La bellezza dell’anima. Amedeo Modigliani a Genova

Palazzo Ducale, Genova – fino al 16 luglio 2017. Una retrospettiva celebra l’infinito genio di Amedeo Modigliani. In un viaggio fra tormento esistenziale e velato erotismo.

Amedeo Modigliani, Nudo sdraiato, il braccio destro ripiegato sotto la testa, 1918-19. Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna
Amedeo Modigliani, Nudo sdraiato, il braccio destro ripiegato sotto la testa, 1918-19. Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna

Sbarcano a Genova il fascino e il mito di un uomo che ha segnato il primo ventennio del ‘900 artistico europeo. Una trentina di capolavori, provenienti da grandissime istituzioni nazionali e internazionali, esaltano l’estrema sensibilità di Amedeo Modigliani (Livorno, 1884 – Parigi, 1920) attraverso un dialogo di volti sospeso nell’impasto dei suoi colori più caldi. Sedotto dal sintetismo di Cézanne e da un clima di fervida vivacità, Modigliani nel 1909 si trasferisce definitivamente a Parigi, circondandosi di artisti e grandi letterati che popoleranno gran parte della sua produzione.
Le giornate bagnate d’assenzio, trascorse nei caffè e negli atelier tra gli eccessi di quella Montparnasse amata odiata e mai tradita, plasmano la fragilità di un artista unico. Un ventaglio di opere che sembra non avere né maestri né seguaci incastonato in una dimensione senza tempo. L’influenza dell’arte primitiva e le frequentazioni al Trocadero, la passione per la scultura abbandonata a causa dei continui problemi respiratori, le astrazioni tridimensionali di Brancusi e la vita mondana di Toulose-Lautrec, vengono incorniciati dal giovane Amedeo in ritratti descritti da linee morbide, asciutte, mai fini a stesse.

Amedeo Modigliani, La bella cioccolataia, 1916-17. Meilen, Collezione privata
Amedeo Modigliani, La bella cioccolataia, 1916-17. Meilen, Collezione privata

UN ARTISTA MALEDETTO

Le sale di Palazzo Ducale celebrano la grandiosità di un artista spesso incompreso, disprezzato in vita e osannato dopo la prematura scomparsa; un artista la cui produzione rappresenta uno dei punti di maggiore rottura nel corso della storia dell’arte moderna. I contorni di un intenso Paesaggio toscano riportano a ottocentesche matrici macchiaiole, aprendo il percorso di visita a una serie di volti e studi di figure umane. I lunghi profili ovali appena inclinati e la plasticità dei nudi femminili incarnano la radice di una monotonia pittorica che diventerà il carattere più peculiare e inimitabile del maestro livornese.
Una carica erotica mai volgare pervade i grandi nudi e la fascinazione per il non finito. Mascherata unicamente dalla perfetta definizione dei volti, dipinge una dimensione oscillante tra la decomposizione psicologica e uno slancio vitale da sempre perseguito invano. Modigliani non completa gli occhi, quasi sempre vuoti e inespressivi, specchio di un’intimità profonda mai raggiunta con i soggetti eternamente impressi nelle trame delle sue tele.
Modì era il suo appellativo nella Parigi più sensuale del secolo, maudit era la sua condizione di artista; l’ombra maledetta di un uomo fuori dal tempo, che meglio di chiunque altro ha saputo coniugare l’eredità dell’arte antica con il tumulto creativo dell’avanguardia.

Amedeo Modigliani, Nudo accovacciato, 1917. Anversa, Koninklijk Museum voor Schone Kunsten
Amedeo Modigliani, Nudo accovacciato, 1917. Anversa, Koninklijk Museum voor Schone Kunsten

LA MOSTRA

La rassegna genovese regala un’esperienza unica nell’introspezione del genio livornese, esaltando la celeberrima serie dei Nudi. Il Nudo accovacciato, dipinto nel 1917, chiude idealmente la promenade tra la sublime poesia dei corpi aperta in maniera magistrale dal Nudo disteso (ritratto di Celine Howard), capolavoro del 1918. La purezza delle forme femminili e lo stile unico dei ritratti raggiungono la loro massima espressione con le Cariatidi. Donne in pose scultoree, primitive, accovacciate, avvolte da una pittura asciutta. Forme arcaiche che celebrano la fecondità, grandi madri che, attraverso le calde sensualità dei cromatismi, riportano l’osservatore a una dimensione panica, divisa fra la Terra e le radici più profonde di una classicità ormai svanita.
L’esposizione è costellata inoltre da disegni, acquerelli e una serie di studi che sottolineano l’incredibile versatilità di un pittore che in vita non ebbe mai quel naturale e necessario riconoscimento da sempre inseguito.

Davide Merlo

Evento correlato
Nome eventoModigliani
Vernissage15/03/2017 ore 11.30 su invito
Duratadal 15/03/2017 al 16/07/2017
AutoreAmedeo Modigliani
Generipersonale, arte moderna
Spazio espositivoPALAZZO DUCALE DI GENOVA
IndirizzoPiazza Giacomo Matteotti 9 - Genova - Liguria
EditoreSKIRA
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Davide Merlo
Bio: Davide Merlo nasce a Genova nel 1992, coltiva da sempre una grande passione per l'arte contemporanea, la filosofia e l'architettura. Laureato al Politecnico di Milano in disegno industriale e all'ISIA di Firenze in design per comunicazione visiva e multimediale, lavora come Digital Project Manager in uno studio creativo che si divide tra queste due città. Ha partecipato come artista ad una esposizione allo spazio milanese L'ALTALENA, scrive intorno all'arte per pagine come Objects. e cura contributi per il Museo del Design Toscano, primo museo di design online al mondo.