Ecco come un’ex macelleria di Genova è diventata un luogo dedicato alla sperimentazione artistica
Dal 2023, Campo XS è uno degli spazi indipendenti più dinamici di Genova: la fondatrice Carina Negrone ci racconta la sua storia e i suoi progetti, oltre a spiegare come nel capoluogo ligure si stia formando una rete collaborativa da non sottovalutare
A Genova, tra Piazza del Campo e Via del Campo, un’ex macelleria è diventata un luogo di sperimentazione artistica e sociale. Si chiama Campo XS e con i suoi appena trentatré metri quadrati è oggi uno degli spazi più interessanti della scena contemporanea genovese (e non solo). Fondato nel 2023 da Carina Negrone – imprenditrice attiva nel campo della comunicazione e della moda e amministratrice dell’impresa sociale La Posta Nuova – Campo XS nasce dal desiderio di coniugare ricerca artistica, rigenerazione urbana e inclusione sociale. Ristrutturato dallo Studio Sirotti di Genova con un intervento che ne valorizza la struttura originaria, dal ceppo in legno alle piastrelle e ai ganci metallici della vecchia bottega, lo spazio si presenta come un white cube accessibile ai più, parte integrante del paesaggio urbano e del tessuto multiculturale che lo accoglie.

IL PROGETTO BIENNALE CAMPO APERTO DI CAMPO XS A GENOVA
La principale declinazione di Campo XS è Campo Aperto, progetto biennale sostenuto in primis da Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Carige e Fondazione Friends of Genova, che lega il mondo dell’arte contemporanea a quello del terzo settore. La programmazione si costruisce attraverso una call aperta ad artisti e curatori ed esplora tematiche sociali, psicologiche e antropologiche attraverso pratiche site-specific. Parallelamente, la collaborazione con l’Associazione Consulta Diocesana per i Minori e le Famiglie permette di coinvolgere persone, in particolare minori o neomaggiorenni, in situazioni di fragilità nei processi organizzativi e negli allestimenti per lo sviluppo di nuove competenze lavorative, trasformando lo spazio in occasione di inclusione e partecipazione. “La call è rivolta sia ad artisti che a curatori. Gli artisti possono anche partecipare in autonomia, ma in quel caso devono autocurarsi. È successo, per esempio, con Maurizio Segato, che ha inaugurato il primo ciclo di Campo Aperto con La Tana nell’ottobre 2024, e ha curato personalmente il proprio progetto. In generale, però, prediligiamo la combinazione curatore-artista. È anche possibile che vengano selezionati dei collettivi: quest’anno, ad esempio, ci saranno Kvas e Brosio, curati da Viola Cenacchi. L’obiettivo è lasciare la massima libertà possibile sia nel dialogo tra curatore e artista, sia nella partecipazione di più artisti, purché ci sia coerenza e un filo conduttore che dia senso al progetto nello spazio. Non diamo temi prestabiliti: chiediamo solo che ci sia specificità”, racconta Carina Negrone ad Artribune.
Il comitato scientifico di Campo XS a Genova
Il comitato scientifico, composto per la prima edizione da Pinksummer Contemporary Art, Studio Sirotti, il collettivo curatoriale Mixta, la curatrice indipendente Anna Daneri e il produttore culturale Carlo Antonelli, nella selezione di Campo Aperto ha coinvolto artisti nazionali e stranieri, orientandosi sull’autenticità dei progetti in relazione allo spazio, all’originalità della proposta e alla fattibilità della stessa, senza limiti di età o medium. Altri criteri fondamentali sono la realizzabilità del progetto e la rilevanza del tema trattato: “Il comitato seleziona cinque progetti, poi ci si confronta collettivamente per la scelta finale. Forniamo un budget che copre i costi vivi della mostra: produzione, trasporti, allestimento e tutto ciò che serve per rendere possibile il progetto”. Tuttavia, Campo XS, lo spazio fisico, ospita anche eventi autonomi rispetto a Campo Aperto, tra cui (negli anni) le mostre di Nuvola Ravera e Marko Tardito e Michele L. Mulas, oppure Trevisani, e Thyself Agency di Luca De Leva in collaborazione con Pinksummer. Poiché Campo Aperto si svolge da ottobre ad agosto, nei periodi di intervallo viene invitato un artista a intervenire nello spazio. A settembre 2025, per esempio, è stata ospitata la mostra From Blue to Bytes di Mulas e Tardito. “Capisco che il nome possa creare confusione”, interviene Negrone. “Campo XS è lo spazio, mentre Campo Aperto è il progetto sociale e artistico, finanziato da Compagnia di San Paolo, Fondazione Friends of Genova e Fondazione Carige. Gli altri eventi che avvengono nello spazio sono invece autoprodotti o autofinanziati. Per il nome dello spazio abbiamo preso spunto sia dalle dimensioni che dall’ubicazione in piazza del Campo, mentre per il progetto Campo Aperto ci siamo ispirati alla possibilità di aprire a curatori indipendenti, ad artisti giovani e non, conosciuti e non, nazionali, internazionali o locali”.

