Attribuito a van Gogh disegno scoperto dal museo a suo nome. Si tratta di una veduta di Montmartre

L’opera, proveniente da una collezione privata, dopo lunghe ricerche è stata attribuita dal Van Gogh Museum di Amsterdam al pittore olandese. Si tratta di una veduta di Montmartre realizzata durante gli anni di formazione dell’artista…

Vincent van Gogh, The Hill of Montmartre with Stone Quarry, March 1886 collection Van Vlissingen Art Foundation
Vincent van Gogh, The Hill of Montmartre with Stone Quarry, March 1886 collection Van Vlissingen Art Foundation

Poco più di un anno fa, attirò l’attenzione mediatica la notizia della pubblicazione di un libro, Vincent Van Gogh. La bruma di Arles, il taccuino ritrovato, una raccolta di 65 disegni e schizzi inediti attribuiti all’artista, ma non firmati. Gli schizzi sarebbero stati ritrovati in un taccuino nell’archivio del Cafè de la Gare di Arles, dove Vincent van Gogh (Zundert, 1853 – Auvers-sur-Oise, 1890) avrebbe lavorato a lungo e prodotto una gran quantità di disegni durante il suo soggiorno in Provenza. Ma quella che avrebbe potuto rappresentare una grande scoperta nel novero degli studi sul pittore olandese, è stata ridimensionata dai dubbi sollevati dal Van Gogh Museum di Amsterdam, che ha disconosciuto l’autenticità delle opere. Sembrerebbe però essere di van Gogh – stando a quanto reso noto dal museo – The Hill of Montmartre with Stone Quarry, disegno realizzato dall’artista nel 1886 e proveniente dalla collezione della Van Vlissingen Art Foundation. Questa scoperta, tra l’altro, convaliderebbe l’autenticità di un altro disegno conservato al Van Gogh Museum, di uguale soggetto e realizzato nello stesso anno, che finora non era stato attribuito all’artista.

Vincent van Gogh, The Hill of Montmartre, 1886, Van Gogh Museum Amsterdam (Vincent van Gogh Foundation)
Vincent van Gogh, The Hill of Montmartre, 1886, Van Gogh Museum Amsterdam (Vincent van Gogh Foundation)

DUE DISEGNI A CONFRONTO

Le ricerche condotte dal Van Gogh Museum hanno rivelato che The Hill of Montmartre with Stone Quarry faceva parte della collezione di Vincent e Theo van Gogh. La vedova di Theo, Johanna van Gogh-Bonger, nel 1911 ad Haarlem consegnò l’opera al mercante d’arte J. H. de Bois, che vendette l’opera nel 1917 circa, e da allora non se ne ebbe più notizia. Questo accadeva undici anni prima che venisse pubblicato il primo catalogo dell’opera di Van Gogh (De la Faille, 1928). Il disegno non è mai stato esposto o incluso in una pubblicazione. The Hill of Montmartre, disegno conservato al Van Gogh Museum che con l’opera appena scoperta ha in comune soggetto, data, dimensioni e stili, viene così legittimato a entrare a far parte del catalogo di opere realizzate dal pittore. Entrambi i disegni sono esposti in Impressionism & Beyond. A Wonderful Journey, mostra in corso al Singer Laren Museum insieme a opere impressioniste, post-impressioniste ed espressioniste francesi provenienti dalla collezione della Van Vlissingen Art Foundation. “È una notizia fantastica che due disegni possano essere aggiunti definitivamente all’opera di Van Gogh”, ha commentato con entusiasmo Axel Rüger, direttore del Van Gogh Museum.

COSA DICONO I DUE DISEGNI SU VAN GOGH

“I due disegni sono chiaramente della stessa mano e stilisticamente ricordano la tipologia di disegni che van Gogh realizzò nei primi mesi del 1886, prima ad Anversa e poi a Parigi, nello studio di Cormon”, spiega il ricercatore del Van Gogh Museum Teio Meedendorp. “Anche i materiali utilizzati sono identici e i soggetti possono essere collegati ai dipinti realizzati da van Gogh a Montmartre in primavera e all’inizio dell’estate. All’interno della produzione dell’artista, queste due opere illustrano come l’artista in quel periodo stesse ancora cercando il proprio stile”. Le due opere vanno ad aggiungersi agli oltre 900 disegni noti di van Gogh, oltre a cinque quaderni di schizzi. Il Van Gogh Museum ospita oltre la metà dell’opera completa di van Gogh – circa 500 disegni e gli album di schizzi.

– Desirée Maida

www.vangoghmuseum.nl

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.