Bvlgari alla Biennale Arte 2026 di Venezia. Viaggio guidato tra la Biblioteca Marciana e il padiglione ai Giardini
La Maison romana è per la prima volta partner esclusivo dell’Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia. E presenta in Laguna l’opera di Lotus L. Kang. Ma con la Fondazione Bvlgari è presente anche alla Biblioteca Marciana. Il video racconto
Alla Biennale Arte di Venezia, Bvlgari esordisce quest’anno nel ruolo di partner esclusivo della rassegna. E al contempo, con la sua Fondazione – nata nel 2024 per estendere e rafforzare l’impegno culturale, filantropico e sociale della Maison – debutta con una mostra che è parte del ricco programma di eventi collaterali diffusi in Laguna per la 61esima Esposizione Internazionale d’Arte. Un progetto che mette insieme i lavori di Monia Ben Hamouda e Lara Favaretto, in dialogo con gli spazi della Biblioteca Nazionale Marciana, progettata da Jacopo Sansovino.
La mostra di Fondazione Bvlgari alla Biblioteca Marciana
Fino al 22 novembre 2026, la mostra si visita accedendo agli spazi della storica biblioteca: nel Vestibolo, sono frammentari e indecifrabili i segni luminosi di Monia Ben Hamouda, e rimandano a una scrittura che ha perso la propria funzione comunicativa per farsi gesto, traccia, cicatrice. Nel Salone Sansovino, sotto il soffitto decorato dai grandi maestri del Cinquecento, Lara Favaretto allestisce una biblioteca nella biblioteca, condividendo con il pubblico il progetto Momentary Monument. L’invito è all’interazione con l’opera, con i visitatori chiamati a consultare liberamente i libri e a prelevarli.
La fotografa canadese Lotus L. Kang al Padiglione Bvlgari
La Maison romana sarà partner esclusivo della Biennale Arte per le prossime tre edizioni, fino al 2030. E con il padiglione di Bvlgari nello Spazio Esedra dei Giardini avvia questo sodalizio, affidandosi all’intervento dell’artista canadese Lotus L. Kang, incentrato sul tempo in divenire. The face of desire is loss è un’installazione ambientale articolata: ci si orienta tra pellicole fotografiche sospese, che intercettano la luce e la presenza dei corpi in movimento. Tra queste “pelli” che si accordano al respiro ambientale, stanno gli oggetti disseminati dall’artista: i tatami che accumulano le tracce del tempo, le bottiglie di spiriti derivate dal pensiero buddhista, pellicole impresse. Il Padiglione è al tempo stesso proiettore e proiezione.
In video l’invito a scoprire questi spazi nei giorni della Biennale Arte 2026.
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