La pittura come verità mistica. La mostra di Luca Bertolo a Pistoia
Considerato fra i pittori più influenti della sua generazione, Bertolo sviluppa un’arte ironica, sottilmente inquietante, sobria nei colori, pensata per cambiare prospettiva. La mostra a Pistoia
Settima personale a Pistoia di Luca Bertolo (Milano, 1968) con opere inedite della serie Facce, e il singolo dipinto Dance, nuovi capitoli di un modo di guardare all’arte come idea, segno e gesto applicati all’eterno tentativo di sfuggire all’angoscia esistenziale conoscendola da vicino. Fino al 21 marzo 2026.

Luca Bertolo: la mostra a Pistoia
Considerato fra i pittori più influenti della sua generazione, Bertolo sviluppa un’arte ironica, sottilmente inquietante, sobria nei colori, pensata per cambiare prospettiva, per riportare in primo piano il concetto rispetto all’immagine, rinunciando alla logica dell’estetica, anzi cercando soluzioni che spingano il pensiero al di fuori di quanto si sta osservando. È il caso, anche, della nuova serie Facce, dove i volti sono ben lontani da qualsiasi realismo, ma assumono un curioso e ironico aspetto sospeso tra il fumettistico e il naif; del resto (citato in passato anche dallo stesso Bertolo), Oscar Wilde riteneva che “nessun grande artista vede mai le cose come realmente sono. Se lo facesse, cesserebbe di essere un artista”. In questa serie, i volti quasi si deformano, divengono macchie al limite dell’indefinibile, presenze/assenze, un po’ maschere, un po’ caricature, un po’ metafore della continua ricerca di chi guarda gli altri per conoscere meglio se stesso. Qui, come altrove, l’artista raggiunge quella “verità mistica” sublimando la dimensione mentale del gesto artistico.

L’opera Dance di Luca Bertolo
L’opera che dà il titolo alla mostra è stata realizzata fra novembre e dicembre 2021, ed è rimasta sinora inedita per evitare travisamenti temporali; perché è precedente, e non successiva, all’inizio della guerra in Ucraina, e ci lascia la piacevole sensazione che l’arte sia a volte un mezzo espressivo attraverso il quale gli artisti leggono la realtà e i suoi imminenti sviluppi. Un’opera dal profondo valore civile, paragonabile, nella portata, alla picassiana Guernica e altrettanto universale nel messaggio di condanna della guerra.

La pratica e la tecnica di Bertolo a Pistoia
Se in passato Bertolo si era espresso sull’arte come un mezzo per spezzare l’eterno, con Dance accetta invece “la condanna all’eterna ripetizione”, perché la danza (metafora dell’esistenza, macabra o meno che sia) è un imperativo d’azione, è l’irresistibile richiamo a “sporcarsi le mani” e lasciarsi guidare dal senso di meraviglia. Tecnicamente, questa grande tela ricorda una commistione di action painting nel dinamismo e di Mirò nella scelta cromatica, ed è quindi anche un omaggio alla storia dell’arte del Novecento.
Niccolò Lucarelli
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