Va su ‘Chi l’ha visto?’ il Ritratto di Signora di Klimt, rubato 20 anni fa. Cronaca di un mistero

Un noto quadro di Klimt, avvolto nel mistero. Sparito 20 anni fa da una galleria di Piacenza, questo ritratto femminile nasconde una precedente stesura e un altro enigma. Ad oggi, nessuno sa dove si trovi. La trasmissione di Federica Sciarelli prova a indagare, riaprendo il caso.

Gustav Klimt, Ritratto di signora

Mettersi sulle tracce di una tela dispersa, quasi si trattasse di una persona. Un affare umano, affettivo, familiare. E se il soggetto in questione è una donna misteriosa, il gioco è fatto. La sa lunga Federica Sciarelli, dal 2004 alla guida del mitico programma Chi l’ha visto, televisione di servizio a metà fra cronaca nera e missione sociale: un esempio di giornalismo sobrio, che incolla il pubblico allo schermo da ben 28 anni, sempre su Rai 3.
Protagonisti della puntata del 1 marzo scorso erano Gustav Klimt e il suo Ritratto di Signora, parte di una serie di ritratti femminili realizzati tra il 1916 e il 1918. È il classico cold case: un caso mai risolto, su cui si continua a tornare con nuovi indizi, sperando di guadagnarsi un finale.
La celebre tela, che immortala una fanciulla dai lineamenti delicati – abiti pastello, chignon, gote accese e sguardo languido – è un esempio di quella femminilità klimitiana, sensuale e insieme eterea, tramutata in apparizione simbolica e dissolta nel colore.

La Galleria Ricci Oddi di Piacenza
La Galleria Ricci Oddi di Piacenza

LE PISTE E IL NUOVO TESTIMONE

Era il 9 febbraio del 1997 quando dalla galleria Ricci Oddi di Piacenza partiva una telefonata ai carabinieri: un quadro dall’inestimabile valore era sparito. Partita subito l’inchiesta, a distanza di vent’anni quel furto resta ancora un mistero.
Nel 2014 i riflettori si sono accesi daccapo sulla vicenda, grazie alle nuove tecnologie: l’impronta rilevata sulla cornice, messa a paragone con quelle di alcuni sospettati, avrebbe potuto portare alla soluzione. Nulla di fatto, purtroppo.
A un certo punto spuntò pure una inverosimile pista esoterica, con il quadro finito nelle mani di una setta satanica per un rito macabro in un cimitero, mentre gli ultimi sviluppi porterebbero, secondo il quotidiano piacentino Libertà, all’esecutore materiale  del furto. Il ladro si sarebbe palesato e avrebbe raccontato di un committente facoltoso, che, spaventato dal clamore mediatico, rinunciò al capolavoro. La tela sarebbe stata poi ceduta a dei trafficanti stranieri, nell’ambito di uno scambio criminale per una partita di cocaina e diamanti.

Gli studi in laboratorio sulla figura nascosta sotto il Ritratto di Signora di Klimt
Gli studi in laboratorio sulla figura nascosta sotto il Ritratto di Signora di Klimt

IL DOPPIO RITRATTO. MISTERO AI RAGGI X

A completare la trama da romanzo giallo c’è infine una scoperta clamorosa, in cui nel lontano 1997 s’imbatté una studentessa, Claudia Maga, oggi insegnante e scrittrice. Sotto l’immagine della dama i raggi X rivelarono una seconda figura: medesima modella, identico taglio, con in più un cappello e una sciarpa scuri. Un ritratto dai toni invernali, coperto poi dalla versione primaverile a colori. L’opera nascosta – riprodotta digitalmente – venne identificata con un ritratto eseguito da Klimt nel 1910, esposto a Dresda nel 1912, pubblicato nel 1917 e da allora dato per disperso.
Ed ecco il mistero nel mistero: chi è la donna dal doppio volto? Forse Alma Mahler, che fu amante e musa di Klimt? O forse un altro personaggio, Ria Munk, che Klimt ritrasse sul letto di morte in una struggente tela del 1912? E quanto c’entra tutto questo con le ragioni del furto o con il suo destino?
Il Ritratto di Signora resta ancora oggi uno dei dipinti più ricercati al mondo.

– Helga Marsala

Dati correlati
Spazio espositivoGALLERIA D'ARTE MODERNA RICCI ODDI
Indirizzovia San Siro, 13 - 29100 Piacenza - Piacenza - Emilia-Romagna
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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Nel 2018 lavora come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e poi dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.