Framing the Prado. Una cornice permette di osservare Velázquez nella sua versione originale

Grazie a un sistema innovativo e non invasivo, Le Filatrici di Diego Velázquez vengono “liberate” dalle aggiunte di tela applicate durante il Settecento per essere apprezzate nella loro chiave di lettura originaria, di soggetto mitologico.

Velazquez, Le Filatrici, Museo del Prado, Madrid
Velazquez, Le Filatrici, Museo del Prado, Madrid

Tornare ad analizzare l’opera nel suo stato originale senza l’utilizzo di interventi invasivi: è quello che è accaduto alle Filatrici (o La Favola di Aracne) di Diego Velázquez grazie al progetto Reframing the Prado, sostenuto da American Friends of the Prado Museum e sponsorizzato dalla Fondazione American Express.

LE FILATRICI DI VELAZQUEZ AL PRADO

Custodito all’interno del Museo del Prado di Madrid, il dipinto – realizzato nel 1657 nel pieno del periodo di maturità dell’artista – è giunto ad oggi con un’invadente modifica avvenuta nel XVIII secolo. Seguendo una tendenza piuttosto diffusa nel Settecento, la sua superficie fu estesa perimetralmente con una fascia di tela attaccata nella parte superiore (di circa 50 cm di larghezza) e fasce più sottili negli altri lati (poco meno di 20 cm ciascuno). Un intervento che ha avuto come effetto l’allontanamento della scena centrale del dipinto – quella che dà la chiave di lettura all’intera composizione – facendo passare in secondo piano il suo contenuto mitologico e trasformandolo in una scena di genere. I conservatori del museo, da anni impegnati nell’elaborazione di una soluzione in grado di restituire il senso originario dell’opera, sono giunti al risultato finale: un dispositivo modulare costituito da una parete sottile che copre le aggiunte. Un sistema innovativo che riesce a integrare criteri estetici e conservazione preventiva proteggendo l’opera dai segni del tempo, e che potrebbe essere preso a modello in futuro e applicato a casi analoghi.

– Giulia Ronchi

https://www.museodelprado.es/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.