La Collezione Masaveu in mostra a Madrid nei nuovi spazi della Fondazione omonima

Un nuovo spazio privato arricchisce l’offerta culturale nella capitale castigliana. La pittura spagnola dell’Ottocento alla Fondazione Masaveu.

JoaquinSorolla NiñosEnLaPlaya Estudio para Verano©FMCMP MarcosMorilla
JoaquinSorolla NiñosEnLaPlaya Estudio para Verano©FMCMP MarcosMorilla

Per chi volesse approfondire la conoscenza della pittura spagnola del XIX secolo, periodo artistico poco noto soprattutto all’estero, merita una visita la nuova sede a Madrid della Fondazione Maria Cristina Masaveu Peterson. A due passi da Plaza Colón e a quattro dal Paseo del Prado, per tutto il 2020 ospita oltre cento opere della Collezione Masaveu, da Goya al post-modernismo catalano, molte delle quali mai esposte prima in pubblico. Si tratta di un’occasione unica per conoscere da vicino pittori spagnoli neoclassici e romantici, realisti, impressionisti e modernisti, noti e meno noti, attraverso un’accurata selezione per temi, generi e influenze di uno dei massimi esperti dell’arte del XIX secolo, Javier Barón, conservatore capo del Museo del Prado.

MACENATI AL RISCATTO DELL’ARTE SPAGNOLA

La passione della famiglia Masaveu per l’arte risale agli inizi del secolo scorso. Di origini catalane, ma attivi da più generazioni ad Oviedo, nel Principato delle Asturie, oggi sono una delle più ricche imprese familiari di Spagna, con una fortuna personale reinvestita spesso in arte, mecenatismo e ricerca. In particolare, la famiglia Masaveu si è prodigata negli anni nel recupero del patrimonio artistico spagnolo disperso all’estero, con frequenti ed importanti acquisizioni sulle aste internazionali. La Collezione Masaveu comprende opere dall’antichità ai giorni nostri; la scelta di inaugurare la nuova sede della Fondazione a Madrid solo con un nucleo di quadri dell’Ottocento e dei primi del Novecento è però senza dubbio particolarmente significativa. Si tratta infatti di una raccolta ricca e omogenea non solo perché comprende quadri perlopiù di medio e grande formato, preferibilmente con cornici pregiate e spesso coeve, ma perché vi prevale il gusto per la luce e per il colore, resi con l’utilizzo di abbondante materia pittorica. Moltissimi i nomi in catalogo: fra questi, Vicente López (contemporaneo di Goya), i romantici Federico de Madrazo, ma anche Martin Rico e Mariano Fortuny, o gli esponenti della pittura realista, particolarmente viva in Andalusia. Del valenciano Joaquín Sorolla i Masaveu possiedono la più ampia raccolta di opere dopo la casa-museo del pittore; ma in collezione sono presenti anche Ignacio Zuloaga, Julio Romero de Torres e i catalani Ramón Casas, Santiago Rusiñol e Isidoro Nonell. Tra i quadri più interessanti, il piccolo olio su latta che Goya dipinse nel 1793, forse durante una convalescenza, che raffigura banderilleros di una delle tante amate tauromachie. Di Augustín Esteve, amico e collaboratore di Goya, il bellissimo ritratto del giovinetto Francisco de Borja (1798); di Mariano Fortuny il piccolo olio con l’Arabo appoggiato sul mulo (1870-72); nell’ampia sezione dedicata a Sorolla spiccano la Regina Mariana de Austria, d’après Velásquez (1884) e il monumentale Ritratto della famiglia de Don Rafael Errázuriz Urmeneta (1905). Delicatissimo infine il Ritratto di Catalina di Ramón Casas (1898).

DUE OPERE PER UNO SPAZIO NUOVO

Il nuovo spazio, un palazzetto neoclassico anni Venti già occupato da un hotel, è stato internamente ristrutturato rispettando la facciata e la planimetria originali; si sviluppa intorno a un cortile interno, su due piani uniti da uno scalone. Negli oltre duemila metri quadrati dell’edificio, che comprendono una ventina di sale espositive e un auditorio per circa 150 persone, spiccano il cemento grezzo a vista e le eleganti finiture in legno biondo tropicale, entrambi materiali legati all’attività industriale della famiglia Masaveu. Due le opere site specific realizzate per Madrid, che connotano l’impegno di mecenatismo della Fondazione Masaveu nei confronti degli artisti spagnoli contemporanei. In un cavedio stretto e profondo, Jaume Plensa (Barcellona, 1955) ha creato Silencio (2018), una sorprendente e poetica scultura bianca, in resina di poliestere, polvere di marmo e acciaio inossidabile che ritrae il volto di una fanciulla dagli occhi chiusi, con la bocca coperta dalle mani. Si intitola Altiva (2019), invece, la struttura in acciaio inossidabile perforato di Blanca Muñoz (Madrid, 1963), che domina il soffitto della hall di ingresso dell’edificio, sospesa sfidando la forza di gravità e cangiante di colore a seconda della luce esterna che riflette.

-Federica Lonati

Collezione Masaveu. La pittura spagnola del secolo XIX. A Madrid, Fundación Maria Cristina Masaveu Peterson. calle Alcalá Galiano n.6, fino al 31 dicembre 2020. Ingresso libero. www.fundacioncristinamasaveu.com

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Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.