Il Louvre di Parigi riapre dopo quattro mesi di chiusura. Tutte le novità della stagione estiva

Sarà un’esperienza di visita diversa da quella del passato: verranno applicate misure di ingresso contingentato, distanziamento sociale e il percorso cambierà. Addio anche alla ressa davanti alla Gioconda. D’ora in poi si entrerà solo in due alla volta.

Louvre, Parigi Photo by Yeo Khee on Unsplash
Louvre, Parigi Photo by Yeo Khee on Unsplash

Finalmente riapre i battenti al pubblico anche il Louvre di Parigi, dopo quattro mesi di chiusura a causa della pandemia. La data ufficiale è fissata per il 6 luglio 2020. Numerose le novità, che riguardano in primis le modalità con cui saranno gestiti i flussi di visitatori. Come da prassi, sarà obbligatorio indossare la mascherina (esclusi i bambini sotto gli 11 anni) e mantenere il distanziamento sociale, mentre per quanto riguarda la modalità di accesso, sarà necessaria la prenotazione online del biglietto e della fascia oraria. Due gli ingressi aperti: quello della Piramide, dove si faranno code specifiche per ogni fascia oraria, e l’ingresso Richelieu, per i visitatori muniti di member card. Per questioni igieniche, non sarà più disponibile il guardaroba: vietato quindi avventurarsi nel museo parigino con valigie e borse di grandi dimensioni. Si salvano, invece, le visite guidate offerte da guide turistiche indipendenti, che potranno portare gruppi di massimo 25 persone all’interno delle sale, mantenendo sempre il distanziamento tramite l’uso di cuffie e microfoni.

Turisti che fotografano la Gioconda al Museo del Louvre, Parigi
Turisti che fotografano la Gioconda al Museo del Louvre, Parigi

RIAPRE IL LOUVRE DI PARIGI: QUALI SONO LE SALE VISITABILI

Il Louvre riapre circa il 70% dei suoi spazi, che corrisponde a 45.000 metri quadrati. Saranno aperte le sale delle sezioni di antichità orientali, egiziane, greche e romane; introduzione all’arte islamica; scultura italiana e nord europea; dipinti italiani, spagnoli e inglesi; capolavori della pittura francese del XIX secolo; gioielli della corona; Appartamenti di Napoleone III; collezioni medievali e dell’epoca di Luigi XIV; la scultura francese dal XVII al XIX secolo. Rimangono chiuse al pubblico le sale della scultura francese medievale, le sale del Rinascimento, del XVIII e del XIX secolo, la sezione d’arte africana, quelle di arte asiatica, oceanica e americana, una parte della sezione d’arte islamica, e il secondo piano dei dipinti francesi e nord-europei. Non tutto il male viene per nuocere: sarà ancora possibile ammirare opere celeberrime come la Vittoria Alata di Samotracia e la Venere di Milo. Per quanto riguarda la Gioconda, infine, l’ingresso sarà limitato a due visitatori alla volta: un’occasione più unica che rara per vedere il dipinto vinciano sgombro dalla solita ressa. Riapre anche la mostra Figure d’Artiste, allestita nella Petite Galerie, con opere dalla collezione del Louvre. A ottobre, infine, partirà la programmazione autunnale, dedicata ai maestri del Rinascimento.

Museo del Louvre, Parigi
Museo del Louvre, Parigi

IL LOUVRE DI PARIGI: INVERSIONE DI ROTTA PER L’OVERTOURISM

Anche il museo più visitato al mondo – che ha chiuso il 2019 con un quasi 10 milioni di visitatori – dovrà fare i conti con le conseguenze post-Covid. Si apre un futuro incerto per il Louvre, che durante questi mesi di chiusura ha stimato una perdita di qualcosa vicino a 40 milioni di euro. Le aspettative per la riapertura? Sono modestissime. Il fenomeno dell’overtourism potrebbe non riapparire per anni, considerato poi che una significativa fetta dei visitatori proveniva da Cina, India e Brasile. “Dopo l’11 settembre 2001, abbiamo perso il 40 percento dei nostri visitatori e ci sono voluti tre anni per tornare in pista“, ha dichiarato il direttore Jean-Luc Martinez al Times. “Dopo gli attacchi terroristici del 2015 in Francia e in Europa, abbiamo avuto un altro calo del 40%, ma tutto si è normalizzato dopo un anno. Questa volta non sappiamo cosa accadrà. Il nostro scenario peggiore è che per tornare ai nostri normali livelli di visitatori ci vogliano altri tre anni”.

– Giulia Ronchi

https://www.louvre.fr/en 

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.