Per la prima volta il Museo MAXXI di Roma nomina un direttore generale. Paola Macchi diventa DG della Fondazione
Macchi, che ricopriva già il ruolo di segretario generale del MAXXI, assume ora un mandato quinquennale, destinato a garantire quella continuità gestionale che il nuovo Statuto individua come uno degli elementi centrali della riforma
Con la nomina di Paola Macchi a direttore generale, il MAXXI inaugura concretamente una nuova fase della propria storia in attesa di nominare (a brevissimo?) il nuovo direttore del Maxxi Arte dopo lo stop alla collaborazione con Francesco Stocchi. A poco meno di un mese dall’entrata in vigore del nuovo Statuto, la Fondazione romana completa infatti la riorganizzazione della propria governance affidando per la prima volta a una figura dedicata la guida operativa, amministrativa e finanziaria dell’istituzione. La decisione è stata assunta dal Consiglio di amministrazione nella seduta del 13 luglio, dopo la designazione del Ministro della Cultura Alessandro Giuli. Macchi, che ricopriva già il ruolo di segretario generale del MAXXI, assume ora un mandato quinquennale, destinato a garantire quella continuità gestionale che il nuovo Statuto individua come uno degli elementi centrali della riforma.
Paola Macchi nominata primo direttore generale del MAXXI di Roma
L’introduzione della figura del direttore generale era stata approvata dal Consiglio di amministrazione il 15 giugno scorso, con una revisione statutaria che ha segnato una svolta nell’assetto del museo. La riforma ha infatti eliminato le figure del direttore artistico e del segretario generale, redistribuendone competenze e responsabilità secondo un modello ispirato a realtà come la Biennale di Venezia e la Triennale Milano. L’obiettivo è separare con maggiore chiarezza le funzioni di indirizzo strategico da quelle gestionali, rafforzando la stabilità amministrativa della Fondazione.
Chi è e cosa fa il direttore generale
In questo nuovo schema il presidente mantiene il ruolo di rappresentanza legale e di indirizzo culturale e strategico, mentre il direttore generale diventa il responsabile della macchina organizzativa: dalla gestione operativa a quella amministrativa e finanziaria, fino al coordinamento delle attività necessarie al funzionamento dell’istituzione. Una differenza significativa rispetto al passato riguarda anche la durata dell’incarico, che non sarà più legata al mandato del presidente ma seguirà un proprio ciclo quinquennale, evitando così cambiamenti automatici ai vertici della struttura gestionale. Contestualmente, le competenze artistiche non saranno più concentrate in un’unica figura. Verranno invece distribuite tra i direttori dei dipartimenti e un nuovo Comitato di gestione, mentre lo Statuto amplia anche la missione del museo, che potrà sviluppare con maggiore continuità progetti multidisciplinari dedicati non solo ad arte, architettura e fotografia, ma più in generale alla creatività contemporanea.
Chi è Paola Macchi
La scelta di Paola Macchi si inserisce in questo quadro di continuità e riorganizzazione. Manager culturale con una lunga esperienza nella gestione di istituzioni teatrali e festival, Macchi ha costruito il proprio percorso professionale occupandosi prevalentemente degli aspetti organizzativi e amministrativi della produzione culturale. Dopo gli esordi al Piccolo Teatro di Milano, ha lavorato al Teatro Eliseo e successivamente al Teatro di Roma – Teatro Nazionale, dove ha ricoperto il ruolo di direttore operativo. Dal 2020 è stata direttrice amministrativa e dell’organizzazione generale della Fondazione Festival dei Due Mondi di Spoleto, seguendo uno dei principali appuntamenti del panorama culturale internazionale, prima di arrivare al MAXXI come segretario generale.
“Congratulazioni a Paola Macchi, con i migliori auguri di buon lavoro per questo importante incarico“, ha dichiarato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli. “La sua esperienza rappresenta una garanzia per l’attuazione del modello organizzativo introdotto dallo Statuto. Sono certo che il suo impegno contribuirà a rafforzare il ruolo del Museo come punto di riferimento dell’arte, dell’architettura e della creatività contemporanea“. Il ministro ha inoltre ringraziato la presidente Emanuela Bruni e il Consiglio di amministrazione “per aver avviato, con questa nomina, una nuova fase della Fondazione, nel segno della continuità e della valorizzazione di una delle più importanti istituzioni culturali italiane“.
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