue immagini più sorprendenti e originali: da quelle più rare come A very thin man in Central Park (1961) a quelle ben più note come Child with a toy hand grenade in Central Park (1962), fino alle opere qui esposte per la prima volta come Girl in a beret in Central Park (1958), Three girls at a Puerto Rican Festival (1962), e Susan Sontag and her son on bench (1965). Tra le ultime immagini della mostra c’è A young man and his girlfriend with hot dogs in the park scattata nel 1971, anno della sua morte: un’importante testimonianza dell’evoluzione del suo stile e del suo particolare modo di avvicinarsi alle persone, intimo e delicato.

-Claudia Giraud

Diane Arbus: In the Park
May 2–June 24, 2017 Lévy Gorvy
909 Madison Avenue New York, NY 10021

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).