Nel quartiere Mirafiori di Torino un rifugio antiaereo ospita l’arte contemporanea realizzata da anziani e bambini
Nei sotterranei della Chiesa della Visitazione di Maria Vergine e San Barnaba, l'artista Francesco Bertelé ha coinvolto anziani e bambini del quartiere per dare forma a una memoria collettiva del quartiere. Le immagini
Fondata nel 1617 per iniziativa del duca Vittorio Amedeo I, la Chiesa della Visitazione di Maria Vergine e San Barnaba costituisce uno dei nuclei storici dell’antica borgata di Mirafiori a Torino. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nei suoi sotterranei venne costruito il rifugio antiaereo destinato alla popolazione locale, lasciando in eredità uno spazio ricco di stratificazioni storiche e di memoria. È proprio da questa stratificazione che prende avvio Antopia, la nuova opera di Francesco Bertelé (Cantù, 1978) realizzata nell’ambito di “Mirafiori dopo il Mito”, il programma che dal 2019 mette in relazione memoria industriale, paesaggio e comunità.
Inaugurata il 17 settembre (e visitabile un sabato al mese per tutto il 2027 su prenotazione), l’opera trasforma un luogo tradizionalmente associato al silenzio e alla paura in uno spazio di ascolto e di incontro e, in occasione dell’inaugurazione, il rifugio antiaereo è stato inoltre intitolato ad Aldo Ratto (Torino, 1929-2023), abitante di Mirafiori che ha dedicato la propria vita alla conservazione della memoria e della storia del quartiere.

L’opera “Antopia” di Francesco Bertelé nel rifugio antiaereo di Mirafiori
Il titolo Antopia richiama, attraverso un gioco ortografico, la Vanessa Antiopa, farfalla della famiglia Nymphalidae caratterizzata da un mantello scuro, bordato da colori riflettenti la luce. Alla base del progetto c’è la frase di Primo Levi “Che il silenzio non sia silenzio”, particolarmente cara ad Aldo Ratto. A partire da questo spunto, Francesco Bertelé ha scritto insieme a Daniele Warm una fiaba, sviluppata poi attraverso una collaborazione intergenerazionale che ha coinvolto alcuni anziani del Comitato di Borgata di Mirafiori e alcune classi delle scuole dell’infanzia.

Gli anziani hanno condiviso ricordi, testimonianze e storie legate a Mirafiori Sud, successivamente raccolti e reinterpretati dai bambini attraverso il disegno. Le loro immagini sono state quindi trasformate in interventi sulle pareti del rifugio utilizzando pitture fotoluminescenti. Nel buio, visibili da specifici punti di osservazione, i disegni si accendono e trasformano il rifugio in un ambiente immersivo e immaginifico. L’esperienza è accompagnata da una componente sonora realizzata sulla base musicale composta da Gustaf Turmak, che intreccia il racconto di Antopia con le voci degli anziani e altre voci di repertorio e artificiali.
Arte memoria e nuove forme di accessibilità
Unendo ricerca artistica, tecnologia e documentazione storica, Antopia restituisce nuova vita al rifugio antiaereo. Oltre all’opera, infatti, il Politecnico di Torino ha realizzato il rilevamento digitale del rifugio con l’obiettivo di documentarne la configurazione spaziale e sviluppare un virtual tour. Lo strumento permette così di conoscere e visitare virtualmente il luogo anche a chi ha difficoltà motorie o fatica a fruire di spazi chiusi, oltre a rendere il patrimonio accessibile anche nei periodi in cui il rifugio non è aperto al pubblico.
Parallelamente, la collaborazione con ASTEC (ente che conserva documenti e testimonianze legati alla memoria dei rifugi antiaerei), contribuisce a garantire una ricostruzione storica accurata del luogo e del suo contesto. L’ente partecipa inoltre alla formazione delle guide volontarie che accompagnano il pubblico durante le visite (su prenotazione).
Arte contemporanea, memoria storica, documentazione digitale e partecipazione della comunità convergono così in un progetto che restituisce il rifugio non soltanto come spazio fisico, ma come patrimonio condiviso e nuovamente accessibile. “Antopia” propone una nuova modalità per raccontare Mirafiori, mettendo in relazione la memoria del quartiere con il futuro, l’immaginazione e il dialogo tra generazioni.

Dal silenzio a una favola intergenerazionale
“Dal silenzio del sottosuolo, dalla prima parola, impercettibile nel buio come lo svolazzo della Vanessa Antiopa, farfalla nota per il suo mantello cupo, orlato da brillanti colori riflettenti la luce, Bertelé scrive una favola”, scrive nel testo critico di accompagnamento al progetto la curatrice Orietta Brombin. “Ed è questa una favola intergenerazionale, alimentata dalle voci degli anziani e descritta dai disegni dei bambini, entrambi testimoni e discendenti delle vicende del borgo. Memoria, parola, immaginazione, forma, sono gli ingredienti di un processo che vuole ribaltare ogni fattore, anche il più doloroso e incomprensibile o frutto degli incidenti di percorso di una specie smemorata: allora come oggi”.
Valentina Muzi
Antopia – Francesco Bertelé
Rifugio antiaereo della Chiesa della Visitazione di Maria Vergine e San Barnaba
Quartiere Mirafiori
Visitabile sabato 26 settembre nell’ambito del Festival del Paesaggio Fluviale
dalle ore 12:30 e alle 13:15 (scrivendo a [email protected])
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