In arrivo a Pistoia una mostra su Marino Marini. Promossa dalla sua fondazione e dal Guggenheim

Promossa dalle fondazioni Marino Marini e Salomon R. Guggenheim di Venezia, la retrospettiva che inaugurerà a Palazzo Fabroni il prossimo 16 settembre indaga la produzione artistica di uno degli scultori più rappresentativi del Novecento italiano, con un sistema di raffronti e citazioni che attraversa diverse epoche della storia dell’arte

Marino Marini
Marino Marini

Pistoia celebra uno dei più eclettici artisti del Novecento a cui ha dato i natali, Marino Marini (Pistoia, 1901 – Viareggio, 1980), con una grande retrospettiva che inaugurerà il prossimo 16 settembre a Palazzo Fabroni. Marino Marini. Passioni visive è il titolo della mostra promossa dalla Fondazione Marino Marini e dalla Fondazione Salomon R. Guggenheim di Venezia, che dopo la tappa di Pistoia ospiterà l’esposizione presso gli spazi della Collezione Peggy Guggenheim, tra i primi atti della nuova direttrice Karole P.B. Vail. Una figura di artista, quella di Marini, che per peculiarità stilistiche ed estetiche trova senza dubbio una sua posizione di rilievo nell’ambito della scultura novecentesca internazionale e che fu molto amata da Peggy, come dimostra l’importante presenza della sua opera in collezione. Tra queste, L’angelo della città, del 1948, un inno alla vita, che troneggia, per volontà della stessa collezionista, davanti alla facciata esterna del museo, aggettante sulla Laguna.

LA MOSTRA A PISTOIA

La mostra ripercorre le diverse fasi della produzione artistica di Marini, in un lasso di tempo che va dagli anni Venti agli anni Sessanta: un excursus che pone in relazione il suo lavoro con quello dei grandi maestri della scultura del Novecento, come Arturo Martini e Giacomo Manzù, e con l’arte scultorea del passato, dall’antichità egizia a quella greco-arcaica ed etrusca, da quella medievale a quella del Rinascimento e dell’Ottocento, tutti riferimenti che Marini citava e reinterpretava consapevolmente nelle sue opere. Il nucleo principale della mostra è costituito dai Cavalieri, sculture che Marini ha iniziato a realizzare a partire dagli anni Trenta, diventate celebri per la loro arcaica impassibilità che sottintende una sottile ironia nei confronti della società contemporanea.

– Desirée Maida

Marino Marini. Passioni visive
A cura di  Barbara Cinelli e Flavio Fergonzi
Dal 16 settembre 2017 al 7 gennaio 2018
Pistoia, Palazzo Fabroni
www.fondazionemarinomarini.it

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.