Arte contemporanea in Langhe e Monferrato. Itinerario tra le installazioni da vedere ancora per una settimana
Fino al 5 luglio 2026, tra le colline di Langhe e Monferrato si visita la terza edizione del festival idea dall’associazione Artefora, piattaforma d’avanguardia dedicata alla ricerca, alla sperimentazione e alla produzione artistica
La collina sale sempre è una rassegna diffusa di arte contemporanea che si svolge tra le colline di Langhe e Monferrato dal 20 giugno al 5 luglio 2026. Nato su iniziativa dell’associazione Artefora, il festival, giunto alla sua terza edizione, propone installazioni site-specific e mostre di artisti internazionali diffuse, coinvolgendo i luoghi storici di maggiore interesse culturale di Castiglione Tinella, Mango, Neive, Barbaresco, Santo Stefano Belbo e Castagnole delle Lanze.
1 / 6
2 / 6
3 / 6
4 / 6
5 / 6
6 / 6
Breve storia di Artefora tra le colline di Langhe e Monferrato
Prendetevi una giornata; dedicate una gita alle colline piemontesi, con scarpe comode, taccuino e fotocamera a portata di mano. Cercate tra casolari antichi, chiese, torri e ville storiche le installazioni e le opere site-specific degli artisti chiamati da tutto il mondo (dall’Italia alla Lettonia, dall’Uruguay al Brasile, dagli Stati Uniti all’Argentina) per dialogare e omaggiare i territori di Langhe e Monferrato. L’associazione Artefora (con sede in una cascina agricola dell’Ottocento, recuperata con eccellente restauro conservativo nel Comune cuneese di Castiglione Tinella), “piattaforma d’avanguardia dedicata alla ricerca, alla sperimentazione e alla produzione artistica”, fondata dall’artista argentino Ernesto Morales e dalla storica dell’arte romana Marzia Capannolo, non solo ha curato gli spazi selezionati ma ha anche intessuto un rapporto con le istituzioni e con i partner commerciali (tra cui vinicoltori e ristoratori) del luogo, in un circolo virtuoso di rinnovamento, preservazione e ricerca. E la parola chiave è proprio “dialogo”, come ripete Marzia Capannolo (anche curatrice del festival La collina sale sempre): l’idea principale è di non sovraccaricare né sovrastare i centri custodi della storia, ma di generare una sintonia, dove l’arte contemporanea si interroga sul valore territoriale degli spazi che riempie, valorizzando e aggiungendo significato. Nella sede di Artefora, “dove un tempo fermentava il vino, oggi fermentano le idee: le ex cantine e i locali agricoli sono stati infatti trasformati in aree espositive, zone dedicate alla ricerca e spazi di condivisione. Questa architettura rurale, preservata nella sua essenza, offre oggi il contesto dove l’arte contemporanea può dialogare con forme di conoscenza olistiche e umanistiche, creando un ponte tangibile tra il suo passato agricolo e la sua attuale vocazione culturale”.

Il tour de La collina sale sempre. L’esempio di Lori Larusso
Chiese, ville storiche, torri di vedetta, ex conventi: queste le sedi che accolgono le opere selezionate per il festival diffuso La collina sale sempre. È un “tempo verticale” – come lo ha definito Morales – che avvolge e risalta le profondità delle diverse epoche storiche attraversate dagli spazi espositivi e dalle opere. I mattoni del casolare di Artefora si con-fondono con i ricami delle tele di Carolina Cairo e si intersecano con gli alveari spaziali scolpiti da Rita Miranda; nella meravigliosa Casa Giulia, nel cuore di Castagnole Lanze, il porticato sul giardino è abitato dalle figure pop-metafisiche di Lori Larusso, artista americana che si interroga sulla mondanità delle immagini e sulla ritrovata materialità – che pure resta bidimensionale ed esasperatamente colorata – di soggetti riproducibili attraverso il filtro del digitale. Parlando con l’artista, presente in residenza, emerge il senso della sua installazione e del suo punto di vista sul paesaggio piemontese: “Negli Stati Uniti vedo contraddizioni ovunque, in particolare nei rapporti tra esseri umani e animali nei paesaggi naturali e costruiti. C’è la tendenza a celebrare la natura, ma solo alle nostre condizioni. Nelle parti del Piemonte che ho visitato, l’ambiente costruito dall’uomo e quello naturale sembrano operare in armonia. Durante una gita in auto per la campagna con il sindaco Mancuso, un serpente è apparso accanto ad alcuni papaveri selvatici. Ne ho fatto un dipinto. Dopo aver visitato Casa Giulia, ho capito che l’architettura stessa era un’opera d’arte: ho scelto di costruire e installare i miei pannelli dipinti in modo che sembrino una collaborazione con lo spazio architettonico”.
Una menzione speciale è di dovere, infine, per la “tappa” di Neive e il campanile romanico dell’ex monastero benedettino di Santa Maria del Piano: a continuazione delle file ordinate di noccioli, la pianta quadrata della torre si integra perfettamente con il panorama circostante; così come le fotografie all’interno della cappella, interni di palazzi abbandonati immortalati da Lorenzo Capolupi, sembrano proseguire l’architettura che le accoglie, in un orizzonte infinito di stanze reali e raffigurate.

Le altre iniziative per una restitutio solis attraverso l’arte contemporanea
La programmazione di Artefora non è però riducibile a mostre diffuse, a concerti e a presentazioni di libri, bensì “è dedicata a panel specifici di seminari, workshop e talk intesi come occasioni di confronto dove la pratica artistica incontra la teoria scientifica e il pensiero umanistico, offrendo alle comunità nuovi strumenti per interpretare la complessità del presente”. A tal proposito, fondamentale è il programma internazionale di residenze d’artista, che invita autori da tutto il mondo a vivere e operare sul territorio. Sul lungo termine, Artefora aprirà la sua Scuola di Alta Formazione, con docenti provenienti dal mondo della curatela, della storia dell’arte, della filosofia, ma anche della comunicazione e dell’imprenditoria, per fornire insegnamenti cuciti sulla complessità del mondo dell’arte. La sede sarà il (quasi) ex asilo di Castagnole, già affrescato con le sue caratteristiche nuvole da Ernesto Morales, il quale per l’occasione ha permesso ai bambini di “collaborare” per la “decorazione” del palazzo, lasciando un segno permanente della prima funzione educativa dell’edificio, che continuerà effettivamente a divulgare sapere.
“In stretta sinergia con le istituzioni e gli spazi circostanti, Artefora si impegna a ridefinire il concetto di luogo della cultura come incubatore di visioni dove la bellezza del paesaggio diventa la base per una ricerca etica ed estetica, oggi più che mai necessaria”.
Insomma, la sfaccettata restitutio solis promossa da Artefora dimostra una strenua ambizione che porta innovazione e arricchimento ai comuni delle Langhe e del Monferrato; un conglomerato di alleanze tra arte e territorio che continuerà a proporre importanti novità per il 2027, anno in cui Alba sarà Capitale della Cultura Europea.
Federica Maria Giallombardo
La collina sale sempre // fino al 5 luglio 2026
Langhe e Monferrato
Scopri di più
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati