Un celebre quadro di Raffaello va in mostra in una cittadina della Lombardia (gratis)
Dal 29 ottobre all’11 dicembre 2026 il capolavoro della Galleria Borghese sarà esposto per la prima volta in Lombardia al MUST di Vimercate dopo la grande mostra al Metropolitan Museum di New York
La Dama col liocorno di Raffaello, dipinta all’inizio del Cinquecento e conservata alla Galleria Borghese di Roma, è appena rientrata dagli Stati Uniti dopo essere stata esposta al Metropolitan Museum of Art di New York per finire, dal 29 ottobre all’11 dicembre 2026, al MUST – Museo del Territorio di Vimercate, per la sua prima volta in Lombardia. L’arrivo del dipinto in Brianza è dovuto alla quarta edizione di La Grande Arte in Brianza, progetto promosso da Fondazione Costruiamo il Futuro insieme a Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, Galleria Borghese, Comune di Vimercate ed Edison. L’iniziativa prosegue un percorso iniziato negli anni precedenti con opere di Marco d’Oggiono, Caravaggio e Tiziano, portando nei musei del territorio capolavori normalmente custoditi in importanti istituzioni italiane. La scelta di Vimercate è curiosa, soprattutto perché la mostra sarà gratuita. L’obiettivo, infatti, non è soltanto offrire al pubblico locale l’occasione di vedere un’opera di straordinaria importanza, ma creare intorno alla sua presenza un’occasione di conoscenza e partecipazione.
La storia della Dama col liocorno di Raffaello
La Dama col liocorno appartiene alla prima maturità di Raffaello. La datazione, generalmente collocata tra il 1505 e il 1506, coincide con il periodo fiorentino dell’artista, quando il giovane pittore urbinate si confronta direttamente con le novità di Leonardo e Michelangelo. La composizione presenta una giovane donna a mezzo busto, seduta dietro un parapetto e rivolta frontalmente verso chi osserva. Il suo abito prezioso, la cura dell’acconciatura e la postura composta costruiscono l’immagine di una figura appartenente all’alta società del tempo. Tra le braccia tiene un piccolo liocorno, animale fantastico tradizionalmente associato alla purezza. L’identità della donna non è stata ancora stabilita con certezza. Tra le ipotesi formulate dagli studiosi c’è quella che la identifica con Maddalena Strozzi, moglie del mercante fiorentino Agnolo Doni. A sostegno di questa possibilità è stato indicato anche il confronto con un disegno conservato al Louvre, collegato alla fase di elaborazione dell’opera.

Roberto Longhi e l’esatta attribuzione
La storia del dipinto è però anche una lunga storia di attribuzioni. Per lungo tempo la tavola non è stata riconosciuta come un Raffaello. Prima della riscoperta novecentesca, l’opera era stata associata alla scuola del Perugino e interpretata come una rappresentazione di Santa Caterina d’Alessandria. A intervenire radicalmente sulla lettura fu Roberto Longhi, che propose l’attribuzione a Raffaello mettendo in relazione il dipinto con il disegno conservato al Louvre. La conferma arrivò in modo particolarmente spettacolare durante il restauro del 1936. La rimozione delle ridipinture che avevano alterato la parte inferiore della figura restituì infatti un’immagine molto diversa da quella conosciuta fino a quel momento. Scomparvero gli attributi che permettevano di identificare la donna come Santa Caterina e riemerse il piccolo liocorno che dà oggi il titolo al dipinto.
Dal Metropolitan Museum di New York al MUST di Vimercate
La Dama col liocorno è stata tra le opere protagoniste della grande mostra dedicata a Raffaello dal Metropolitan Museum of Art, Raphael: Sublime Poetry, conclusasi recentemente. Dopo essere stata osservata da un pubblico internazionale, la tavola torna dunque in Italia e, prima di rientrare definitivamente alla Galleria Borghese, raggiunge un museo civico della Brianza.
Francesco Cereda: “Fare cultura significa ampliare l’offerta”
E la presenza di Raffaello si inserisce in un progetto più ampio che riguarda il ruolo della cultura nella città di Vimercate. Parallelamente all’iniziativa del MUST, l’amministrazione comunale ha infatti investito nella trasformazione dell’ex auditorium del Centro scolastico omnicomprensivo di Via Adda nel nuovo Teatro civico. L’intervento ha comportato un investimento superiore ai 500mila euro: 340mila euro sono stati ottenuti attraverso il bando “Luoghi da rigenerare” di Fondazione Cariplo, mentre il Comune ha contribuito con 182mila euro. L’edificio, di proprietà della Provincia di Monza e Brianza e concesso al Comune per nove anni, è stato riqualificato insieme ad ArteVox Teatro. In un’intervista al Corriere della Sera, il sindaco di Vimercate Francesco Cereda ha sottolineato come l’investimento nella cultura non debba essere necessariamente valutato attraverso un ritorno economico. Il risultato, secondo il sindaco, va piuttosto cercato nell’ampliamento dell’offerta culturale e nella capacità di rendere una comunità più abituata alla partecipazione. La stessa logica che dunque sembra attraversare la presenza di Raffaello al MUST.
MUST – Museo del Territorio
Via Vittorio Emanuele II, 53,
Vimercate MB
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