Come è fatta la ragazza con l’orecchino di perla? Ricerche in corso al Museo Mauritshuis a L’Aia

Fino all’11 marzo, al Museo Mauritshuis a L’Aia il celebre dipinto di Vermeer sarà oggetto di analisi scientifiche per scoprire tecniche e materiali utilizzati dal pittore durante la sua realizzazione. In un laboratorio di ricerche aperto al pubblico…

Johannes Vermeer, La ragazza con l’orecchino di perla, 1665 circa olio su tela, cm 44,5 x 39 L’Aia, Gabinetto reale di pitture Mauritshuis lascito di Arnoldus Andries des Tombe, L’Aia, 1903 (Inv. n. 670) © L’Aia, Gabinetto reale di pitture Mauritshuis
Johannes Vermeer, La ragazza con l’orecchino di perla, 1665 circa olio su tela, cm 44,5 x 39 L’Aia, Gabinetto reale di pitture Mauritshuis lascito di Arnoldus Andries des Tombe, L’Aia, 1903 (Inv. n. 670) © L’Aia, Gabinetto reale di pitture Mauritshuis

È senza dubbio uno dei dipinti più amati e misteriosi della storia dell’arte, la sua aura elegante e sensuale ha ispirato best seller e pellicole che l’hanno reso una icona “pop”. Stiamo parlando della “Monnalisa del Nord”, ovvero la Ragazza con l’orecchino di perla, celebre opera realizzata nel 1665 da Johannes Vermeer (Delft, 1632 – 1675) e conservata a L’Aia presso il Museo Mauritshuis. Il dipinto – che negli ultimi 20 anni ha incantato milioni di persone in tutto il mondo per la vicenda che l’autrice Tracy Chevalier ha costruito attorno alla sua nascita nel romanzo Girl with a Pearl Earring (1999), opera che ha poi ispirato l’omonimo film del 2003 diretto da Peter Webber e interpretato da Colin Firth e Scarlett Johansson – è oggi di nuovo sotto la luce dei riflettori grazie all’iniziativa The Girl in the Spotlight, progetto promosso dal Museo Mauritshuis che vedrà, fino all’11 marzo, il capolavoro di Vermeer oggetto di analisi scientifiche per scoprire le tecniche e gli step effettuati dal pittore per realizzarlo.

TECNOLOGIA E RICERCA

Fino al prossimo 11 marzo, un team internazionale composto da ricercatori provenienti dal Rijksmuseum di Amsterdam, dalla Delft University of Technology, dall’Università di Anversa e dall’Agenzia per i Beni Culturali dei Paesi Bassi esaminerà la Ragazza con l’orecchino di perla avvalendosi delle più moderne tecnologie: il dipinto, infatti, sarà analizzato attraverso uno scanner a fluorescenza a raggi macro-XRF, tecnica che permetterà di visionare la tela per studiarne i diversi livelli di pittura, i pigmenti, l’olio e le particelle di cui è composta. “Vedremo quante informazioni saremo in grado di ottenere con la tecnologia a nostra disposizione in un breve periodo di tempo (due settimane), lavorando 24 ore al giorno”, ha dichiarato al New York Times Abbie Vandivere, ricercatrice del Museo Mauritshuis.

UN’OCCASIONE SPECIALE PER IL PUBBLICO

Il progetto, però, non è un evento che coinvolge solo gli addetti ai lavori. Per coinvolgere e tenere i visitatori informati sulle ricerche in corso, il museo ha costruito uno studio all’interno della sua “Golden Room”, dove il dipinto sarà esaminato per 24 ore al giorno fino all’11 marzo. Una sorta di laboratorio dal vivo, in cui Abbie Vandivere illustrerà ai visitatori il lavoro svolto dal team di ricerca e i risultati raggiunti. Allo stesso tempo, una riproduzione 3D high-tech della Ragazza con l’orecchino di perla sarà regolarmente esposta per permetterne la regolare fruizione al pubblico.

– Desirée Maida

L’Aia // fino all’11 marzo
The Girl in the Spotlight
Museo Mauritshuis
www.mauritshuis.nl

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.