Monet come una rockstar. Mostra al Vittoriano di Roma a novembre. Corsa ai biglietti 6 mesi prima

La grande pittura di Monet celebrata a Roma nell’autunno del 2017. Un corpus di tele arriva dalla Francia per raccontare, ancora una volta, la straordinaria rivoluzione pittorica del padre dell’Impressionismo. Ed è già corsa ai biglietti…

Claude Monet, Londres. Le Parlement. Reflets sur la Tamise, 1905
MMT 155332 Parliament, Reflections on the Thames, 1905 (oil on canvas) Monet, Claude (1840-1926) MUSEE MARMOTTAN MONET, PARIS, ,

Lo scorso anno, in questo paese, ho spesso seguito Claude Monet in cerca di ‘impressioni’. Non era un pittore, in verità, ma un cacciatore. Andava, seguito dai bambini che portavano le sue tele, cinque o sei tele raffiguranti lo stesso motivo, in diverse ore del giorno e con diversi effetti di luce. Egli le riprendeva e le riponeva a turno, secondo i mutamenti del cielo. E il pittore, davanti al suo soggetto, restava in attesa del sole e delle ombre, fissando con poche pennellate il raggio che appariva o la nube che passava… E sprezzante del falso e dell’opportuno, li poggiava sulla tela con velocità”. Nelle parole di Guy de Maupassant, intrise di stupore, c’è tutta la frenesia, la passione e la radicalità dell’arte di Monet. Colui che fece della pittura en plein air un rituale necessario e senza mediazioni. Tra la luce assoluta e la pioggia fitta, tra le minime variazioni atmosferiche e l’impero del sole, egli tramutava i colori in tocchi purissimi di energia, dissolvendo l’unità razionale della Natura in un flusso indistinto, elettrico, retinico, effimero. Da fissare sul quadro così come il sole fissava la sua impronta sulla lastra fotografica. Erano anni di rivoluzioni estetiche, tecnologiche, culturali. Che centinaia di mostre hanno celebrato e raccontato, e che non smettono di conquistare il grande pubblico.

Claude Monet, Nymphéas, 1916-1919
Claude Monet, Nymphéas, 1916-1919

ROMA CELEBRA IL PADRE DELL’IMPRESSIONISMO

Una nuova occasione per sondare la natura ribelle e ardimentosa di Monet (“Io intendo combattere, raschiare e ricominciare finché potrò muovermi, vedere e comprendere”) arriva al Complesso del Vittoriano di Roma, il prossimo 19 ottobre. Una grande mostra, curata da Marianne Mathieu, con circa sessanta opere del genio impressionista, provenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi. Tutte tele che l’artista conservava nella sua ultima dimora di Giverny e che il figlio Michel donò al museo.
L’excursus andrà dai primissimi lavori – le celebri caricature della fine degli anni 50 dell’800 – per procedere attraverso i paesaggi rurali e urbani di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville, i ritratti dei figli, le tele con gli amati fiori del suo giardino (“Se sono diventato pittore forse lo devo ai fiori”), fino alla modernissima resa dei salici piangenti, del viale delle rose o del ponticello giapponese, e poi alle monumentali Ninfee, deflagrate nel pulviscolo violetto e nella nebbia radiosa. Le prenotazioni per accaparrarsi il biglietto sono già partite: previsto il solito boom di richieste.

Claude Monet, Vétheuil dans le brouillard, 1879
Claude Monet, Vétheuil dans le brouillard, 1879

L’ho visto cogliere così un barbaglio di luce su una roccia bianca”, continuava Maupassant, “e registrarlo con un fiotto di pennellate gialle che, stranamente, rendevano l’effetto improvviso e fuggevole di quel rapido e inafferrabile bagliore. Un’altra volta ha preso a piene mani uno scroscio d’acqua abbattutosi sul mare e lo ha gettato rapidamente sulla tela. Ed era proprio la pioggia che era riuscito a dipingere, nient’altro che della pioggia che velava le onde, le rocce e il cielo, appena distinguibili sotto quel diluvio”. Natura direttamente trasposta su tela, fino a tramutarsi in essenza, in respiro vitale.

– Helga Marsala

Prenotazioni gruppi: t. +39 068715111
Prevendita singoli:
www.ticketone.it
Informazioni: t. +39 06 915 110 55;
[email protected]
Orari mostra: dal lunedì al giovedì, 9.30 -19.30
Venerdì e sabato 9.30-22
Domenica 9.30-20.30
(la biglietteria chiude un’ora prima)

Dati correlati
Spazio espositivoCOMPLESSO DEL VITTORIANO
IndirizzoVia Di San Pietro In Carcere - Roma - Lazio
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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 lavora come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.