Dagli Infernot alle colline: il Monferrato si racconta attraverso l’arte contemporanea

Dal sottosuolo alle comunità, 65 artisti attraversano 19 comuni del Monferrato. Tra residenze, spazi riattivati e opere permanenti, il festival costruisce una geografia diffusa dell’arte contemporanea

Nel Monferrato può succedere che per incontrare un’opera d’arte si debba prima scomparire per qualche minuto dalla superficie. A Vignale si entra negli Infernot, cavità scavate nella marna dove per generazioni si sono conservate bottiglie e provviste. A Camagna si scende negli spazi ipogei di Sant’Eusebio. A Portacomaro si attraversa un ex teatro nascosto sotto il paese; a Castagnole Monferrato si entra in un edificio che un tempo era un asilo. Sono luoghi che non sembrano aspettare, hanno un’altra storia, un altro uso, un’altra memoria. E proprio per questo, quando un’opera arriva, qualcosa si sposta. Il visitatore non sa ancora bene dove stia andando. Sa soltanto che dovrà continuare a muoversi. È questa la sensazione che accompagna Germinale – Monferrato Art Fest, il festival diffuso di arte contemporanea arrivato alla terza edizione, in programma dall’11 settembre al 4 ottobre 2026.

La terza edizione di Germinale – Monferrato Art Fest attraversa il Monferrato

Curato da Francesca Canfora e prodotto da Quasi Fondazione Carlo Gloria, quest’anno il progetto si estende tra 19 comuni e 30 sedi espositive, coinvolgendo 65 artisti tra invitati, artisti in residenza e partecipanti ai progetti Selva Art Prize e The Monferriner. Il titolo, Di marne feconde, un mare, parte dalla materia stessa del Monferrato e dalla memoria dell’antico mare custodita nel suo sottosuolo. Tra borghi, palazzi, chiese, Infernot e spazi recuperati, Germinale costruisce una geografia dell’arte contemporanea che attraversa il territorio da Asti a Casale Monferrato e ai centri più piccoli, cercando proprio nella diffusione la propria forma.

Germinale – Monferrato Art Fest: oltre l’enogastronomia

Di Monferrato si parla spesso attraverso quello che si può mettere in tavola. Vino, tartufi, cantine, sagre — un lessico consolidato, certamente meritato, attraverso cui questo territorio ha imparato a raccontarsi e a farsi conoscere. Durante la presentazione di Germinale emerge però più volte la volontà di allargare questo immaginario.Come nota Bruno Bertero, direttore di ATL Langhe Monferrato Roero, «il tema culturale è un tema nuovo dal punto di vista della lettura del territorio e della cultura di quel territorio, da parte dei residenti da una parte, ma dall’altra sicuramente da parte dei turisti». L’arte contemporanea apre così un’altra possibilità di lettura e, insieme, di fruizione del Monferrato.

Carlo Gloria@Quasi Fondazione Rinco, ph.cr. Chiara Ferrando
Carlo Gloria@Quasi Fondazione Rinco, ph.cr. Chiara Ferrando

Come osserva Emanuele Giachino, imprenditore ed editore, «quello che cerchiamo è un turismo riflessivo, un turismo che cerca cose diverse, che cerca un livello alto. Bisogna entrare nelle case, bisogna conoscere meglio tutti gli angoli di questo Monferrato: si scoprono cose straordinarie». L’arte può infatti attivare un luogo semplicemente offrendo una nuova ragione per raggiungerlo. Germinale porta il pubblico nei piccoli comuni e dentro spazi spesso lontani dai consueti circuiti culturali. La sua struttura diffusa crea inoltre connessioni tra amministrazioni e realtà vicine, trasformando una costellazione di iniziative in una rete territoriale. Nel Monferrato si può arrivare anche per l’arte contemporanea. L’opera diventa il punto di partenza per attraversare il territorio e guardarlo da una prospettiva diversa. Germinale aggiunge così qualcosa alla già celebre capacità nutritiva di queste terre: accanto a ciò che arriva dalla terra e dalla cucina, l’arte offre cibo per la mente e per la sensibilità, capace di alimentare nuove relazioni con i luoghi e con chi li abita.

Germinale – Monferrato Art Fest nelle parole di Francesca Canfora

«È finito il momento di parlare, bisogna vedere. Bisogna mettersi in moto, bisogna scoprire il Monferrato, il territorio e tutte le opere», dice Francesca Canfora, curatrice di Germinale. Per incontrare le opere bisogna infatti attraversare il territorio, raggiungere i paesi, entrare nei luoghi che il progetto riattiva. La geografia di Germinale passa per spazi insoliti: l’Ipogeo di Sant’Eusebio a Camagna, gli Infernot di Vignale, l’ex Teatro Ipogeo di Portacomaro, l’ex Asilo Regina Elena di Castagnole Monferrato. L’arte offre una ragione per varcare porte che altrimenti potrebbero rimanere chiuse o semplicemente inosservate. Anche il titolo, Di marne feconde, un mare, invita a scendere sotto la superficie. Nelle marne del Monferrato sopravvive la traccia di un mare antichissimo, tra fossili e sedimenti; negli Infernot, la stessa terra conserva invece le tracce dell’intervento umano. Geologia, memoria e paesaggio finiscono così per sovrapporsi. In Cantieri di Roccia, per esempio, la marna traccia un percorso dal Gabanon, ex cementificio recuperato, alla chiesa di Santa Caterina, legando sottosuolo, storia produttiva e architettura. Anche il tragitto diventa parte dell’opera. Germinale chiede quindi di conoscere il Monferrato percorrendolo. Tra un’opera e l’altra, inevitabilmente, si finisce per incontrare anche tutto quello che sta nel mezzo.

