Il re del Simbolismo torna a Ferrara. One man show per Gaetano Previati

Castello Estense, Ferrara – fino al 7 giugno 2020. Finalmente una monografica! A Gaetano Previati, protagonista italiano indiscusso del Simbolismo e del Divisionismo, la sua città natale dedica una mostra che ne rilegge anche le tangenze con il Futurismo.

Gaetano Previati, Fumatrice di haschisch o Fumatrice di oppio, bozzetto, 1887, olio su tela, collezione privata
Gaetano Previati, Fumatrice di haschisch o Fumatrice di oppio, bozzetto, 1887, olio su tela, collezione privata

Per Umberto Boccioni era “il precursore in Italia della rivoluzione idealista che oggi sbaraglia il verismo”: ed è questa preziosa testimonianza a introdurre il progetto espositivo su Gaetano Previati (Ferrara, 1852 – Lavagna, 1920), da poco inaugurato al Castello Estense di Ferrara per commemorarne il centenario della morte. La testimonianza è preziosa perché uno dei massimi esponenti di quel Futurismo che intendeva rivoluzionare tutte le arti, “rottamando” il passato e creando un linguaggio nuovo, riconobbe in Previati – “salvando” solo pochi altri artisti quali Giovanni Segantini, Medardo Rosso e Giorgio de Chirico – un padre spirituale. Questo legame tra il movimento simbolista a cui esplicitamente aderì il ferrarese e lo stesso Futurismo è uno dei presupposti su cui è stata condotta la nuova indagine, a tanti anni di distanza dall’ultima mostra monografica di rilievo su Previati allestita a Palazzo Reale nel 1999. Ma del pittore negli ultimi anni si sono potute vedere molte opere, presenze costanti nelle esposizioni sull’Ottocento italiano fino alla Belle Époque, nelle quali grandi dipinti come Paolo e Francesca o Il sogno hanno fatto bella mostra di sé. Dipinti straordinari, che attestano da un lato le riflessioni dell’artista sulle tematiche simboliste, e dall’altro l’adesione alla tecnica divisionista che consentiva a Previati, tramite pennellate di colori puri accostati con segni vicini, di ottenere effetti luminosi fino ad allora impensabili.

QUELLO CHE NON TI ASPETTI

Ma la mostra non espone solo capolavori noti, anzi. La prima sala, ad esempio, è tra le più sorprendenti perché riunisce due versioni di un soggetto piuttosto in voga nella pittura di stampo orientalista di fine Ottocento, cioè Le fumatrici di oppio, nonché un’inquietante, quasi gotica – e chi se lo aspettava, dal “pittore della luce”? – Prima comunione proveniente dalla collezione Cavallini Sgarbi. E non si dimentichi che Vittorio Sgarbi riveste ora il ruolo di presidente della Fondazione Ferrara Arte, organizzatrice dell’evento. Altri sono i passaggi interessanti della mostra, ad esempio la riscoperta, con conseguente indagine scientifica, del quadro raffigurante Torquato Tasso che si pensava perduto e che invece è protagonista di un recente e inaspettato ritrovamento (l’originale sarà esposto in mostra dal 27 marzo, e fino ad allora si possono osservare solo la riproduzione e i pannelli didascalici sulla storia e il restauro del dipinto). Ancora da non perdere sono i disegni, come quelli ispirati ai racconti di Edgar Allan Poe; poi le opere che ben evidenziano l’interesse di Previati per la musica, comune a molti altri esponenti del Simbolismo europeo; i poco conosciuti soggetti religiosi e la trasposizione, prima in disegni e poi in illustrazioni – ecco la tecnologia che fa capolino –, della triste storia di Ugo e Parisina, un episodio di sangue avvenuto nel 1425 proprio nelle carceri del Castello Estense.

Gaetano Previati, Ferrovia del Pacifico, 1914 16, Camera di Commercio Metropolitana di Milano Brianza Lodi
Gaetano Previati, Ferrovia del Pacifico, 1914 16, Camera di Commercio Metropolitana di Milano Brianza Lodi

A TUTTA VELOCITÀ

La curatrice Chiara Vorrasi ha scelto di chiudere il percorso espositivo con La ferrovia del Pacifico, un grande olio su tela dipinto da Previati tra il 1914 e il 1915: le date meritano di essere sottolineate perché l’Italia, proprio in quei anni, era immersa nel turbinio futurista, tra gli inni alla velocità, all’energia, alle scazzottate, e purtroppo anche alla guerra. Il dipinto fu commissionato dalla Camera di Commercio di Milano che intendeva decorare il salone di ricevimento con quattro pannelli raffiguranti “le grandi arterie del commercio mondiale”. L’ormai anziano Previati anche in questo lavoro non abbandona la tecnica divisionista ormai consolidata e divenuta cifra del suo stile, ma, nella locomotiva sbuffante che attraversa rapida un ponte sospeso in ferro, c’è anche un po’ di quel sentimento che animava Giacomo Balla, Gino Severini e, chiudendo il cerchio, Boccioni.

Marta Santacatterina

Evento correlato
Nome eventoGaetano Previati - Tra simbolismo e futurismo
Vernissage08/02/2020 ore 11.30
Duratadal 08/02/2020 al 07/06/2020
AutoreGaetano Previati
CuratoreChiara Vorrasi
Generearte moderna
Spazio espositivoCASTELLO ESTENSE
IndirizzoLargo Castello - Ferrara - Emilia-Romagna
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.