Chi c’è dietro Campo XS
La progettazione sociale di Campo XS e lo sviluppo di workshop volti a sviluppare nuove esperienze di proto-lavoro per i partecipanti sono costruiti insieme a Consulta Diocesana per le attività a dei Minori e delle Famiglie, coinvolgendo le persone che vivono negli alloggi della Consulta. Giovani come Asia e Michael, ma anche Tania, una donna adulta, che collabora al progetto perché abita vicino allo spazio e ha bisogno di un impiego compatibile con la gestione familiare. Tutte le persone coinvolte vengono accompagnate da Michela Davi, in costante contatto con Carina e con gli educatori. “Con lei ci confrontiamo su tempistiche, paghe e modalità di inserimento. Il progetto sociale mira a generare un impatto positivo sulle persone e sulla comunità creando nuove competenze e accompagnando i destinatari dei workshop in un percorso volto al recupero di autonomia, al fine di proporre un impatto positivo sugli artisti e sulla qualità della programmazione”. Ad accompagnare Carina nella curatela in-site, gestione e organizzazione di Campo XS c’è Martina Montagna, giovane curatrice, che lavora sul progetto occupandosi di comunicazione, curatela e gestione quotidiana, in collaborazione con Riccardo Sirotti per gli allestimenti e con Annalisa Gatto per la parte grafica. “Martina è una figura fondamentale: io vivo tra Bologna e Genova, quindi cercavo la collaborazione di una persona in loco. L’ho conosciuta come curatrice di uno dei progetti selezionati nel primo anno e da lì è nata una forte sintonia, è il mio braccio destro. Mentre la gestione amministrativa del progetto è portata avanti dalla Posta Nuova issrl, con la consulenza di Giovanni Lombardo per quanto riguarda la misurazione dell’impatto sociale dell’attività”.
Campo XS e la città di Genova
E come si rapporta Campo XS nei confronti degli altri spazi dedicati alla ricerca contemporanea di Genova?
C’è un dialogo abbastanza costante. Con Florida, che è proprio vicino a noi, ci scambiamo pareri, visitiamo reciprocamente le mostre ed è anche successo che organizzassimo un talk nel loro spazio, dato che Campo XS è molto piccolo. Loro c’erano già quando siamo arrivati, e ci siamo conosciuti durante i primi sopralluoghi. Condividiamo una visione comune e un approccio sperimentale. Palazzo Bronzo, invece, è stato coinvolto direttamente tramite la prima call di Campo Aperto per il progetto di Death of Master, oltre ad avere collaborato con noi per aspetti di allestimento o documentazione. In generale, a Genova negli ultimi cinque anni è nata una rete di spazi indipendenti che dialogano tra loro, creando un percorso diffuso di arte contemporanea fuori dai circuiti istituzionali. È importante, perché la città non ha molti spazi dedicati alla sperimentazione culturale e quelli che esistono stanno diventando dei punti di riferimento.
Fondamentale nella crescita di Campo XS, aggiunge Negrone, la consulenza di Francesca Pennone e Antonella Berruti di Pinksummer Contemporary Art, della curatrice Anna Daneri e del comitato scientifico, che fin dall’inizio ha caratterizzato l’approccio sperimentale dello spazio, a cui dal 2026 si aggiungerà probabilmente anche Stefano Pirovano di Conceptual Fine Arts.

Chi sostiene Campo XS
C’è qualcosa che vorresti aggiungere?
Sì, mi piacerebbe che venissero citate le fondazioni e i soggetti che hanno sostenuto il progetto, perché senza di loro non sarebbe stato possibile. Oltre alla Compagnia di San Paolo (nostro maggiore sostenitore) e alla Fondazione Friends of Genova che lo sostengono stabilmente, abbiamo il supporto di Fondazione Carige e della Clinica Montallegro. Finanziatori privati possono partecipare sostenendo singole voci di specifiche mostre, come è successo con Quarta Immobiliare per Made in Italy di Drifters. La loro partecipazione e il loro entusiasmo mi danno personalmente molta speranza, soprattutto in quanto non appartenenti al sistema dell’arte. Tra i patrocini abbiamo quello non oneroso del Comune di Genova e della Fondazione Italia Patria della Bellezza, mentre tra i partner esteri Galerie Neu di Berlino, MARS – Maternal Artistic Research Studio di Friburgo, un collettivo di artiste donne che sostengono progetti artistici durante la maternità e Werkraum Warteck di Basilea. Da parte di questi è previsto che divulghino le future call fra gli artisti a loro collegati e di loro conoscenza, in modo da garantire l’ampia partecipazione di progetti internazionali. Per noi il mix geografico è importante, e stiamo lavorando per costruire altri partenariati in UK e in altri Paesi.
Caterina Angelucci
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