Sorelle per la libertà. La statua gemella di Lady Liberty in mostra a New York. Da Firenze

Da Firenze arriva a New York la statua gemella di Lady Liberty, realizzata da Pio Fedi nel 1883. In mostra a Ellis Island fino al 26 aprile

Sisters in Liberty ph. Riccardo Piazza
Sisters in Liberty ph. Riccardo Piazza

Due donne dalla figura imponente e i tratti decisi si fronteggiano nella Baia di New York. Una, grandiosa nella mole, è la famosa Lady Liberty, la statua simbolo della città che domina il porto della Grande Mela dal 1886. L’altra, più piccola e meno abituata alla fama, è la sua sorella italiana, in visita in città per qualche mese, in occasione di Sisters in Liberty, una mostra in corso fino al 26 aprile all’Ellis Island Museum of Immigration.  L’iniziativa, promossa dall’Opera di Santa Croce (l’istituzione che da secoli gestisce il complesso monumentale della Basilica di Santa Croce a Firenze, dove riposano tanti grandi nomi della storia e della cultura italiana, inclusi Michelangelo e Galileo), nasce per celebrare il bicentenario del Consolato Generale degli Stati Uniti a Firenze. La mostra porta a New York una fedelissima riproduzione dell’opera Libertà della Poesia, realizzata dallo scultore Pio Fedi nel 1883, come monumento al patriota italiano Giovanni Battista Niccolini nella Basilica di Santa Croce a Firenze.  Sono tante le somiglianze tra la statua di Fedi e Liberty Enlightening the World, opera di Frédéric Bartholdi,donata dalla Francia ai neonati Stati Uniti d’America per celebrarne l’indipendenza dalla Gran Bretagna. Così tante da poter considerare le due statue sorelle e così tante da far chiedere agli storici dell’arte se Bartholdi non si sia ispirato proprio alla Libertà di Fedi nel concepire la sua Lady Liberty. 

UN’OPERA CHE RACCONTA LA STORIA DEGLI STATI UNITI

Entrambe le donne sono vestite di una tunica drappeggiata, entrambe portano un copricapo ornato da raggi che si aprono a semicerchio, entrambe fissano l’orizzonte con sguardo serio e deciso, entrambe hanno il braccio destro teso verso l’alto. Ma, se la Statua della libertà ha in mano una torcia, simbolo della luce della ragione (e da qui il nome: Liberty Enlightening the World), Libertà della poesiaha in mano una catena spezzata, simbolo di liberazione. Tuttavia, anche nell’opera del francese compaiono le catene, sotto i piedi della donna. Un particolare che ritroviamo anche nell’opera di Fedi: entrambe le statue calpestano questo universale simbolo di costrizione. Ricostruendo la storia della Statua della Libertà, pare che l’idea originale di Edouard de Laboulaye, il ricercatore francese esperto di costituzione americana che inizialmente propose alla Francia di realizzare l’opera da donare agli americani, fosse quella di celebrare l’abolizione della schiavitù del 1865. Sembra plausibile che, se Bartholdi conosceva il lavoro di Fedi, possa aver voluto prendere a prestito un simbolo così forte e universalmente riconoscibile come quello delle catene calpestate. 

LA MOSTRA A ELLIS ISLAND

In occasione dell’apertura della mostra, Irene Sanesi, presidente dell’Opera di Santa Croce, ha commentato: “C’è un profondo legame di affetto che unisce Santa Croce agli Stati Uniti. La vicinanza tra le due statue gemelle è oggi un simbolo di questa connessione più forte che mai. Migliaia di visitatori provengono dagli Stati Uniti e centinaia di donatori americani hanno sostenuto e continuano a sostenere i nostri progetti di restauro con grande generosità. Questa mostra è un modo per rinnovare la nostra amicizia e ringraziare anche loro”.La mostra, che occupa sei sale del Museo dell’immigrazione di Ellis Island, l’isola ai piedi della Statua della Libertà che era primo approdo degli immigrati in arrivo dall’Europa all’inizio del secolo scorso, vuole essere una ricostruzione storica del profondo legame tra Firenze, Europa e Stati Uniti e sottolinea i comuni progressi compiuti nell’affermazione dei principi di libertà. Un video e una serie di pannelli ricostruiscono, attraverso percorsi paralleli, la storia della ricerca della libertà politica in Italia e negli Stati Uniti. In mostra ci sono una serie di artefatti e opere, tra cui l’originale busto di Abraham Lincoln scolpito da Pio Fedi e una camicia rossa indossata da Garibaldi per la Spedizione dei mille. 

LA LIBERTÀ DELLA POESIA

Il percorso culmina nella stanza che ospita la riproduzione della Libertà della poesia di Fedi. Grazie a una collaborazione con la Kent State University, l’originale è stato sottoposto a una scansione 3D ad alta risoluzione che ha permesso la creazione di una replica in resina a grandezza naturale, del peso di 250 chili e un’altezza di tre metri. Nella stessa stanza, i visitatori possono prendere parte a un’esperienza multimediale attraverso un touch screen su cui sono chiamati a definire cosa significhi per loro libertà. Per facilitare una conversazione globale sul tema della libertà, la stessa esperienza potrà essere fatta dai visitatori di Santa Croce attraverso un’apparecchiatura simile installata nella basilica per il periodo della mostra newyorchese. La mostra è a cura di Giuseppe De Micheli e Paola Vojnovic per Opera di Santa Croce e di Ann e David Wilkins  per la Duquesne University Programme di Roma.

Maurita Cardone

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Maurita Cardone
Giornalista freelance, abruzzese di nascita e di carattere, eterna esploratrice, scrivo per passione e compulsione da quando ho memoria di me. Ho lavorato per Il Tempo, Il Sole 24 Ore, La Nuova Ecologia, QualEnergia, L'Indro. Dal 2011 New York è il posto che chiamo casa e che nutre senza sosta la mia curiosità. Qui per quattro anni ho codiretto il giornale italiano La Voce di New York e mi sono appassionata del carosello di storie che fanno la ricchezza di questa città.