Su Sky Arte: la nuova serie dedicata ai capolavori dell’arte perduti

A partire da giovedì 5 aprile, Sky Arte HD dedicherà sette documentari ad altrettante opere d’arte scomparse, che al termine di ogni puntata verranno riprodotte ad altissima fedeltà: è la nuova serie “Il Mistero dei Capolavori Perduti”, inaugurata da un dipinto di Klimt.

Dalla serie tv I Misteri dei Capolavori Perduti Klimt e il Terzo Reich
Dalla serie tv I Misteri dei Capolavori Perduti Klimt e il Terzo Reich

Alcuni sono stati rubati, altri distrutti nel corso di drammatici incidenti o proprio di proposito: sono i capolavori perduti a cui è dedicata la nuova serie di sette documentari in programma su Sky Arte HD, ultima fatica dello Sky Arts Production Hub. Dalla prima serata di giovedì 5 aprile, ogni settimana I Misteri dei Capolavori Perduti racconterà la storia di un grande dipinto che è venuto a mancare al patrimonio dell’umanità. In qualche modo, la stessa serie riuscirà a “porre rimedio” alla perdita subita, grazie alla collaborazione con Factum Arte. L’organizzazione, conosciuta a livello mondiale per il supporto fornito ad artisti contemporanei nella creazione di nuovi lavori, così come per l’intervento in progetti di restauro e conservazione a livello museale, per i documentari Sky ha impiegato il proprio team di esperti nella riproduzione, la più fedele possibile, delle opere perse.

IL DIPINTO “AMORALE” DI KLIMT BRUCIATO DAI NAZISTI

La serie ha inizio con lo scontro tra il Terzo Reich e un’opera di Gustav Klimt del 1901, Medicina. Commissionato al pittore viennese nel 1894 per il soffitto della Grande Sala dell’Università cittadina, il dipinto sin da subito generò reazioni contrastanti. Proprio quando Vienna rappresentava uno dei centri più all’avanguardia nel progresso medico, infatti, l’opera di Klimt mostrava la futilità della guarigione e, come se non bastasse, rappresentava una donna incinta il cui corpo era totalmente nudo. Rigettato dalla Facoltà di Medicina, il dipinto “amorale” non venne mai collocato nella sua originale destinazione. Lo si ritrova sul finire della seconda guerra mondiale in un castello a nord di Vienna, dove era stato spostato per sfuggire ai bombardamenti alleati sulla città. Proprio mentre i nazisti in Austria firmavano la resa, la mattina del 7 maggio 1945, un’unità delle SS fece irruzione nel maniero gotico, nel corso della propria ritirata. Prima di sgomberare il castello, il giorno successivo i militari piazzarono degli esplosivi nelle quattro torri dell’edificio, facendole detonare all’arrivo dei nemici russi: Schloss Immendorf bruciò per quattro giorni e, con esso, il capolavoro di Klimt. Nel corso della puntata, vedremo come gli esperti di Factum Arte riusciranno a superare ogni difficoltà per riprodurre questo monumentale dipinto, partendo da una fotografia in bianco e nero come unico riferimento iconografico certo.

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