I dati dei laboratori di ricerca del CNR diventano una installazione visivo-sonora a Torino

Dopo l'intervento di Francesco Bertelé, il progetto “Mirafiori dopo il Mito | L’Oro di Mirafiori” prosegue con il lavoro di Ramona Ponzini che trasforma i dati della ricerca scientifica in un’esperienza sensoriale, aprendo il dialogo tra il CNR e il quartiere torinese


Dalla memoria di un rifugio antiaereo alle conoscenze prodotte nei laboratori di ricerca, a Mirafiori l’arte contemporanea si confronta con ciò che un territorio custodisce e genera, cercando nuove forme per renderlo condivisibile. Dopo Antopia, l’installazione di Francesco Bertelé realizzata nel Rifugio Aldo Ratto attraverso le testimonianze degli anziani e l’immaginazione dei bambini, il progetto Mirafiori dopo il Mito | L’Oro di Mirafiori torna a interrogare il rapporto tra istituzioni, comunità e spazio pubblico. Così il 22 ottobre, sulla cancellata della sede torinese del Consiglio Nazionale delle Ricerche, inaugura Touch Rock Code Fade (Suite in 4 movements) di Ramona Ponzini (Piacenza, 1979), un’opera site specific che porta la ricerca scientifica fuori dai laboratori, traducendone i dati in composizioni sonore e immagini.

L’artista Ramona Ponzini per “Mirafiori dopo il Mito| L’Oro di Mirafiori” a Torino

Artista sonora, studiosa di lingua e letteratura giapponese, curatrice e scrittrice di cinema, Ramona Ponzini sviluppa una pratica transdisciplinare che intreccia sperimentazione sonora, improvvisazione, collage e cut-up. Per il CNR di Torino ha costruito una suite in quattro movimenti, ciascuno associato alle attività di ricerca di uno dei quattro istituti presenti nel campus: STEMS, GEO, IPSP e IRCrES. I dati relativi alle proprietà di lubrificanti ottenuti anche da sottoprodotti della vinificazione, al monitoraggio ambientale, alle sequenze proteiche di un virus che colpisce le piante e all’evoluzione dei supporti della musica registrata diventano così materia per una composizione che attraversa differenti ambiti del sapere. Ai suoni si affiancano quattro pannelli in alluminio che ne rielaborano graficamente le spettrografie. L’intento? Sperimentare una (possibile) declinazione in linguaggi altri, capaci di restituire strutture e relazioni sotto una forma sensibile. Collocata sulla soglia del campus, l’installazione assume anche un significato pubblico: intervenendo sul confine fisico che separa il CNR dal quartiere, prova a trasformarlo in uno spazio di incontro, rendendo percepibile una conoscenza spesso confinata nei luoghi e nei codici specialistici della ricerca.

I dati dei laboratori di ricerca del CNR diventano una installazione visivo-sonora a Torino
CNR, Ponzini, STEMS, artista osserva cilindro di titanio che ha subito lavori di tornitura

Le diverse declinazioni linguistiche (e formali) dei dati

“Sono traduttrice di formazione: mi interessa quello che accade quando un’informazione passa da un linguaggio a un altro, le trasformazioni che subisce, quello che può generare. Ho già lavorato sulla sonificazione in passato, con il lavoro ‘Down-hole’, in occasione della mostra ‘Terreno’ al MAXXI L’Aquila nel 2024”, spiega ad Artribune l’artista Ramona Ponzini. “In quel caso avevo tradotto in musica dati stratigrafici risultanti da analisi meccaniche del suolo. In questo progetto sono partita dai dati scientifici prodotti da ricerche rappresentative dei quattro istituti presenti nell’Area di Ricerca del CNR di Torino (GEO, IPSP, IRCrES e STEMS), utilizzandoli come materiale per altrettante composizioni musicali. La sfida è stata individuare un sistema di corrispondenze che permettesse di mantenere le specificità delle singole ricerche e, allo stesso tempo, una coerenza musicale complessiva. Mi sono confrontata con ambiti di ricerca molto diversi tra loro: dallo sviluppo di lubrificanti a partire da scarti della vinificazione al monitoraggio di fenomeni ambientali in alta quota, dallo studio delle sequenze proteiche di un virus vegetale all’evoluzione dei supporti musicali, dal vinile al digitale”.

I dati dei laboratori di ricerca del CNR diventano una installazione visivo-sonora a Torino
CNR, Ponzini, IPSP, Ricercatori preparano colture in vitro di vite

Dalle molecole alla musica: sulle tracce della sonificazione dei dati per Ramona Ponzini

“La sonificazione di dati è una linea di ricerca che mi affascina molto e che sento ancora viva e tutt’altro che esaurita nella mia pratica”, continua l’artista. “Ho anche trasposto in musica la molecola del Lorazepam, un farmaco utilizzato nel trattamento dell’ansia, per una compilation che uscirà sulla storica etichetta Silentes a novembre”.


I dati dei laboratori di ricerca del CNR diventano una installazione visivo-sonora a Torino
CNR, Ponzini, IPSP, Camera di crescita con colture in vitro di vite e ulivo

Dai dati, al suono all’opera d’arte visiva

“Per la prima volta, una mia opera non si esaurisce nella dimensione sonora, ma si apre anche a una formalizzazione visiva. Ho infatti elaborato delle immagini a partire dalle spettrografie dei quattro movimenti della suite, realizzati su pannelli in alluminio composito e allestiti lungo la cancellata del CNR”, sottolinea Ponzini. “Immagini e suono restituiscono una traccia concreta di questo processo di traduzione dei dati scientifici in musica, trasformando il CNR in uno spazio di esperienza aperto alla città”.

Valentina Muzi

Touch Rock Code Fade (Suite in 4 movements)
Consiglio Nazionale delle Ricerche CNR – Strada delle Cacce 73, Torino

Inaugurazione giovedì 22 ottobre

(dalle 17.30 alle 20.30, con attivazione dell’installazione e incontro con l’artista)

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Valentina Muzi

Valentina Muzi

Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla…

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