Ex scuola Piovà Massaia, Agata Ferrari Bravo, ph.cr. Chiara Ferrando
Ex scuola Piovà Massaia, Agata Ferrari Bravo, ph.cr. Chiara Ferrando

Germinale – Monferrato Art Fest e la comunità

Un territorio, però, si attiva davvero quando a muoversi sono anche le persone che lo abitano. A Germinale questo avviene soprattutto attraverso le residenze, che portano gli artisti a vivere e lavorare nei comuni, trasformando la permanenza in occasione di incontro. A raccontarne gli effetti è Luigi Ferrero, sindaco di Frinco, ricordando l’esperienza della scorsa edizione: «Si è ottenuto di avere la comunità che si è raccolta intorno a Germinale: diverse persone del luogo si sono raccolte insieme agli artisti e hanno prodotto tutti insieme questo evento». L’arte entra così nella vita del paese attraverso una relazione che cresce nel tempo. Quest’anno il coinvolgimento assume forme diverse. Con Micromondi sotto i piedi, 460 bambini hanno creato insieme a Gregorio Furnari piccoli “fossili del presente” destinati a un’opera collettiva; Visagi di Claudio Cravero raccoglie invece volti e testimonianze degli abitanti. A Rinco, il murale di Carlo Gloria nasce attraverso un percorso partecipativo con la comunità e resterà permanentemente sul territorio. Persino la tavola ritorna. Con Convivium, artisti e abitanti si incontrano a cena attorno a una grande tavolata. Dopo aver cercato di allargare il racconto del Monferrato oltre l’enogastronomia, Germinale finisce inevitabilmente per riportarci a tavola. Questa volta, però, il nutrimento principale è l’incontro.

Chiara Capellini, Germinale 2026
Chiara Capellini, Germinale 2026

Opere per una geografia permanente al Monferrato Art Fest

A mettere in moto questa geografia sono, prima di tutto, le opere. Tra le presenze più significative dell’edizione c’è Luigi Mainolfi, a cui Germinale assegna un premio alla carriera. Per l’artista si tratta anche di un ritorno ad Asti, dove nel 1995 era stato Maestro del Palio. Quest’anno il suo lavoro trova spazio a Palazzo di Città. Il percorso attraversa generazioni e linguaggi diversi. A Palazzo Mazzetti Domenico Borrelli porta la scultura nel cuore di Asti; negli spazi sotterranei di Camagna Marzio Zorio interviene al Museo della Resistenza; a Piovà Massaia Agata Ferrari Bravo porta la propria ricerca in un altro dei piccoli centri coinvolti nella manifestazione. A Vignale Richi Ferrero entra invece negli Infernot, dove il tema del sottosuolo scelto per questa edizione trova una delle sue corrispondenze più immediate. Alcuni interventi stringono ulteriormente il rapporto tra opera e luogo. In Cantieri di Roccia, il Gabanon, ex cementificio recuperato, viene messo in relazione con la chiesa di Santa Caterina. La marna diventa il filo che conduce dalla roccia alla produzione del cemento e quindi all’architettura, mentre una performance site-specific e il percorso tra i due edifici trasformano lo spostamento stesso in parte dell’esperienza. Il murale di Carlo Gloria si aggiunge alle tracce permanenti, tra cui anche Sindesi di Ferdi Giardini, contribuendo alla costruzione progressiva di un museo diffuso nel Monferrato. Ed è proprio la permanenza ad aprire l’ultima questione. Che cosa resta quando le mostre finiscono e gli artisti ripartono? Restano alcune opere, certo, ma anche luoghi raggiunti per una ragione nuova, relazioni nate durante le residenze e uno sguardo diverso su qualcosa che sembrava già conosciuto. Il nome Germinale deriva dal mese della germinazione del calendario rivoluzionario francese. In un Monferrato che il festival sceglie di leggere come terra fertile, forse la misura più interessante del progetto arriverà proprio dopo la sua conclusione: vedere che cosa sarà riuscito a far germogliare.

Valeria Radkevych

Germinale – Monferrato Art Fest
dall’11 settembre al 4 ottobre 2026
sedi varie

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Valeria Radkevych

Valeria Radkevych

Valeria Radkevych (1995, Lugansk, Ucraina) è una curatrice e ricercatrice indipendente. Ha conseguito una laurea magistrale in arti visive con doppio titolo, condiviso tra l'Università di Bologna e la Paris 1 – Panthéon Sorbonne. La sua ricerca, avviata con la…

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