Il dipinto ritrovato di Luca Giordano. Nuova acquisizione degli Uffizi con mostra a settembre

Attraverso un’indagine archivistica, i due antiquari Antonacci e Lapiccirella hanno rintracciato l’opera dispersa, l’hanno acquisita e poi venduta agli Uffizi che la esporranno in una grande mostra a settembre.

Luca Giordano, l'opera ritrovata

Siamo orgogliosi di poter dire oggi che un’opera di questa importanza e provenienza è entrata a far parte delle collezioni di uno dei musei più importanti del nostro paese e tra i primi nel mondo, le Gallerie degli Uffizi”. La tela in questione è Gloria di Sant’Andrea Corsini di Luca Giordano, considerata dispersa. L’annuncio arriva invece dalla Galleria Francesca Antonacci Damiano Lapiccirella Fine Art di Roma che l’ha recentemente venduta al museo fiorentino che lo esporrà a partire dal 5 settembre. Si tratta di un dipinto tardo-seicentesco, utilizzato come bozzetto preparatorio per l’affresco sulla cupola della Cappella Corsini di Santa Maria del Carmine a Firenze: i due antiquari romani ne hanno rintracciato la genesi, consultando gli archivi della famiglia Corsini. “Ho trovato i nomi dei due mediatori che a Napoli incassarono l’importo per il Maestro e molto altro” – ricorda Damiano Lapiccirella -. “Persino un rimprovero dei Corsini che esortavano Giordano a non correre più dietro ‘le donzelle’ ma a concentrarsi sulla pittura!”  Identificato come il modello definitivo dell’affresco fiorentino – approvato dalla committenza -, il dipinto realizzato dal pittore napoletano nel 1682 nasconde una storia affascinante. Neri e Bartolomeo Corsini avevano commissionato gli affreschi per celebrare Andrea Corsini, il santo di famiglia canonizzato nel 1629 da Papa Urbano VIII, a Luca Giordano, che dipinse più modelli per l’approvazione del progetto da realizzare sulla cupola della cappella fiorentina.

LA STORIA DEL DIPINTO RITROVATO

Due di questi, non approvati dalla committenza, sono oggi parte integrante della Collezione Corsini notificata in loco;  il terzo – approvato dalla famiglia dei Principi Corsini e il più significativo tra i vari eseguiti da Giordano, poiché centro focale della decorazione ad affresco – a seguito delle divisioni familiari avvenute alla fine dell’Ottocento, venne spostato in altra sede, sfuggendo, così, alla notifica effettuata negli Anni Quaranta del Novecento. L’opera Gloria di Sant’Andrea Corsini – oggetto dell’importante ritrovamento – corrisponde proprio a quest’ultimo modello apparentemente disperso, ma in realtà rimasto di proprietà di un ramo della famiglia Corsini, fino all’acquisizione da parte di Francesca Antonacci e Damiano Lapiccirella: “raramente ci si imbatte in opere così rare, importanti, intatte – racconta Antonacci -, come in questo caso ancora in prima tela e con i sigilli della nobile casata, e non più apparso al pubblico dal 1944”.