A Bologna una mostra intreccia arti visive, cinema e ricerca sul paesaggio siciliano
Ospitato a Palazzo Vizzani, il progetto prende forma nell'estate 2024 a seguito di un soggiorno in una masseria abbandonata a Noto, riunendo artisti e curatori di diverse generazioni
Era gennaio 1693 quando un forte terremoto ha messo in ginocchio la Sicilia Orientale. A subire profondi danni è stata Noto Antica, tanto da essere abbandonata in toto dalla sua comunità (infatti l’attuale Noto barocca viene costruita a pochi chilometri di distanza). A contraddistinguere la città ferita è la sua dimensione atemporale, solitaria e remota, destando particolare interesse in un gruppo di artisti e curatori che hanno deciso di trascorrere dieci giorni all’interno di una masseria abbandonata a pochi passi dal sito archeologico di Noto Antica. Così nell’estate 2024 Zheng Ningyuan, Claudio Corsello, Alessandro Ferri, Greta Guerrieri, Jimmy Milani, Fulvio Chimento e Carlotta Minarelli si allontanano dal contesto cittadino per conoscersi ed esplorare un ambiente naturale e umano. A distanza di due anni, nasce Selvaggi a Noto, un progetto espositivo che restituisce le suggestioni e le riflessioni nate da quel soggiorno, visibile a partire dal 20 marzo da Alchemilla, e più precisamente negli spazi di Palazzo Vizzani a Bologna (e visibile sino al 31 marzo).
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La mostra “Selvaggi a Noto” da Alchemilla a Bologna
Da questa esperienza nasce il film Sonniveglia di Zheng Ningyuan, che intreccia documentario e film d’artista, seguendo gli spostamenti degli artisti tra suono, video, fotografia e pittura. La mostra riprende il materiale del film in installazioni video con una regia audio polifonica: i visitatori si muovono tra stanze settecentesche, seguendo voci, rumori e frammenti di immagini che rendono l’esperienza immersiva e sensoriale. Accanto a Sonniveglia, viene presentato il cortometraggio Amorimì di Ryan William Harris, che propone una lettura cinematografica e site specific del terremoto, vissuto come esperienza interiore. La mostra è accompagnata da talk pubblici: il 21 marzo i registi confrontano i loro approcci, il 27 marzo sismologi e geologi discutono del sisma del 1693 e del monitoraggio attuale, mentre il 31 marzo filosofi e artisti riflettono sulla catastrofe come soglia simbolica e opportunità di ridefinire il senso del mondo.

Selvaggi a Noto: una chiave esistenziale per parlare del terremoto
“La mostra rappresenta uno spunto per parlare del terremoto da un punto di vista esistenziale”, spiega ad Artribune il curatore Fulvio Chimento. “Una parte essenziale del progetto, infatti, è il dialogo che si instaura tra scienziati, artisti e filosofi, attraverso momenti pubblici di confronto. Siamo contenti di offrire un progetto così ricco nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della cultura e Gibellina Capitale italiana dell’Arte Contemporanea, città violentemente toccate dall’esperienza del terremoto, proprio come la “nostra” Noto Antica, che cercano di risollevare la proprie comunità attraverso l’esperienza creativa. Il tema della catastrofe è un’entità trasversale, ma che tocca soprattutto le nuove generazioni, e che abbiamo affrontato offrendo una molteplicità di sguardi e di punti di vista, anche tra loro discordanti.

La nascita della residenza nella masseria abbandonata di Noto Antica
“Quando, nell’estate del 2023, ho visto per la prima volta la masseria posta di fronte ai resti di Noto Antica, mi sono davvero emozionata. Il risultato è stato l’acquisto, forse in buona parte d’impulso, della proprietà. La vera domanda in fondo era: sono completamente impazzita o il luogo ha davvero qualcosa di particolare? Così ho invitato alcuni amici (tra i quali Alessandro Ferri) a passarci qualche giorno. Lui mi conforta: sì la masseria sembra annullare lo scorrere del tempo, facciamoci qualcosa… Nasce così la residenza dell’estate 2024, senza uno scopo preciso, ma solo in realtà per dare una sorta di spiegazione a quella che sembrava una mia strana follia”, spiega ad Artribune Carlotta Minarelli, proprietaria della masseria e presidente dell’Associazione Controcorrente. “Ho avuto risposta alla domanda. Il luogo rimane impresso, emoziona potentemente non solo me. Sarà il silenzio o la roccia bianca che acceca o la presenza di Salvo, il pastore, con il suo gregge di pecore, o forse i panorami sconfinati, non so esattamente cosa, ma il luogo conquista tutti. Certo i resti del terremoto, le rovine di una fiorente città completamente distrutta creano suggestioni potenti e tutti ne sono impressionati, ma non è sicuramente solo quello. Le impressioni sono differenti, ognuno ha un suo sguardo, un suo modo di percepire, ma nessuno resta freddo e disinteressato. Zheng con la sua macchina da presa, registra ogni momento, ogni rumore, ogni atmosfera per immergerci in un luogo che è, a questo punto lo posso dire con certezza, capace di stregare”.
Valentina Muzi
Dal 20 al 31 marzo 2026
Selvaggi a Noto
Alchemilla
Via Santo Stefano 43, Bologna
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