Scoperto un autoritratto di Michelangelo in un disegno conservato al British Museum di Londra

All’interno del ritratto che nel 1525 Michelangelo realizzò all’amica Vittoria Colonna, si celerebbe un’autocaricatura dell’artista mentre è intento a dipingere. Ma questo è solo l’ultimo tassello di una serie di sorprendenti scoperte fatte sul pittore…

Vittoria Colonna
Vittoria Colonna

Sembrerebbe proprio che il detto “mai fermarsi alle apparenze” sia uno dei leitmotiv più diffusi anche – e soprattutto – nell’ambito della storia dell’arte. Ne sanno qualcosa i ricercatori della Tate Modern di Londra, che di recente hanno scoperto che al di sotto dello strato di pittura di Portrait of a Girl di Amedeo Modigliani si cela una misteriosa figura femminile, probabilmente una ex amante del pittore italiano. Un caso simile di opera “occultata” è emerso nuovamente in questi giorni, e il protagonista della vicenda è Michelangelo Buonarroti: l’artista rinascimentale potrebbe aver nascosto una sua caricatura nel ritratto dell’amica e poetessa Vittoria Colonna, eseguito nel 1525 e oggi conservato al British Museum di Londra.

L’AMICIZIA TRA MICHELANGELO E VITTORIA COLONNA E IL “DOPPIO” RITRATTO

Protagonista indiscussa del panorama culturale italiano del 16esimo secolo, Vittoria Colonna fu anche poetessa oltre che sostenitrice delle arti, e negli anni compresi tra il 1501 e il 1536, durante il suo soggiorno a Ischia, si circondò di artisti e letterati del tempo, come Ludovico Ariosto, Jacopo Sannazaro, Pietro Aretino e Michelangelo Buonarroti. Proprio con l’autore del Giudizio Universale Vittoria Colonna intrattenne un particolare legame di amicizia, basato sull’amore per l’arte e sulla profonda fede religiosa condivisa da entrambi e mantenuto per anni anche attraverso un’intensa corrispondenza epistolare. Un rapporto intenso quindi, quello tra Michelangelo e Vittoria Colonna, che ha portato il pittore a realizzare un ritratto dell’amica poetessa. Datato 1925 e conservato al British Museum di Londra, il disegno celerebbe – stando allo studio recentemente pubblicato sulla rivista Clinical Anatomy dal professore Deivis de Campos dell’Università federale di Scienze della salute di Porto Alegre in Brasile – una caricatura dello stesso Michelangelo. Forse un modo, da parte dell’artista, di sottolineare il legame quasi viscerale che intercorreva tra lui e la nobildonna romana?

LA SCOPERTA

Secondo lo studio condotto da Deivis de Campo, tra le pieghe dell’abito di Vittoria Colonna emergerebbe la piccola figura di un uomo intento a dipingere. La sagoma appare simile all’autocaricatura che l’artista aveva tratteggiato nel 1509 a lato di un sonetto dedicato all’amico Giovanni da Pistoia: in quel primo schizzo, Michelangelo si era disegnato in posizione eretta, nell’atto di dipingere la Cappella Sistina, mentre nel ritratto di Vittoria Colonna si sarebbe disegnato col corpo piegato in avanti ad angolo acuto, come se fosse proprio quel Michelangelo in miniatura a dipingere l’intero ritratto. Secondo Deivis de Campos, l’autocaricatura, oltre a rappresentare una sorta di ‘firma’ nascosta dell’artista, è anche un valido documento per condurre indagini sulla corporatura e sullo stato di salute di Michelangelo a quel tempo. Per lo studioso brasiliano, tra l’altro, non si tratta della prima ricerca condotta sull’artista italiano. Un anno fa, sulla già citata Clinical Anatomy, il gruppo di studio diretto da Deivis de Campos pubblicava i risultati di una serie di indagini che sottolineavano come Michelangelo, nelle sue opere, rappresentasse in maniera più o meno evidente anche parti del corpo umano. Per fare qualche esempio, nelle Cappelle Medicee a Firenze e nella Cappella Sistina in Vaticano si nasconderebbero simboli pagani che alludono all’anatomia dell’apparato riproduttivo femminile, ovvero disegni che rappresenterebbero uteri e tube di Falloppio.

– Desirée Maida

 

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.