Nel ristorante di Torino dove pranzava Cavour ora si può entrare gratis tra specchi d’artista, opere d’arte e porcellane
Dagli affreschi del Risorgimento ai pannelli a specchio di Pistoletto: viaggio tra le opere d'arte, la storia e le sale dello storico ristorante torinese. Dove si sedeva abitualmente Conte Camillo Benso di Cavour
C’era una volta, nel lontano 5 ottobre 1757, un piccolo caffè nel cuore di quella che era la capitale del Regno di Sardegna. Un luogo di ritrovo elegante, nato in una Torino dove la riservatezza piemontese già si intrecciava al fascino e al gusto francese. Allora i ristoranti come li conosciamo oggi non esistevano nemmeno: dove ora sorge la maestosa Sala Risorgimento, con i suoi specchi e i suoi stucchi, c’era semplicemente un porticato di passaggio in cui sostavano le carrozze e riposavano i cavalli tra uno spettacolo e l’altro al vicino Teatro Carignano. Oggi, 269 anni dopo, il Ristorante Del Cambio non è soltanto uno dei templi della gastronomia torinese – oggi guidato dalla visione e dalle nuove creazioni autunnali del giovane chef Francesco Rovai (classe 1999) -, ma è anche da anni uno straordinario scrigno d’arte contemporanea. In occasione dell’anniversario, l’iniziativa Open Doors offre fino all’11 ottobre (con due date extra a novembre e a dicembre) la possibilità di accedere a questi spazi attraverso visite guidate gratuite. Un’opportunità rara per camminare in un luogo dove l’Ottocento sabaudo dialoga a tu per tu con alcuni dei più grandi artisti dei nostri tempi. Ma cosa si vede, esattamente, varcando la soglia di Piazza Carignano? Ecco un piccolo viaggio tra le sue sale più iconiche.
Sala Risorgimento: a tavola con Cavour

Varcare la soglia della Sala Risorgimento è come fare un salto indietro nel tempo. Tra la sontuosità degli arredi d’epoca e i preziosi affreschi dedicati alle Quattro Stagioni dipinti da Pietro Bonelli, lo sguardo cade inevitabilmente sul celebre Tavolo 2. È qui che si sedeva abitualmente il Conte Camillo Benso di Cavour, con la vista rivolta verso le finestre per guardare cosa accadeva fuori in piazza. Restaurata da maestranze e architetti d’eccellenza, questa sala rappresenta la memoria viva dell’Unità d’Italia.
Sala Pistoletto: un cortocircuito di specchi e memoria

Entrando nella sala attigua ci si ritrova letteralmente dentro l’opera d’arte. Michelangelo Pistoletto ha trasformato questo spazio installando i suoi celebri pannelli a specchio: le figure umane a grandezza naturale impresse sulle superfici riflettono le persone sedute ai tavoli, creando un continuo e affascinante cortocircuito temporale tra gli avventori di oggi e i fantasmi illustri del passato. Ad arricchire la sala, le sedie e i tavolini ideati su misura dal celebre designer Martino Gamper.
La mise en place d’autore: opere d’arte da toccare

A Del Cambio l’arte non sta solo appesa alle pareti, ma arriva fin sopra la tovaglia. I piatti utilizzati per il servizio non sono semplici porcellane, ma il frutto di un progetto straordinario e unico al mondo: una collaborazione tra l’artista israeliano Izhar Patkin e la storica manifattura francese di Sèvres. Mangiando qui, si interagisce direttamente con sculture di porcellana nate da una maestria plurisecolare.
Sala Arturo Herrera: l’oro che danza sulla volta

Salendo verso gli spazi del Bar Cavour, proprio sopra il ristorante, si viene travolti dall’energia visiva di Arturo Herrera. L’artista venezuelano ha lavorato direttamente sulla volta della sala applicando la tecnica della foglia d’oro per creare un’opera immersiva fatta di motivi astratti, fluidi e vivaci. Una rivisitazione contemporanea e dinamica del gusto decorativo settecentesco.
La Stanza Verde e l’universo di Carol Rama

Sempre all’interno del Bar Cavour si nasconde la Stanza Verde, un intimo e avvolgente fumoir pensata come un salotto di inizio Novecento, dove l’architettura classica incontra luci soffuse, arredi di design e un impianto acustico hi-fi ad alta fedeltà. Questo spazio è una galleria dedicata a Carol Rama, artista torinese anticonformista e viscerale: alle pareti si possono ammirare alcuni dei suoi dipinti e disegni più evocativi.
Torino // fino all’11 ottobre (22 novembre e 20 dicembre)
Open Doors
Ristorante Del Cambio, Piazza Carignano 2/2
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